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	<title>Sugarpulp.it &#187; vintage</title>
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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>Iniezione Letale</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 15:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Pelfini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/bobby-mencken" rel="tag">Bobby Mencken</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/coleen-valdez" rel="tag">Coleen Valdez</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/dr-royce" rel="tag">Dr. Royce</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fanucci-editore" rel="tag">Fanucci editore</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fast-eddy" rel="tag">Fast Eddy</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/hardboiled" rel="tag">Hardboiled</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/iniezione-letale" rel="tag">Iniezione Letale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/jim-nisbet" rel="tag">Jim Nisbet</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/vintage" rel="tag">vintage</a></p>Partiamo calmi, non usiamo paroloni: le prime 57 pagine di questo romanzo sono una delle migliori cose scritte che io abbia mai letto in vita mia. Nonostante il tema della pena di morte sia tutt’altro che alieno sia al cinema &#8230; <a href="http://sugarpulp.it/critica/iniezione-letale">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/iniezione-letale' title='Iniezione Letale'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3096" title="iniezione letale" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/11/iniezione-letale.jpg" alt="iniezione letale" width="200" height="305" />Partiamo calmi, non usiamo paroloni: le prime 57 pagine di questo romanzo sono una delle migliori cose scritte che io abbia mai letto in vita mia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Nonostante il tema della pena di morte sia tutt’altro che alieno sia al cinema sia alla letteratura, più o meno di genere, l’apertura di <a href="http://www.webster.it/libri-iniezione_letale_nisbet_jim_fanucci-9788834715086.htm?a=312017">“Iniezione letale”</a>, libro del 1987 firmato da <a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Nisbet+Jim-shelf_BIT-Nisbet+Jim-p_1.html?a=312017">Jim Nisbet</a>, è qualcosa di sconvolgente, è un pugno sui denti per chiunque accetti l’idea che tale suprema punizione non è qualcosa di letterario, bensì una quotidiana realtà in molti Paesi del nostro pianeta, a partire da quel “regno delle libertà” che sono gli Stati Uniti d’America.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span id="more-3093"></span>È difficile, anzi credo sia impossibile rimanere indifferenti di fronte alla terribilmente magnifica descrizione che Nisbet fa delle ultime ore di Bobby Mencken, un ex tossico nero accusato di aver freddato una donna durante una rapina a un market notturno. Non è importante che voi siate pro o contro la pena di morte, così come non ha alcuna importanza, almeno in queste prime 57 fatidiche pagine, sapere se il condannato sia realmente colpevole oppure innocente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Quello che conta è che qui siamo di fronte alla messa in scena della morte di un uomo, nonostante tutti gli errori che egli abbia potuto commettere e gli abissi in cui la sua condotta l’abbia portato. Non può rimanere indifferente a tutto ciò una persona come il dottor Royce, un medico a cui la vita ha già più volte sputato in faccia e a cui tutti i suoi anni di università altro non servono che a disinfettare la vena di un paziente a cui, da lì a pochi minuti, verrà iniettata una miscela letale di schifezze varie e assortite.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Soprattutto se, appena prima di morire, questo stesso paziente ti confessa che lui è innocente dandoti un bacio sulla bocca. Inizia così per Royce una discesa negli inferi tra gli strati più sordidi di una società americana in cui non esiste il Bene e il Male, o almeno una loro divisione manichea, e in cui l’amore viene declinato attraverso accenti per noi incomprensibili o l’amicizia perde qualsiasi significato che ci possa suonare familiare per perdersi nella rincorsa della prossima dose di eroina. Nisbet in duecento pagine descrive in modo magistrale le cloache figlie della droga e dell’assenza di speranza che avevo riscontrato precedentemente con tale potenza e drammatica precisione solo in “Il caso sbagliato” di James Crumley, libro del 1975.