Annunci

Uccidi il padre, la recensione

Uccidi il padre di Sandrone Dazieri è un thriller scritto con un talento narrativo invidiabile. Uno stile disinvolto e ironico, soprattutto nei dialoghi serrati e intelligenti.

Uccidi il padre, la recensioneTitolo: Uccidi il padre
Autore: Sandrone Dazieri
Editore: Mondadori
PP: 562
Prezzo: euro 18.00 cartaceo, euro 10.99 ebook

Comprato giovedì, finito domenica. Cinquecentosessantadue pagine (nota dell’autore compresa) polverizzate in una manciata di giorni. Questo il nudo report della lettura del nuovo romanzo di Sandrone Dazieri, Uccidi il padre, uscito per i tipi di Mondadori.

Dazieri questa volta abbandona il noir e la sua creatura più famosa, il Gorilla, a cui l’autore aveva prestato nome e cognome e che era diventato in pochi libri un personaggio di culto (protagonista persino di un film con Claudio Bisio) per approdare al thriller, ma senza nessuna improvvisazione.

Sandrone, oltre che di talento, è dotato di una tecnica solidissima, che gli permette di intessere una trama incalzante e credibile, persino in un genere poco praticato dagli autori nostrani ma comunque amatissimo.

La storia ruota attorno a tre personaggi: Colomba Caselli è un talentuoso ufficiale di polizia, indebolita nel corpo e nello spirito in seguito a un traumatico evento professionale, ora riprecipitata in servizio su esplicita preghiera del suo capo. Dovrà affiancarsi a Dante Torre, il tristemente famoso uomo del silo, rapito da bambino e tenuto prigioniero in una specie di granaio per undici anni dal terzo personaggio, il misterioso figuro da Dante soprannominato Padre.

Quella di Dante è stata un’esperienza ai limiti della follia. Privato di ogni contatto sia con l’esterno sia con ogni essere umano – ad eccezione del Padre stesso – non solo per un tempo lunghissimo, ma anche negli anni cruciali della crescita e della formazione di un essere umano.

Ammaestrato come una bestia, punito o premiato a seconda dei capricci – o dei misteriosi disegni – del suo carceriere, Dante conosce la libertà solo da adolescente, e da adulto è l’unico a credere che il Padre sia ancora in circolazione, e non sia invece il figuro che è stato trovato suicida anni prima da forze di polizia troppo lente e incapaci.

Sviluppa una personalità eccentrica, mettendo a frutto una capacità di osservazione e analisi fuori dal comune, nonché una serie di paure e manie; si occupa – il più possibile nell’ombra ma con eccellenti risultati – di consulenze in tema di abusi infantili e persone scomparse, ed è proprio in seguito al rapimento di un bambino che si troverà ad affrontare assieme a Colomba il suo incubo peggiore: il ritorno dell’uomo che gli ha distrutto la vita.

Un romanzo in apparenza costruito come una caccia al serial killer, ma che lentamente mostra un altro volto, un altro substrato, che rende la trama molto più palpabile di quella di molti romanzi thriller d’oltreoceano, dopati con trovate ad effetto nel tentativo di mascherare la poca sostanza.

La sfondo che Dazieri disegna pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, mostra alla fine un quadro dai contorni chiari, senza sbavature o arzigogoli che mettano a dura prova la paziente sospensione dell’incredulità del lettore.

Il tutto, che senz’altro non guasta, messo in scena con un talento narrativo veramente invidiabile; uno stile disinvolto e ad alto tasso di ironia, specie nei dialoghi serrati e intelligenti.

Un ritmo molto ben dosato, fatto di brusche accelerate e momenti di quiete, sino alla scarica elettrica degli ultimi capitoli e a un finale che scioglie tutti i nodi ma ne rivela, all’improvviso, altri e più complicati; facendo tuttavia perversamente calare il sipario ex abrupto, come una luce che si spegne all’improvviso e che lascia il lettore al buio, con le proprie domande.

Guarda lo spot di Uccidi il padre su Youtube

Annunci
Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: