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Ti sto guardando, la recensione

Ti sto guardando, la recensione di Federica Belleri del romanzo di Teresa Driscoll, con un’illustrazione esclusiva realizzata da Nicolò Pizzorno per Sugarpulp.

Ti sto guardando, la recensioneTitolo: Ti sto guardando
Autrice: Teresa Driscoll
Editore: Newton Compton
PP: 339

Devon, luglio 2015. Ella è sul treno diretto a Londra. Casualmente ascolta una curiosa conversazione tra due belle ragazze e due giovani, molti interessati a loro. Forse per noia, forse per un reale desiderio di non viaggiare da sola, si sente quasi parte di quelle quattro vite. Sta facendo la cosa giusta? Le sue buone maniere dicono il contrario, ma Ella non si sta comportando male. Sono loro ad avere un tono alto di voce e ad essere così scherzosi e spensierati.

Il giorno dopo però apprende dalla tv che proprio una delle ragazze del treno, Anna, è scomparsa. Che fare, rendersi utile e contattare la polizia o fare come se nulla fosse? Far presente che l’atteggiamento dei due giovani era leggermente cambiato nei confronti delle due ragazze? Condividere frammenti della loro chiacchierata o no?

Comincia così il calvario della famiglia di Anna, che rimane scioccata dalla notizia e fatica a reagire, mentre la polizia visiona filmati di telecamere e cerca di ricostruire il percorso fatto dalla ragazza e dalla sua amica …

Devon, luglio 2016. È passato un anno dalla scomparsa di Anna. Un anno devastante per tutti. Per la sua famiglia, distrutta e incompleta. Per la famiglia di Sarah, che era con lei sul treno, e che si ostina a non dire nulla.

Per Ella, che è stata presa di mira dai media, dopo che la sua presenza su quel vagone è diventata di dominio pubblico. Vite in bilico sul filo del senso di colpa, del “se avessi detto, se avessi fatto”. Vite ribaltate negli equilibri e nell’affetto. Di chi fidarsi? Minacce anonime, timore e dolore immenso, che brucia costante in mezzo al petto. Dov’è Anna?

Ti sto guardando è il romanzo d’esordio per Teresa Driscoll. Thriller volta pagina la cui trama ruota attorno alla colpa e alla compassione, alle bugie e alle verità troppo scomode, alle mancanze e ai vuoti incolmabili creati da alcuni rapporti famigliari. All’amicizia e al senso di abbandono. Al senso di repulsione verso un tipo di amore distorto. All’angoscia, di genitori che non hanno più notizie. Di amici che vorrebbero aiutare ma non sanno in che modo. Di chi è stato testimone inconsapevole su quel maledetto treno. Di chi ha mentito e continua a farlo, incurante delle reazioni provocate. Ma nulla è come sembra, perché Ella è osservata. Qualcuno la sta guardando e si nutre della sua paura.

Perché covare rancore, porta alla follia pura e primitiva. Buona lettura.

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