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">È quindi sorprendente scoprire come in un romanzo piuttosto breve si possano in definitiva trovare temi tanto profondi e complessi, articolati mediante poche pagine costruite grazie ad una asciuttezza e a una concisione che raramente ho notato in altri autori e romanzi. Nisbet ha un grandissimo rispetto per la parola scritta e il suo utilizzo, è forse per questa ragione che non spreca mai una sillaba che sia una, tutto è ridotto all’essenziale, i dialoghi sono secchi ma allo stesso tempo avvolgenti, la lettura coinvolgente e, come detto sopra, a tratti estremamente dolorosa, sicuramente mai indifferente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">“Iniezione letale” rappresenta tutto ciò che dovrebbe essere l’arte: la continua rielaborazione di concetti a noi familiari, addirittura spesso abusati, talmente quotidiani da passare inosservati alla nostra attenzione. Riflettiamoci un attimo. Alla fine la trama di questo romanzo potrebbe essere così riassunta: un condannato a morte che si dichiara innocente e un idealista del cazzo che gli crede e si mette in macchina per dimostrare che i giudici si sono sbagliati, che la pena di morte fa schifo e che siamo un po’ tutti dei fascisti figli di puttana, mentre l’autore è un progressista illuminato che ha capito tutto. Insomma, un bella trama da romanzetto di serie C.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Invece, questa stessa trama passata per la penna di Nisbet ha dato vita a qualcosa di più grande, a pagine di autentica, altissima letteratura mascherata da romanzo di genere, noir, hard boiled o quello che volete voi. Siamo qui di fronte ad alcuni dei temi eterni che nascono con l’Uomo e che con lui moriranno: il delitto e il castigo, il peccato e la redenzione, la realtà e la sua rappresentazione, la sostanza e l’apparenza. La possibilità di scegliere che senso dare alla propria vita e che direzione farle prendere. Sempre e comunque.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
<hr />
<ul style="text-align: justify;">
<li><em><strong>Titolo</strong>: Iniezione Letale<br />
</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Jim Nisbet<br />
</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 240</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Fanucci Editore &#8211; Collana Vintage (trad. Olivia Crosio)</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 16,00 euro</em></li>
<li><strong><a href="http://www.webster.it/libri-iniezione_letale_nisbet_jim_fanucci-9788834715086.htm?a=312017">Acquista il volume su Webster.it</a></strong><em><br />
</em></li>
</ul>
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		<title>Senzapaura Jones</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 13:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio Fulio Bragoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica]]></category>
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		<category><![CDATA[Walter Mosley]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/critica" title="View all posts in Critica" rel="category tag">Critica</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/sugarbooks" title="View all posts in SugarBooks" rel="category tag">SugarBooks</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/chester-himes" rel="tag">Chester Himes</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/elana-love" rel="tag">Elana love</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/neri-americani" rel="tag">neri americani</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/paris-minton" rel="tag">Paris Minton</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/senzapaura-jones" rel="tag">Senzapaura Jones</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/vintage" rel="tag">vintage</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/walter-mosley" rel="tag">Walter Mosley</a></p>Los Angeles, anni ’50. L’afro-americano Paris Minton è il tranquillo proprietario di una piccola libreria dell’usato; l’attività gli permette di vivere come ha sempre sognato: le sue giornate scorrono tranquille tra le chiacchiere con i rari clienti e la lettura, grande passione della sua vita e motivo del suo trasferimento dalla campagna alla città. Ma per un nero solo e senza agganci nell’America razzista degli anni ’50 <a href="http://sugarpulp.it/critica/senzapaura-jones">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/critica/senzapaura-jones' title='Senzapaura Jones'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2041" title="senzapaura-jones" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/2009/06/senzapaura-jones-140x214.jpg" alt="senzapaura-jones" width="140" height="214" /><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Los Angeles, anni ’50. L’afro-americano Paris Minton è il tranquillo proprietario di una piccola libreria dell’usato; l’attività gli permette di vivere come ha sempre sognato: le sue giornate scorrono tranquille tra le chiacchiere con i rari clienti e la lettura, grande passione della sua vita e motivo del suo trasferimento dalla campagna alla città.