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Tempo di fruizione e formati, i due nodi centrali dell’editoria del futuro

Tempo di fruizione e formati, i due nodi centrali dell'editoria del futuro

Dall’indagine ISTAT emerge che sono soprattutto i lettori forti a leggere in digitale. Tempo di fruizione e formati saranno i nodi centrali dell’editoria del futuro.

Secondo i dati ISTAT l’11.1% degli italiani legge in digitale. Tenendo conto che a leggere è complessivamente è il 40.5% degli italiani emerge un dato interessante: in Italia 1 lettore su 4 legge in digitale. E infatti, sempre secondo l’ISTAT, a leggere ebook sono soprattutto i lettori forti. 

Questi dati più di tante chiacchiere spiegano molto bene perché per gli editori questo sia un problema: per gli editori infatti si abbassa il fatturato dato che gli ebook costano mediamente meno rispetto ai libri.

E visto che in Italia a tenere in piedi l’editoria è soprattutto la tribù dei lettori forti ecco perché il digitale è un grosso problema: i lettori leggono di più ma spendono meno.

Di contro è vero che il digitale aiuta ad abbassare i costi, ma pensare che un ebook si pubblichi a costo zero è una pura utopia.

Anzi, per molti editori mettere in piedi un’infrastruttura o un team interno dedicati al digitale è stato un costo molto rilevante, costo che non si è ancora ripagato visto che sempre che dall’indagine ISTAT emerge come il digitale per il 94% degli editori rappresenti più o meno il 10% del fatturato.

Tempo di fruizione e formati, i due nodi centrali dell’editoria del futuro

In un futuro dominato dai modelli in abbonamento alla Netflix per l’editoria libraria diventerà sempre più difficile trovare modelli di business sostenibile per un motivo molto semplice: un utente medio può guardare un film o una puntata di una serie tv al giorno, o anche soltanto due alla settimana.

Ma sono pochissimi i lettori che possono leggere due libri alla settimana, nessuno è in grado di leggere un libro al giorno.

Il problema enorme con cui si dovrà confrontare domani l’editoria, problema con cui già oggi ha iniziato a fare i conti, si chiama tempo di fruizione. Il secondo sarà quello dei formati e allora, forse, potremmo scoprire con nostra grande sorpresa che il libro non sarà più il formato di riferimento per la lettura.

Non è un caso se gli audiolibri stanno vivendo una stagione esaltante, e tutti i numeri lasciano pensare che il mercato dell’audiobook crescerà sempre di più nei prossimi anni.

Stiamo parlando infatti di un formato che, grazie alle piattaforme in streaming come Audible, permette agli utenti di sfruttare al meglio il rapporto tempo/contenuti.

Le piattaforme però si stanno moltiplicando alla velocità della luce è già nel 2018 in Italia assisteremo a diverse novità in un settore che riesce ad attrarre investimenti enormi a livello globale.

Si prospettano dunque anni molto interessanti per il mondo editoriale, a patto di capire in che direzione si muovono i mercati, di continuare a produrre contenuti di qualità e, soprattutto, di riuscire a intercettare e a soddisfare le aspettative dei lettori e degli utenti.

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