Transylvanian Chronicles, TIFF15 giorno due

Transylvanian Chronicles, TIFF15 giorno due

Transylvanian Chronicles, TIFF15 giorno due: continua il report di Matteo Strukul dal Transilvania Film Festival in esclusiva per SugarDAILY

Secondo giorno al Tiff, il festival cinematografico più cool d’Europa e la giornata si apre alla grande con un sole meraviglioso che bagna di polvere d’oro le tegole color sangue dei tetti di Cluj. La città esce dal torpore delle ore notturne e una brezza azzurra fischia leggera sulla pelle. Transylvanian Chronicles, TIFF15 giorno due - Matteo Strukul Ce ne andiamo dritti in centro, e arriviamo appena in tempo al cinema Arta, nel quartiere universitario della città, per guardarci il primo film. Vediamo una storia inquietante come Brothers of the Night che racconta il sottobosco dei “ragazzi di vita” bulgari a Vienna (minchia non usavo quest’espressione dal 1985), un film non esattamente leggero ma di certo ben girato e che mostra uno spaccato inquietante della capitale austriaca. Nemmeno il tempo di gustare una zuppa, e corriamo al cinema Victoria per vedere Shelley, il capolavoro danese di Ali Abbasi e… resto sempre più sconvolto dalla qualità del cinema nordeuropeo, senza contare che questa era un’opera prima. Un horror davvero originale: una coppia danese (Louise e Kasper) che vive in un bosco, in una bella casa in riva al lago, senza energia elettrica, riscaldamento, computer o televisione, assume una ragazza rumena (Elena) che inizialmente viene presa come governante ma alla quale ben presto la coppia chiede qualcosa di particolare: Louise, infatti, può rimanere incinta ma non riesce a condurre a termine la gravidanza. Elena, in cambio di denaro e di poter rivedere prima il figlio che ha lasciato in Romania, accetta quindi di divenire madre surrogata e perciò di farsi impiantare un ovulo fecondato di Louise e di portare alla luce il bimbo per lei. Qualcosa però, un po’ alla volta, comincia ad andar storto: i graffi, gli incubi, i dolori, le allucinazioni. Elena sembra covare dentro di sé una creatura che la riporta alle energie più primitive e nere della natura. Come andrà a finire? Mi fermo prima di spoilerare ma è il “come” qui a fare la differenza. Abbasi costruisce un film profondamente gotico, con atmosfere dark e oniriche, lampi di crudeltà improvvisa e sconvolgente, rimandando a implicazioni druidiche e ancestrali che spiazzano e ci consegnano un horror davvero cupo e disturbante. Uscendo dal cinema, la sensazione è proprio quella, perciò un bello smoothie ai lamponi in un caffè francese è quello che ci vuole, giusto per stare fedeli al rosa shocking di Sugarpulp eh eh, e poi perché devo fare una pausa con la birra… gli anni ormai aumentano senza pietà. Rimane il fatto che le code alle proiezioni e l’età media del pubbico mi sorprendono ogni volta e mi fanno capire una volta di più perché Cluj Napoca è state eletta capitale europea della gioventù nel 2015 e come mai la Transilvania sia la prima fra le 10 regioni top da visitare secondo la Lonely Planet. Sangue giovane insomma, entusiasmo, un rapporto di registi e attori con il pubblico davvero senza filtri o pose per una manifestazione che sviluppa e promuove un concetto di cultura che è diffusione e condivisione, party, buone vibrazioni e che mette al centro il cinema: quello di chi lo gira e di chi lo guarda, ricordando che perché la cosa funzioni è necessario che l’energia vada a doppio senso. Arriviamo tardi per The Suicide Club che è già sold out e così ripieghiamo in un ristorante dove gustiamo una fantastica trota arrostita con funghi. Aggiungete il dessert – un lava cake meraviglioso – e ve ne uscirete spendendo meno di venti euro in due. Ok?!? Filiamo al Florin Pearsic per vedere The Treacherous di Min Kyu-Dong film sudcoreano molto atteso. Prima di entrare mi prendo una Silva Dark da mezzo, giusto per avvere una bella birra scura da gustare durante il film e si parte. Corea del Sud, 1504. Dopo aver vendicato la morte della madre, il principe Jonsan impazzisce e diventa un tiranno. Decide quindi di far rapire le giovani ragazze delle province del suo regno per farne delle concubine. Semplici fanciulle e figlie di ministri disobbedienti sono reclutate e costrette a imparare i segreti di tutte le possibili arti seduttive e posizioni dell’eros prima di essere sottoposte a una serie di test. Solo una di loro verrà scelta per dare alla luce un erede al trono. Tale depravato sistema è in realtà controllato dal consigliere e amico di infanzia del principe, Soong-jae, che desidera uno status sociale diverso per se stesso e suo padre. Quando però s’innamora di una delle concubine, verrà considerato come un traditore e si trasformerà nel più pericoloso dei ribelli. Fin qui la trama: per la verità il film è una meravigliosa trashonata a base di sangue (a ettolitri), sesso assolutamente gratuito e in puro manwha style, ultraviolenza, e black humour a fiumi, senza contare che il ritmo narrativo è altissimo, tanto più per un film orientale come questo. Tutto questo fa di The Treacherous un must per Sugarpulp perché mescola la violenza suprema di Riuhey Kitamura all’estetica travolgente di Tsui Hark. Ne esce un film divertente, completamente scoppiato, con svisate erotiche in odore di porno e graffi alla Takeshi Kitano. In una parola… un film geniale!

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