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Ma per un nero solo e senza agganci nell’America razzista degli anni ’50, conquistare una vita stabile e priva di preoccupazioni non è una passeggiata: per amore del quieto vivere Paris ha ignorato persino le richieste d’aiuto del vecchio amico Senzapaura Jones &#8211; un affascinante e rissoso reduce di guerra con le spalle larghe, il cuore d’oro e la brutta tendenza a cacciarsi continuamente nei guai &#8211; momentaneamente detenuto in attesa di cauzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span id="more-2002"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Quando Elana Love, giovane bellezza mozzafiato (nient’affatto ingenua e tutt’altro che indifesa, come ogni <em>femme</em><span> </span><em>fatale</em><span> che si rispetti), varca la soglia della libreria trascinandosi dietro un mare di guai, Minton, che, in barba ai suoi sogni di tranquillità, si ritrova istantaneamente battuto e derubato, sospettato dalla polizia, inseguito da bande di criminali comuni e gruppi di filonazisti capitanati da avanzi di regime, agenti dei servizi segreti israeliani (?) e sbirri corrotti, è costretto a correre ai ripari; per passare al contrattacco e salvare la pelle avrà però bisogno dell’aiuto dell’amico di sempre, l’inarrestabile (e fortunatamente per nulla rancoroso) Senzapaura Jones…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Walter Mosley, classe 1952, autore ben noto per la serie di polizieschi aventi per protagonista Easy Rawlins (<em>Diavolo in azzurro</em><span>, </span><em>Farfalla</em><span> </span><em>Bianca</em><span>, </span><em>Un</em><span> </span><em>piccolo</em><span> </span><em>cane</em><span> </span><em>giallo</em><span>, </span><em>Little Scarlett</em><span>), ma attivo in molti generi, dalla fantascienza (</span><em>Blue Light, Futureland, The Wave</em><span>) alla letteratura per l’adolescenza (</span><em>47</em><span>), dalla saggistica (</span><em>Workin&#8217; on the Chain Gang: Shaking off the Dead Hand of History, What Next: An African American Initiative Toward World Peace </em><span>ecc.) al romanzo erotico (</span><em>Volevo uccidere Johnny Fry</em><span>, </span><em>Diablerie</em><span>), è uno dei più acclamati protagonisti del nuovo pulp americano; erede della lezione di Chester Himes, Mosley costruisce romanzi hard-boiled avvincenti e ritmati, che conciliano toni, dialoghi, ambientazioni e personaggi “classici” (l’avventura di Minton e Jones</span><em> </em><span>richiama alla mente i capolavori hammettiani, ma i </span><em>clichés</em><span> inaugurati dal maestro sono trattati in maniera ironica, usati come fonte d’ispirazione, non come vincoli di costruzione per trame banali e omologate) con sottili riflessioni sociali e intrecci dalla forte connotazione razziale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span><span>In </span><em>Senzapaura Jones</em><span>, (traduzione di G. Zurlino) trama avvincente, piacevoli tocchi </span><em>vintage</em><span> e azione mozzafiato si nutrono di una lucida osservazione della situazione dei neri americani, velata, ma mai del tutto occultata dietro la perfetta meccanica della narrazione: se i protagonisti non fossero due afroamericani, fastidiosi, ognuno a suo modo per la maggioranza bianca (se Senzapaura rappresenta il “nero” incontrollabile, forte, istintivo, impulsivo, fisicamente minaccioso, Minton in quanto educato, colto, innegabilmente “pensante”, è forse ancora più “preoccupante” per la società razzista e retriva dell’America anni ’50…), non si troverebbero cacciatori e prede nel pericoloso, interminabile, inseguimento sul quale è costruito l’intreccio, la vicenda non avrebbe alcun senso, e l’arduo compito di dipanare l’intricata matassa sarebbe semplicemente delegato agli agenti di polizia; il problema razziale costringe invece Minton e Jones a esporsi in prima persona, e tentare di cavarsela da soli…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">Primo di tre romanzi aventi per protagonisti la coppia Paris/Jones (<em>Fear Itself</em><span> e </span><em>Fear of the Dark</em><span>, secondo e terzo episodio di quella che speriamo possa tramutarsi in una fortunata serie, usciti rispettivamente nel 2003 e nel 2006, sono tuttora inediti in Italia), </span><em>Senzapaura</em><span> </span><em>Jones</em><span> è un’opera avvincente e<span> </span>ben scritta, che innesta i modi del “politically correct” sul tronco dello<span> </span>“scorrettissimo” &#8211; in quanto quasi del tutto privo di riflessione politica e sociale, e anzi fortemente reazionario e pieno di pregiudizi (o almeno così hanno sempre tentato di farci credere)- ma insostituibile nero americano alla prima maniera, e lo fa con impareggiabile ironia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;">
<ul>
<li><em><strong>Titolo</strong>: Senzapaura Jones</em></li>
<li><em><strong>Autore</strong>: Walter Mosley</em></li>
<li><em><strong>Numero di pagine</strong>: 314</em></li>
<li><em><strong>Editore</strong>: Tropea</em></li>
<li><em><strong>Prezzo</strong>: 16,00</em></li>
</ul>
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