Thor Ragnarok, un film che spacca

Thor Ragnarok, un film che spacca

Thor Ragnarok è il più pazzesco stupidissimo fucking capolavoro supremo che io abbia mai visto al cinema! Tipo Grosso guaio a Chinatown con gli steroidi.

Thor Ragnarok spacca, e non soltanto perché c’è Hulk. Il nuovo cinecomics di mamma Marvel/Disney è una brillante action-comedy demenziale con un impatto visivo super-fluo, una sorta di Grosso guaio a Chinatown con gli steroidi. 

In Thor Ragnarok tutto è esagerato e delirante: i colori, personaggi, le battute… per non parlare dei costumi e delle mazzate da paura che volano a destra e a manca. Questa volta ci hanno messo dentro proprio di tutto, dall’Edda poetica di Snorri Sturloson alla fantascienza popolare, e alla fine hanno sfornato un prodotto godibilissimo che fa letteralmente volare le due ore e lascia che passate al cinema.

Non voglio trovare un senso a questo storia

C’è un senso in tutto questo? Probabilmente no. Ma chi se ne frega.

Archiviamo velocemente la questione “fumetti” dicendo che Thor Ragnarok incarna al meglio lo spirito cazzone e visivamente maestoso dell’ineguagliabile run del Dio del Tuono firmata da Walter Simonson negli anni ’80 (deliziosa la citazione delle storie in cui Thor è trasformato in rana da Loki fatta en passant). Il tutto fuso con la visione distopica e ultrapop della storica run di Hulk firmata da Greg Pak.

Un film fatto di pura avventura, risate stupide, botte da orbi, idee demenziali, trovate geniali, il tutto impreziosito da una regia fantasiosamente visionaria e da un cast azzeccatissimo.

Il cast di Thor Ragnarok

Chris Hemsworth è perfetto nei panni dello “Zio del Tuono”, un personaggio che finalmente è tornato ad essere il vichingo barbuto che si sente nudo senza il suo martello in mano, un gradasso spaccone e ignorante che sembra uscito direttamente dai canti degli antichi scaldi norreni. E sì, care amiche che state leggendo, c’è un scena in cui il nostro Chris è mezzo nudo che…. vabbè, ci siamo capiti perfettamente.

Cate Blachett è deliziosamente sexy e malefica come non mai nel ruolo di Hela, superba dea della morte incazzata nera con il suo amato-odiato paparino e con tutti i nove mondi.

Tom Hiddleston ormai rasenta la perfezione nei panni di Loki, un personaggio che oggi sembra scritto e confezionato pensando alla sua faccia. Un misto tra Hannibal Lecter e Norman Price che levati…

Tessa Thompson riesce nell’incredibile impresa di rendere credibile una Valchiria afroamericana, ma del resto dopo aver visto Idris Elba nei panni di Heimdal, divinità conosciuta anche con il nome de “il Dio Bianco”, siamo abituati a tutto (anche se sono quasi sicuro che a Wakanda non vedremo molti biondoni con la faccia da vichingo, ma magari mi sbaglio…). Valchiria è senza dubbio uno dei character più riusciti del film: stiamo parlando del solito personaggio banalissimo e prevedibile della “buona disillusa alcolizzata che ora fa una vitaccia ma che poi riscopre gli antichi valori e anche l’ammmmore e blablablabla“…. ma la Thompson riesce incredibilmente a dare una fiamma di vita al suo ruolo grazie ad una serie di sguardi da brivido.

E poi diciamolo che finalmente Thor ha al suo fianco una compagna very strong e non quella mozzarella rinsecchita di Natalie Portman.

Jeff Goldblum che ve lo dico a fare… personaggio strepitoso e interpretazione magistrale per un attore che riesce sempre a fare la differenza con i suoi occhi spiritati e il suo sorrisone da culo stampato in faccia.

Si salva perfino quel bel faccione mono-espressione di Kar Urban nei panni di Skurge, l’Esecutore, non tanto per il personaggio in sé che è sempre lo stesso già visto in altri due milioni di film, ma piutosto la scena finale completamente priva di qualsiasi senso che rende tutto molto interessante.

In Thor Ragnarok l’unico un po’ così così è Anthony Hopkins che, ormai, si diverte un po’ troppo a fare la macchietta di sé stesso (vorrei sapere a chi è venuto in mente di fargli indossare quella giacchettina rosa pallido… vabbè non si può avere tuto da un film ignorante).

E poi c’è lui… Hulk. Sì, Hulk, perché Mark Ruffalo è un dettaglio (anche se un ottimo dettaglio). Alla Marvel hanno perfettamente compreso e assimilato la grande lezione di Peter DavidHulk è un personaggio che riesce ad esprimere il meglio di sé quando viene inserito all’interno di un gruppo relazionale in cui lui gioca il ruolo di battitore libero.

E in questo Thork Ragnarok la follia erocia e bambinesca di Hulk rasenta la perfezione: gladiatore devastante nell’arena, bruto immerso nei lussi con collanine hawaiiane e gonnellina nel suo attico/prigione super lusso, bestione senza cervello che si getta a corpo morto contro un gigante di fuoco altro quanto un grattacielo o bambinone che gioca a fare il dispettoso con Thor… Impossibile non amarlo alla follia.

Piaceri volgari

Che dire quindi, buttate via questi 10 euro per una bella combo biglietto-del-cinema-vaschettazza-di-popcorn e regalatevi due ore di calci sui denti tra regni mistici e pianeti sconosciuti, portali interstellari noti come l’Ano del Diavolo e insetti alieni con le mani a forma di spade. In alternativa potete sempre guardarvi InterstellarWatchmen o Mother!, tutta roba di gran qualità che vi farà sentire molto intelligenti.

Ma che volete farci, io preferisco i piaceri volgari e mi accontento di divinità vichinghe che disintegrano mercenari alieni con raggi laser viola, oppure bestioni steroidati verdi che si scagliano tra le fauci di lupi infernali grandi come un palazzo mentre ti sanguinano le orecchie al ritmo di Immigrant Song. Tutto il resto è Christopher Nolan.

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