Tokyo Noir

Tokyo Noir è un romanzo imperdibile, onirico e violento dove serve, dolce e lirico quando meno te lo aspetti: come in un film di Takeshi Kitano

Tokyo NoirTitolo: Tokyo noir
Autore: Kenzo Kitakata
PP: 327
Editore: Newton Compton
Prezzo: Euro 9,90

Uno stile asciutto, netto, efficace. Un plot costruito con precisione chirurgica. Una narrazione tagliente, in grado di alternare raffinata eleganza e violenza estrema e parossistica. Di chi stiamo parlando

Semplicemente di uno dei migliori scrittori di noir contemporanei: Kenzo Kitakata, esponente di spicco dello hardboiled giapponese la cui fama ha via via travalicato i confini nipponici e conquistato gli Stati Uniti.

Vincitore di numerosi e prestigiosi premi come il Japan Mistery Writers Association Award, Kitakata vede uscire in Italia uno dei suoi romanzi più belli per i colori di Newton Compton, una casa editrice da sempre attenta a certa letteratura di genere e da cui oggi, senza tanti giri di parole, ci si può legittimamente attendere la pubblicazione del meglio del pulp noir moderno. Kitakata non fa eccezione, anzi.

Tokyo noir, questo il titolo del romanzo, racconta la storia di Takino, proprietario di un piccolo supermercato di Tokyo che sta tentando di rimettere nei binari della normalità la propria vita.

Con un passato legato a doppio filo alla Yakuza, Takino è un ex killer che decide di tornare in corsa per un’ultima missione perché quel desiderio di azione e violenza che credeva sopito nelle pieghe più scure della propria mente sta tornando prepotentemente fuori e morde le vene.

Ma quel passato che gli ha ripreso l’anima lo lascia ben presto invischiato in un sottobosco criminale che è un labirinto da cui per uscire dovrà sudar sangue. Perché la sua missione finisce male e scatena la bestia che alberga in lui, al punto che la sua reazione esploderà in una vertigine di violenza e odio talmente rabbiosa da richiamare sulle proprie tracce il Cane Bianco della polizia di Tokyo, Takegi, un vecchio detective che non mollerà la sua preda.

Forte di una scrittura acida e pronta ad impennarsi in guizzi anfetaminici e velenosi, Kitakata firma un capolavoro che per certi aspetti ricorda – pur nella diversità – la rabbia cieca di un’altra meraviglia del noir contemporaneo: L’inverno di Frankie Machine di Don Winslow.

Un romanzo imperdibile per tutti coloro che amano un certo tipo di letteratura, onirico e violento dove serve, dolce e lirico quando meno te lo aspetti: come in un film di Takeshi Kitano.

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