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	<title>Sugarpulp.it &#187; Mondadori</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Intervista ad Andrea Pinketts</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia Conventi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[andrea pinketts]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[mystfest]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/andrea-pinketts" rel="tag">andrea pinketts</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mondadori" rel="tag">Mondadori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mystfest" rel="tag">mystfest</a></p>di Gaia Conventi Sono le sette di sera, la sera è quella di un venerdì di ottobre. Ho rintracciato Pinketts come farebbe un cane da tartufi, dal suo sito, mandando una email. Tenete presente che il grande scrittore non usa la rete, dall&#8217;altra parte del monitor c&#8217;è una persona fidata che gli fa da tramite. Eppure, [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/autori/intervista-ad-andrea-pinketts' title='Intervista ad Andrea Pinketts'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gaia Conventi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3087" title="AGP-foto Andrea Fortini-MystFest09" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/AGP-foto-Andrea-Fortini-MystFest09.jpg" alt="AGP-foto Andrea Fortini-MystFest09" width="272" height="362" /><strong>Sono le sette di sera, la sera è quella di un venerdì di ottobre. Ho rintracciato <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Pinketts+Andrea+G-shelf_BIT-Pinketts+Andrea+G-p_1.html?a=312017">Pinketts</a> come farebbe un cane da tartufi, dal suo sito, mandando una email. Tenete presente che il grande scrittore non usa la rete, dall&#8217;altra parte del monitor c&#8217;è una persona fidata che gli fa da tramite. Eppure, dopo soli due minuti di attesa, mi arriva la risposta che dice “chiamami subito al cellulare”. Pinketts è da qualche parte, immagino sia un pub, la musica è altissima. Lui urla di spegnerla, poi, visto che l&#8217;atmosfera non è quella giusta, mi da il numero del locale e si rintana da qualche parte per rispondere alla mia intervista. Mi sento Mata Hari. Lui esordisce dicendo che odia la tecnologia, cosa di cui già mi ero resa conto. Si scusa con un: “sai com&#8217;è, sono un uomo di Neanderpinketts”. Dal suo lato del filo sorseggia un cocktail, dal mio lato mi accendo una sigaretta. Il registratore di fortuna, che ho miracolosamente raccattato nel cassetto della scrivania, fa il suo dovere. Pinketts fa tutto il resto.</strong></p>
<p><span id="more-3085"></span></p>
<p style="text-align: justify;">________________________________________________</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Pinketts+Andrea+G-shelf_BIT-Pinketts+Andrea+G-p_1.html?a=312017">Andrea G.Pinketts</a> è l&#8217;uomo dallae mille vite. Scrittore, opinionista, giornalista investigativo, fotomodello (nel 1986 è testimonial per una campagna pubblicitaria di Armani), maestro di arti marziali, copywriter, pugile, autore di testi per canzoni&#8230; Sulla carta d&#8217;identità ti sei accontentato di inserire tuttologo o hai preferito quella G che ti contraddistingue?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Basta una G, una G variabile, a me piace la variabilità. Visto che nome e cognome ci vengono assegnati, ho deciso di aggiungere una G, che a volte sta per genio, alle volte per ganascino (il pizzicotto sulla guancia, all&#8217;ombra della Madunina. NdA), a Napoli sta per guaglione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi la G è variabile anche geograficamente?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per me la G è un estremo libero, l&#8217;estremo del resto è sempre libero.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci siamo incontrati al MystFest 2009, premio che tu hai vinto e stravinto (&#8217;84, &#8217;89, &#8217;90), in una cittadina dove sei sceriffo (delibera 8636 della Giunta). Cosa aspettano ad intitolarti una piazza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho vinto tre MystFest e sono anche diventato una sorta di detective comunale di Cattolica, pur essendo io molto poco cattolico. Ricordo quando il sindaco Gianfranco Micucci voleva dedicarmi, come tu hai insinuato spudoratamente, una piazza. Qui ci sarebbe stata una fontana che, anziché un cavalluccio marino, avrebbe riprodotto le sembianze di un cavallo da cowboys. L&#8217;idea era che spillasse birra ai passanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; un&#8217;idea da riprendere, bisogna farlo presente all&#8217;attuale amministrazione!