There, la recensione

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There, il nuovo romanzo stand-alone di Leonardo Patrignani, creatore della saga di Multiversum.

cover-there-patrignani-mondadori-sugarpulpTitolo: There
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori
Pagine: 363
Prezzo: 18 euro

Leonardo Patrignani ha raggiunto molti traguardi in campo artistico. Cavallo di razza nato nella prima cintura di Torino e poi trasferitosi a Milano in tenera età, all’alba del nuovo millennio è il potente cantante dei Beholder, power metal band dai tratti sinfonici.

Dopo alcuni demo con loro pubblica tre album per la Dragonheart Records, battendo a tappeto i palchi dei festival heavy metal più frequentati in Italia al fianco di band come Vision Divine, Labyrinth e Virgin Steele.

La loro musica… ah già ma non devo scrivere una recensione musicale, vecchie reminiscenze. Insomma, tra doppiaggi cinematografici e di videogames, dopo l’esperienza con i Beholder Leonardo Patrignani diventa uno scrittore di successo.

Lo supporta il gigante del settore Mondadori, con la collana Chrysalide, e il coniglio che tira fuori dal cilindro nel 2012 si intitola Multiversum, primo romanzo di una trilogia young adult di fantascienza che tratta la possibilità di viaggiare attraverso universi paralleli grazie ai poteri speciali di quattro ragazzi.

Seguono Memoria (2013) e Utopia (2014), ed è il grande botto per Patrignani. Sfracello di vendite, diritti di traduzione opzionati e sfruttati in svariati paesi esteri tra i quali Inghilterra, Francia, Spagna, Polonia, Turchia e Serbia. Poi nel 2015 arriva There, ed è tutto diverso.

There, il romanzo.

Sempre casa Mondadori, Chrysalide. Sempre young adult? Quasi. Ovvero una protagonista giovane c’è: Veronica Argenti, una ragazza milanese di diciannove anni. È quello che le accade che ha poco di young e molto di adult.

Veronica deve crescere all’improvviso, deve lasciarsi alle spalle il guscio spensierato e ovattato dell’adolescenza, l’inconsapevole felicità capricciosa che caratterizza l’essere teen ager, e deve tirarsi su le maniche per vivere… no, per sopravvivere.

Perché le viene a mancare in un lampo, anzi in una fiammata di pistola condita da un letale proiettile, il suo unico punto di riferimento. Delia, sua madre, le muore tra le braccia in una pozza di sangue lasciandola soltanto con una frase misteriosa sussurrata nelle orecchie prima di morire.

Una deviazione della vita che invece di portare entrambe prima al mercato a scegliere abiti, le porta in banca per un’operazione di cassa e che invece le farà ritrovare davanti a un folle rapinatore armato.

Una sliding doorche per Veronica si chiude per sempre e non potrà mai più farla tornare indietro.

Un anno dopo “il giorno senza senso”, un’etichetta perfetta affibbiata dalla ragazza a quel tremendo momento di dicembre in cui avviene la strage in banca, Veronica non vive più ma sopravvive arrangiandosi con un lavoro presso un locale scommesse, senza più un sorriso, senza neanche un padre che la possa aiutare, fuggito alla sua nascita, completamente sola in un appartamento fatiscente della periferia di Milano.

Pensa più volte di farla finita, per raggiungere in modo ideale la persona più importante della sua vita, sua madre. Ma non lo fa, e un giorno accade qualcosa di molto strano. Si ritrova a sognare l’esplosione di una pompa di benzina, in piena notte, e scorge anche un altro ragazzo che osserva la scena.

L’impressione è talmente reale che ne rimane sconvolta, soltanto per scoprire che non è stato affatto un sogno il suo ma è tutto avvenuto realmente. Da qui in poi il racconto di Patrignani diventa un interessante e sorprendente excursus di esperienze molto strane per una giovane e bella ragazza come lei.

Veronica si lancia in un’avventura che le farà incontrare anche l’amore, al quale pensava che non avrebbe mai più reagito, ma per raggiungerlo e viverlo in maniera appagante deve prima attraversare il cammino dell’eroe, o dell’eroina in questo.

Attraverso le ricerche compiute da Patrignani, impariamo che un certo tipo di esperienze vissute in punto di morte sono state e sono ancora oggetto di approfonditi studi scientifici, invece che dei soliti ciarlatani visionari.

Lo scrittore le utilizza quindi per costruire un mistero avvincente che fa da contraltare alla profonda malinconia depressiva che attanaglia Veronica, e le fa percorrere una strada ignota, ai confini dell’estremo limite della vita.

Alla fine vincono l’amore e i buoni sentimenti, Patrignani fa quadrare il cerchio tanto agognato da Veronica risolvendo in modo inaspettato anche la questione della frase sconnessa e misteriosa pronunciata da Delia in punto di morte.

In definitiva, There è un romanzo che restituisce una sensazione spigolosa in senso positivo, ovvero sfiora argomenti che per la maggioranza sono tabù e lasciano un senso di disagio in molte occasioni toccate dalla trama, soprattutto quando si scende nel tunnel della disperazione di Veronica.

Infatti balza in testa una domanda che arriva con la forza di un proiettile: cosa avrei fatto io se fosse accaduto a me?

Percorrere fino in fondo la strada su cui si è trovata Veronica grazie alla sua ossessione forse non è così lontano dalla realtà.

Guarda il booktrailer (in inglese) di There su Youtube.

 

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