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The Heroes

Titolo: The HeroesThe Heroes
Autore: Joe Abercrombie
Editore: Gargoyle
Traduzione: Claudia Costantini e Serena Vischi
PP: 716
Prezzo: 17,90 Euro

Sembra evidente che nell’ultimo periodo la casa editrice Gargoyle, in piena controtendenza con il mercato, sia in netta fase di espansione.

L’apertura di non una ma ben due collane, ha ampliato in modo significativo lo spettro delle proposte editoriali e se è vero che una di queste è dedicata al formato pocket e quindi in buona sostanza ai tascabili – dove trovano collocazione alcuni classici dell’editore romano – è del tutto evidente che in quella chiamata Extra, Gargoyle ha infilato una serie di libri da capogiro con autori formidabili.

Dallo Stephen J. Cannell de I Collezionisti di destini a Sua Maestà George R. R. Martin di In fondo al buio. Evidente il tentativo, riuscitissimo, di sistemare in questa collana tutti i romanzi che, ancorché non puramente horror, mantengono tuttavia un approccio gotico alla materia, contaminandola con il thriller, il noir, il fantasy, la science fiction.

Ed in questo senso, il recente acquisto dei romanzi di Joe Abercrombie, pubblicati in elegante formato hardcover suona come una benedizione.

Già perché il primo del lotto, uscito per Gargoyle Extra, è uno strepitoso stand-alone: The Heroes, una bomba da 716 pagine che filano come una rasoiata e che mettono insieme una storia brutale e meravigliosamente scritta, spietata e dal gusto epico.

In questo monumentale romanzo che per qualità e proporzioni può financo essere paragonato, con i dovuti distinguo – qui un fantasy là un romanzo storico – a Religion di Tim Willocks – e sapete quanto adori l’autore inglese – Joe Abercrombie, anch’egli britannico, dà un saggio di bravura non solo per il modo in cui ha saputo costruire un fantasy mozzafiato e cinematografico ma per aver letteralmente rivoluzionato il genere.

Sembra quasi che Abercrombie abbia preso Il Trono di Spade (Game of Thrones la serie tv), lo abbia compattato e passato in centrifuga, tanto è indiavolato e riposseduto il ritmo della sua narrazione.

Una trama apparentemente semplice: il giorno prima di una sanguinosa battaglia, i tre giorni della battaglia e il giorno dopo di essa. La trama è tutta qui. Eppure la trama è poi nelle mille vicende, nei tanti rivoli, nelle decine di sotto-trame che caratterizzano un intreccio incredibile.

A ciascuno dei moltissimi protagonisti Abercrombie dedica una caratterizzazione profonda, attenta, stratificata; la galleria di figure è talmente ricca da risultare spiazzante: troverete il prode, e paranoico, Bremer Dan Gorst, osservatore della Guerra del Nord per conto di Sua Maestà; Dow il Nero, diabolico e irriducibile signore della Guerra; Caul il Brivido, sgherro inquietante al soldo del Nero, sfregiato e con un occhio di metallo; l’imbelle e calcolatore Calder; l’incapace generale Jalenhorm; lo Strozzato, vecchio guerriero indomito e coraggioso capo della sua micidiale Dozzina; la spietata Portento; Logen Novedita detto il Sanguinario, l’uomo più temuto di tutto il Nord.

Come potete vedere ogni nome è già una pennellata fantasmagorica e intelligente, un graffio creativo che tratteggia fin da subito un fantasy guerresco semplicemente unico, completamente rivoluzionario – troverete sesso e ironia, ritmo forsennato e action a go go… ma come in un fantasy? Già! – ricco e dettagliato nelle scene di battaglia ma allo stesso tempo in grado di sfoderare duelli all’arma bianca in un montaggio ipercinetico, con una scena in fila all’altra, coreografie di violenza da urlo, e dove i protagonisti sembrano darsi il cambio fino a quando la morte impone il taglio della scena e la vittima cede il passo al carnefice fino a quando quest’ultimo non diviene vittima a sua volta.

Insomma, seguire la battaglia degli Uomini del Nord di Dow il Nero contro l’Alleanza del Sud, comandata dal Lord Maresciallo Kroy, con i primi arroccati sulla collina degli Eroi, a bloccare l’avanzata dei secondi è semplicemente un’esperienza spettacolare e imperdibile, e in questo un plauso – per la formidabile resa – va alle bravissime traduttrici: Claudia Costantini e Serena Vischi.

Sono rimasto colpito dalla profondità d’approccio, nient’affatto sacrificata alla macchina action, in una vicenda che non ha né vincitori né vinti ma solo sconfitti e vittime, relitti umani che rimangono in piedi – pochi – al termine dell’eterno e micidiale scontro fra Bene e Male, senza che l’uno o l’altro possano in qualche modo facilmente ascriversi all’uno e all’altro schieramento.

Un romanzo che lavora sulle contraddizioni e le paure, i tradimenti e le miserie umane e che consegna al pubblico italiano un autore di razza, dalla prosa elegante e intrisa d’epos, dallo stile tagliente e crudele e che si candida senza dubbio a diventare una delle scoperte più importanti di questo 2013.

In attesa di leggere Il richiamo delle spade che apre la trilogia di The First Law, divorate questo tomo, non ve ne pentirete.

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