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mah, chissà, nel frattempo collaboro ancora col Gran Giallo Città di Cattolica, premio che mi ha dato la notorietà.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi vincere il MystFest porta bene&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta era fondamentale per entrare nel mondo dell&#8217;editoria, adesso forse lo è un po&#8217; meno. Per ragioni di “lodi” la Mondadori ha meno appeal.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Non mi fai coraggio, visto che l&#8217;edizione 2009 l&#8217;ho vinta io!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta il MystFest era una porta aperta, quasi come vincere una caccia al tesoro. Ti dava la possibilità di accedere ad un mondo che, come esordiente, non ti apparteneva. Adesso è un premio importante ma abbastanza istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel frattempo mi barcameno tra Lazzaro e Andrea, fatico a decidere come lo devo chiamare. Glielo faccio presente e dicendogli “immagino che molte delle mascalzonate del personaggio siano anche un po&#8217; tue”, introduco la domanda seguente. Hai vinto di tutto (&#8220;Una remington sulla strada&#8221; per il miglior giornalista investigativo italiano, Premio Scerbanenco, Noir in festival di Courmayeur, Noir in Campione&#8230;) vorremmo assegnarti anche il Premio Angiolotta di bontà (Il vizio dell&#8217;agnello – Pinketts, 1994) ma ci servono le tue credenziali. Una buona azione di Andrea G.Pinketts?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho aiutato un boy-scout ad investire una vecchietta.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla mia risata continua dicendo che è un paradosso immaginare si possa essere buoni o cattivi al cento per cento. Nel 1997 per Flamingo ti sei occupato del fenomeno dei serial killer, curando la prima Enciclopedia dei serial killer italiani (libro introvabile, conosco gente che ucciderebbe per averlo). So che pare brutto chiedertelo ma&#8230; chi è il tuo serial killer preferito?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stato uno tra i primi ad investigare in questo campo, poi sono arrivati i miei amici, peraltro bravissimi, Picozzi e Lucarelli. Il mio serial killer italiano preferito in realtà non esiste. Tieni anche conto che io sono una persona tutt&#8217;altro che seriale, persino nelle opere che scrivo cerco di non esserlo, figuriamoci nell&#8217;omicidio! Diciamo che il mio serial killer preferito è un caso irrisolto, non posso dirti di più sennò mi querelano. Ne riparleremo quando ci saranno le prove del suo secondo omicidio. Posso solo dirti che è un assassino di Genova, che ancora non è stato scoperto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ok, allora attendiamo sviluppi, poi magari mi richiami per dirmi di più.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma io non ho il tuo numero, cara.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Qui ho glissato e sono passata alla domanda seguente. Ti definisci un incrocio tra Fonzie e Einstein, esiste quindi una “relatività del giubbotto di pelle”? Belli e dannati o dannatamente Pinketts?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Meglio essere bello e dannato, essere dannatamente Pinketts comporta delle responsabilità che io cercherei di non assumermi mai, ma sono inevitabili.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3091" title="pinketts" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/pinketts.jpg" alt="pinketts" width="250" height="301" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei un appassionato di sigari, donne, bar equivoci e cattive compagnie. Dovessi rinunciare ad uno di questi piaceri&#8230; cambieresti marca di sigari?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non rinuncerei a nessuno dei miei vizi ma un giorno a settimana faccio ramadan, non bevo, non fumo e non vado a donne. Quel giorno mi sento svuotato, una sorta di purificazione, così il giorno dopo, quando accendo un sigaro, bevo una birra e vedo una ragazza graziosa&#8230; non so resistere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I tuoi lettori ti considerano un Dio. Questo ti sprona a nuovi miracoli letterari?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il miracolo letterario è sempre in divenire. Nel momento in cui viene compiuto o organizzato non è più un miracolo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Condividiamo la passione per Fred Buscaglione, a dire il vero trovo che vi assomigliate parecchio. Sai anche cantare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io sono un grande crooner, ho cantato anche in vecchio locale di Milano, un posto che non esiste più e di cui in questo momento non voglio citare il nome, perché diventerei nostalgico. Voglio invece ricordare che ho celebrato nel 2000, con un&#8217;interpretazione alquanto movimentata, il quarantennale della scomparsa di Fred, un interprete straordinario e soprattutto un grandissimo musicista.