Il filo rosso

“Il filo rosso” è il terzo romanzo di Paola Barbato, dopo l’ottimo thriller “Bilico”“Mani nude”, uno dei pochi romanzi classificabili sotto un’unica categoria, quella dei capolavori.
Si tratta, come in “Mani nude”, ancora una volta di perdite, di legami familiari che si distruggono, e, soprattutto, del dolore.

La figlia dell’ingegner Antonio Lavezzi è stata stuprata e uccisa da uno sconosciuto, e la vita di Antonio da quel momento è finita. Tramortito dall’assalitore della figlia, entra in coma, perdendo non solo la possibilità di piangere la ragazza, ma anche l’affetto della moglie, che lo ritiene colpevole di aver lasciato da sola la loro bambina.
La nuova vita di Antonio diventa la sua personale forma di espiazione: niente donne, né affetti, né amici, tranne quelli necessari a mantenere una minima rispettabilità sociale, per evitare domande e curiosità, e a non far parlare troppo di sé.
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Un uomo fortunato

Tracklist consigliata:

  • Rino Gaetano – Agapito Malteni
  • Rolling Stones – Paint It Black
  • Bruce Springsteen – The River

Sono un uomo fortunato. Lo dicono tutti. Vivo in un paesino di un migliaio di anime, lontano dallo smog e dai ritmi frenetici delle città. Ho una bellissima moglie, bionda e con gli occhi azzurri, e lavoro sotto casa, nella macelleria che ho ereditato da mio padre. In effetti, nonostante quello che potrebbe sembrare (sono alto più di 1,90), non sono molto tagliato per questo lavoro. Sono troppo buono. Me lo diceva sempre mio padre, prima che morisse. Non ci sono mai riuscito a uccidere quelle povere bestiole. Prima lo faceva mio padre, adesso, dopo che lui è morto, è mia madre che si occupa del macello. Però è il mio lavoro e mi adatto. Non posso lamentarmi, in fondo mi è andato tutto bene. Soprattutto con Alexandra, mia moglie. Ho sempre voluto una donna bella, di quelle che si vedono nelle riviste, e l’ho trovata. In Russia. Non che ci sia andato, in Russia. L’ho conosciuta via internet, abbiamo iniziato a scriverci e poi l’ho invitata qui da me. Pochi mesi dopo ci siamo sposati.

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