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¡Tú la pagarás!

Tú la pagarás conferma che Marilù Oliva è una delle autrici più interessanti della sua generazione

¡Tú la pagarás!Titolo: ¡TÚ LA PAGARÁS!
Autore: Marilù Oliva
PP: 276
Editore: Elliot
Prezzo: Euro 16.50

Con ¡Tu la pagaras! Marilù Oliva fa il grande salto. Approda ad Elliot, un editore forte e che cura pubblicazioni di straordinaria qualità, costruisce un romanzo dalla trama fitta e complessa, gestisce un ampio numero di personaggi tutti ben caratterizzati e credibili, e poi tira fuori dal cilindro una Guerrera che è un character da quattro quarti di nobiltà artistica, come autrice.

Sì, perchè la scrittrice bolognese qui cresce esponenzialmente rispetto al già buon esordio di Repetita.

Certo, la scrittura è raffinata – Marilù a questo ci aveva già abituati – quello che però stupisce è che progredendo nella storia si apprezza anche il tentativo, riuscito, di spogliarsi di certi cliché da letteratura femminile.

Risultato davvero importante per un’autrice fatta e finita. E Marilù centra l’obbiettivo alla grande. Nella parte finale della storia, infatti, arrivano una serie di colpi di scena talmente pulp da lasciare i sugarpulpiani fuori di stecca.

Ma procediamo con ordine.

L’intera vicenda ruota attorno ad una serie di omicidi che vengono consumati nei locali di Salsa. Già. C’è quindi una galleria di personaggi da sottobosco urbano che animano la storia reinventandosi una vita che li strappi al grigiore di una quotidianità spesso squallida e deludente.

Ci sono dj di provincia, sensuali e focose ballerine di salsa, bartender esperti nel preparare i mojito, proprietari di locali di terz’ordine, e in mezzo a questa fauna allo stesso tempo scalcinata e policroma brillano le stelle della Guerrera – al secolo Elisa Guerra – redattrice di un giornale underground al soldo di un direttore schizzato come una biscia – Torinelli – e l’ispettore Basilica, un tipo compassato e discreto che sa il fatto il suo e che intreccerà le sue ricerche con quelle della Guerrera per arrivare a risolvere il mistero.

Ma attenzione, perché Elisa Guerra è sospettata di omicidio, il suo alibi fa acqua da tutte le parti, e niente è come sembra in questo efficace romanzo di Marilù Oliva.

E poi anche qui sottolineiamo che l’elemento thriller è la base per qualcosa che va ben al di là del genere: c’è in effetti uno studio e una conoscenza della Santeria cubana, della religione degli Orishas, dei riti e delle leggende cubane da lasciare a bocca aperta, c’è una cornice bolognese imbottita di provincia e rhum, di ricatti e doppi giochi, di invidie e tradimenti.

C’è la spiegazione puntuale e attenta di come una danza come la capoeira brasiliana possa mascherare un’arte marziale efficacissima e micidiale.

Chapeau dunque a tanta varietà e intelligenza narrativa, e un plauso a quella che – senza tema di smentita – si candida come una delle più interessanti autrici della nuova generazione.

Comprate Tu la Pagaras: non ve ne pentirete.

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