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Sei stato attore di fotoromanzi. Come sono riusciti a tenerti zitto e fermo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fare fotoromanzi era fortissimo. Uno ti diceva di fare la faccia come per dire “sto prendendo un treno, amore”. Tu facevi quella faccia e il fotografo scattava. Il regista, per non essere da meno, diceva che quell&#8217;espressione non andava bene, dovevi metterci più intensità. Alla terza volta che facevi la stessa faccia, tutti dicevano che era proprio quella che dovevi fare.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>In Francia sei una leggenda vivente, però hanno eletto Sarkozy. Quel giorno proprio non ti andava di fare il Presidente della Repubblica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avrei anche fatto, ma non ho la cittadinanza francese. Sono però Cavaliere al Merito Culturale della Repubblica Francese. Là hanno un&#8217;attenzione maggiore verso la cultura, soprattutto verso il noir, un buco in cui puoi infilare qualsiasi cosa. In Francia è un genere molto apprezzato. In Italia, invece, vediamo persone come Margaret Mazzantini e Susanna Tamaro&#8230; non basta essere brave scrittrici per essere scrittori, scusa l&#8217;attimo di maschilismo! Immagino che ora non potrò più fare un film con Castellitto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>“Non puoi avere la luna piena e la moglie ubriaca. Specie se sei un licantropo” (Io, non io, neanche lui – Pinketts, 1996). I tuoi libri sono pieni di chicche che i tuoi lettori (e adepti) snocciolano, un vero gergo pinkettsiano. Tutti vorrebbero conoscere l&#8217;ingrediente segreto di Pinketts e quello della Coca Cola, svelaci il tuo&#8230; e che gli astemi si arrangino!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi provochi una risposta abbastanza banale. Io sono come il rum per la Coca Cola, con me diventa Cuba Libre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni tanto lo rincuoro, sapendolo chiuso non so dove, in qualche antro buio di quel locale, costretto a rispondere alle mie domande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma no, dai, le tue domande sono abbastanza intelligenti da meritare la mia attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Esistono diversi calendari, da quello Maya a quello gregoriano. Tu nei hai uno pinkettsiano, dove lo zero corrisponde al tuo quattordicesimo compleanno. Ci puoi spiegare questa rivoluzione temporale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io ho due età diverse in me, una è quella del bambino che diventa ragazzo, l&#8217;altra, invece, è iniziata attorno ai quattordici anni, quando ho avuto la consapevolezza di essere adulto. In pratica quella che sto vivendo è la condizione di un quattordicenne che continua ad avere quattordici anni fino alla morte. Quindi il bambino Andrea e il Giovane Pinketts&#8230; e i dolori del giovane Pinketts, che tra un po&#8217; diventeranno artriti!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Stai quindi vivendo il giorno della marmotta?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Credo esista veramente questa fase, in cui improvvisamente ti improvvisi uomo, questa è una citazione di Franco Califano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>“Io sono contemporaneamente seducente e sedicente. Seduco e racconto cose su di me”(Fuggevole turchese &#8211; Pinketts, 2001). Pinketts seduce volontariamente i lettori o, semplicemente, la gente riconosce il genio quando ne incontra uno? (E&#8217; una domanda marzulliana, lo so!).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui scrivo, e mi scuso coi lettori, io me ne frego. Scrivo a penna riempiendo un vuoto, è qualcosa che mi entusiasma. Il mio prossimo libro, che uscirà forse tra un anno per Mondadori, è stato scritto rigorosamente a penna, e ogni giorno era una sorpresa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi eri sedotto dalla pagina bianca?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">No, ero angosciato. La pagina bianca è come la Dama Bianca che non si concede.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Queste sono state le ultime lapidarie parole di Andrea G. Pinketts, la telefonata è durata quaranta minuti e ne conservo gelosamente la registrazione. Qualcuno potrebbe pensare che intervistare Pinketts sia un&#8217;esperienza traumatica, difficile stare al passo con la sua favella e coi suoi giochi di parole. Lui ha “Il senso della frase” (Feltrinelli, 1995)! In realtà se conosci Lazzaro Santandrea sei già in sintonia con il suo creatore&#8230; e poi con AGP non ci si può davvero sentire imbarazzati, semmai si maledice la distanza Ferrara-Milano che rende difficile bere una birra in compagnia di un genio!</strong></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal;">
