Roma. Oggi.
L’ingorda amministrazione cittadina ha venduto la notissima Villa Ada al palazzinaro Salvatore ‘Sasà’ Chiatti, il quale, da buon bifolco ripulito, non vuol perdere l’occasione di dimostrare a tutti la sua “magnificenza”.
Tutt’altro che restio a considerarsi l’ottavo re di Roma (e d’altra parte, dato il carattere plutocratico della nostra “democrazia”, le pretese di Chiatti non sono poi così assurde), l’imprenditore raduna la crema della società romana –politici, attori, professionisti di successo, cantanti, musicisti, sportivi e persino qualche scrittore- per una festa semplicemente “faraonica”, completata da un’assurda, tripla battuta di caccia -ai leoni, alle tigri e alla volpe- pensata per assecondare i capricci dell’ospite e dei suoi insopportabili invitati. Continue reading

