Lui è tornato

Con Lui è tornato Timur Vermes, classe ’67, ci regala uno sguardo dissacrante, spudorato, satirico e denso di comicità sulla nostra epoca

Lui è tornatoTitolo: Lui è tornato
Autore: Timur Vermes
Editore: Bompiani
PP: 448
Prezzo: cartaceo 18.50 euro, ebook 9.99 euro

“Di sicuro è il popolo che mi ha sorpreso di più. Eppure ho fatto davvero tutto ciò che era umanamente possibile per distruggere la sua futura esistenza su questo suolo profanato dal nemico”.

Con queste parole inizia l’esordio letterario di Timur Vermes Lui è tornato. A pronunciarle? Adolf Hitler.

Risvegliatosi, nell’estate del 2011, in un campo incolto e abbandonato nei pressi di Berlino, Hitler si rende conto, ben presto, che ogni cosa è cambiata: la guerra è finita, vicino a lui non c’è Eva e nemmeno i suoi fedelissimi, ma, soprattutto, in città sembra che nessuno lo riconosca.

Col passare dei giorni, Adolf comincia una nuova vita lavorando per un emittente televisiva.

Interpretando le sue famose arringhe dal patio televisivo, Hitler cerca di plasmare il suo pubblico, il quale, di contro, lo scambia per uno straordinario comico. A poco a poco, tutti in Germania lo imitano, lo cercano, rivelando una società cinica incapace di resistere al fascino del nuovo Hitler.

Con Lui è tornato Timur Vermes, classe ’67, ci regala uno sguardo dissacrante, spudorato, satirico e denso di comicità sulla nostra epoca.

L’opera si identifica come uno specchio della società attuale, non solo tedesca, ma mondiale, sfociando in un unico quesito: in quale baratro può cadere (o ricadere) una nazione in un periodo di crisi economica e sociale?

Lui è tornato non cerca di dare una risposta, ma prova attraverso l’ironia a mostrare come sia semplice ricadere negli errori del passato e quanto forte sia il potere dei media nella società attuale.

Proprio la televisione ricopre un ruolo di primo piano nel romanzo. Infatti, non è solo il luogo di lavoro del redivivo Hitler, bensì è sia il luogo in cui si svolge gran parte della vicenda raccontata, sia il modo attraverso il quale il Fuhrer riesce a trovare spazio per riproporre le sue idee.

Pooa importa se all’inizio c’è scetticismo e viene scambiato per un brillante comico dal pubblico, a poco a poco i telespettatori si appassionano ai suoi discorsi e iniziano a pensare che: Bhe, forse, non è tutto sbagliato quello che dice.

Ed è proprio qui che viene a innestarsi il concetto cardine di tutta l’opera di Vermes, Lui è tornato ha il compito di tenere svegli i telespettatori, di tenerli in guardia dagli incubi del passato attraverso l’uso dell’ironia.

Uno degli aspetti più interessanti a livello stilistico dell’opera è sicuramente la costruzione del personaggio di Hitler. Tutto il romanzo è raccontato in prima persona dal Fuhrer, regalando al lettore un Adolf Hitler in tutto e per tutto coerente al suo corrispettivo storico.

Il lavoro svolto da Vermes, nella caratterizzazione del personaggio principale, è straordinario. Riesce a dare vita al più spaventoso personaggio della storia recente tramite la convergenza di elementi storici e comicità.

Lui è tornato è un romanzo che consiglio di leggere a tutti, sia per ridere di gusto, sia per riflettere su uno dei personaggio che ha scritto una delle pagine più nere di tutta la storia del Novecento.

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  • Fulvio Luna Romero

    Un po’ in ritardo, ma l’ho finito oggi. Ho riso come un pazzo, e ho riflettuto molto. Nel complesso, però, un libro che va davvero letto. Uno dei più gradevoli degli ultimi tempi. Un ottimo spunto per fare luce sulla lucida follia di quell’uomo. Grazie per il suggerimento!

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