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		<title>Intervista a Giulio Mozzi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Righetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bruno-lorini" rel="tag">Bruno Lorini</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/carlo-dalcielo" rel="tag">Carlo Dalcielo</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/einaudi-stile-libero" rel="tag">Einaudi Stile Libero</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/giulio-mozzi" rel="tag">Giulio Mozzi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/matteo-righetto" rel="tag">Matteo Righetto</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/mondadori" rel="tag">Mondadori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/padova" rel="tag">Padova</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/sironi" rel="tag">Sironi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/theoria" rel="tag">Theoria</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/treno" rel="tag">treno</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/viaggi" rel="tag">viaggi</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/vibrisselibri" rel="tag">Vibrisselibri</a></p>Giulio Mozzi è scrittore, docente di scrittura creativa, editor e cercatore di talenti letterari. Dal 1993 ad oggi ha pubblicato diverse raccolte di racconti per Einaudi, Mondadori, Theoria e Sironi. Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per la casa editrice Sironi, e dal marzo 2008 è consulente di Einaudi Stile Libero. Nelle [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-giulio-mozzi' title='Intervista a Giulio Mozzi'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3044" title="giulio mozzi" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/giulio-mozzi.jpg" alt="giulio mozzi" width="250" height="256" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Mozzi+Giulio-shelf_BIT-Mozzi+Giulio-p_1.html?a=312017">Giulio Mozzi</a> è scrittore, docente di scrittura creativa, editor e cercatore di talenti letterari.<br />
Dal 1993 ad oggi ha pubblicato diverse raccolte di racconti per Einaudi, Mondadori, Theoria e Sironi.<br />
Dal 2002 al 2009 ha curato la narrativa italiana per la casa editrice Sironi, e dal marzo 2008 è consulente di Einaudi Stile Libero.<br />
Nelle collane da lui curate hanno esordito, tra gli altri, Vitaliano Trevisan e Tullio Avoledo.<br />
Insieme all&#8217;artista Bruno Lorini ha creato un artista immaginario, Carlo Dalcielo, le cui opere, esposte in mostre e pubblicate in forma di libro, sono spesso di natura collettiva.<br />
In rete cura il blog Vibrisse Bollettino e ha promosso la casa editrice Vibrisselibri. Vive a Padova.<br />
In un momento di pausa fra i suoi numerosi viaggi, Matteo Righetto l&#8217;ha incontrato per Sugarpulp e gli ha rivolto alcune domande relative al suo ruolo di editor e talent-scout.</strong></p>
<p><strong>Giulio, come riesci a trovare il tempo per conciliare la professione di scrittore con quella di “cacciatore” di autori?</strong></p>
<p>Non vedo il problema. Quasi tutte le persone che pubblicano opere letterarie campano di un qualche mestiere, e io del mio. E tutte si arrabattano con gli orari, i carichi e i vincoli del lavoro.</p>
<p><strong>Cosa pensi dei numerosissimi premi e concorsi letterari che ci sono in Italia? Sono effettivamente seguiti e considerati dagli editori che intendono scoprire nuovi talenti oppure no?</strong></p>
<p>Se intendi – come mi par di capire – i concorsi per inediti, la risposta è: che agli editori interessa solo il premio Calvino.</p>
<p><strong>Tu hai tenuto spesso corsi e seminari di scrittura creativa. In che misura possono essere utili per uno scrittore? E&#8217; più importante il talento o il perfezionamento delle tecniche di scrittura?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per un atleta è più importante avere il talento o imparare e allenarsi? Per un musicista, per un cuoco, per un collaudatore di go-kart, per un insegnante di matematica: è più importante avere il talento o imparare e allenarsi?<br />
Ovvero: la domanda è mal posta.<br />
Quasi tutte le persone che si iscrivono a un corso o laboratorio di scrittura vogliono semplicemente incrementare il proprio bagaglio tecnico. Non hanno alcuna intenzione di scrivere romanzi e racconti, non hanno ambizioni artistiche, e spesso hanno bisogno di apprendere o affinare determinate abilità per fare meglio il loro lavoro.<br />
Circa le poche persone che si iscrivono a un corso o laboratorio di scrittura avendo dei desideri o delle ambizioni di tipo artistico, posso dire:<br />
Il talento (che spesso è – almeno in parte – dovuto a un «capitale» culturale, linguistico, sociale, economico eccetera della famiglia d’origine) si attiva se c’è una motivazione seria.<br />
Corsi e laboratori possono servire a queste persone per incontrare qualcuno con cui discutere, mettere in discussione la propria motivazione.<br />
Ciò detto: sia chiaro che le tecniche si insegnano, il talento no. Ma tra due persone può crearsi una «relazione pedagogica» che aiuta il talento a venir fuori. Io devo quasi tutta la mia scrittura a Stefano Dal Bianco e Laura Pugno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Quanti manoscritti ti vengono spediti in un anno? Riesci davvero ad affrontarli tutti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un migliaio o poco più. Li prendo in mano tutti. Ne leggerò fino in fondo un’ottantina. Quasi metà li metto da parte dopo poche pagine. Una volta l’anno mi succede di essere convinto della bellezza di un testo (e della forza di un autore) dopo poche pagine.</p>
<p><strong>Quando ti imbatti in un testo davvero interessante e degno di considerazione, cosa fai? Chiami il suo autore o lo segnali direttamente ad un editore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi faccio vivo con l’autore. Anche perché spesso il testo è «interessante» ma non «immediatamente pubblicabile». Magari vale la pena di lavorare un po’ con l’autore, conoscerlo, capire perché fa quello che fa, studiare una strategia per presentarlo all’editore nel migliore dei modi possibili.<br />
Poi, sai, il mio lavoro non consiste nello scovare libri. Consiste nell’entrare nella vita di una persona e dire: «Secondo me si può fare». Ad alcune persone ho cambiata la vita. Devo stare attento. Le persone vengono prima di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Nella tua giornata-tipo, qual è il momento migliore per leggere e quale quello per scrivere</strong>?</p>
<p>Leggo molto in treno (perché passo molte ore in treno). O la sera. Scrivo più facilmente di mattina presto, dalle sei-sei e mezza alle dieci. Anche perché prima delle dieci il mondo editoriale se ne sta zitto e buono, e io lavoro in pace.</p>
<p><strong>Quali sono le qualità fondamentali che deve avere un manoscritto per convincerti?</strong></p>
<p>La bellezza.</p>
<p><strong>In cosa consistono le mansioni di un editor di una grossa casa editrice? Di solito come affronta il lavoro assieme all&#8217;autore?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non lo so di preciso. È un mestiere che non ho mai fatto, e che non ho mai visto più che tanto da vicino. Il mio lavoro consiste nel proporre agli editor testi da leggere. Il minor numero possibile di testi, perché loro hanno poco tempo. Nonostante questo, devo ingaggiare vere battaglie per farli leggere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-6224" href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-giulio-mozzi/attachment/mozzi_ultimo_a_scendere"><img class="alignleft size-full wp-image-6224" style="border: 1px solid black;" title="mozzi_ultimo_a_scendere" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/mozzi_ultimo_a_scendere.png" alt="" width="183" height="281" /></a>Dopo il recentissimo e ottimo &#8220;Sono l&#8217;ultimo a scendere&#8221; edito da Mondadori, stai lavorando a qualcos&#8217;altro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Entro novembre esce, per Terre di Mezzo, una cosa che si chiama (non) un corso di scrittura e narrazione. È la rielaborazione di una serie di 100 articoli che scrissi negli anni scorsi per la rivista Stilos. Infine, a febbraio o marzo 2010 dovrebbe uscire finalmente, per Sironi, il Manuale di retorica amichevole al quale sto lavorando da un bel pezzo con Stefano Brugnolo (che ne è l’autore principale). È il complemento ideale di quel Ricettario di scrittura creativa che ci ha date tante soddisfazioni (ci siamo divertiti a farlo, sembra una cosa utile, e ne abbiam vendute quasi ventimila copie). Entro ottobre vorrei mettere la parola fine a Discorso attorno a un sentimento nascente, una specie di romanzo al quale lavoro da un sacco di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Progetti concreti per il 2010?</strong></p>
<p>Comperare una Vespa.</p>
<p><strong>Cosa pensi di Sugarpulp, il movimento delle Barbabietole Carnivore?</strong></p>
<p>Non mi freghi. Non esistono barbabietole carnivore, l’ho letto su Wikipedia.</p>
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