Un caso come gli altri, recensione

Un caso come gli altri di Pasquale Ruju, la recensione di Fabio Chiesa

Dai fumetti al romanzo: Un caso come gli altri segna l’esordio letterario di Pasquale Ruju, sceneggiatore di Tex, Dylan Dog, Nathan Never e Martin Mystère.

Un caso come gli altri di Pasquale Ruju, la recensione di Fabio ChiesaTitolo: Un caso come gli altri
Autore: Pasquale Ruju
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 256
Prezzo: € 16,00 e-book € 7,99

La recensione

Un caso come gli altri è una storia di malavita vista e vissuta da “dentro”. A raccontarcela, due donne agli antipodi: Annamaria Ferraro, fresca vedova del temibile boss Marcello Nicotra e Silvia Germano, sostituto procuratore incaricato di indagare sulla morte di quest’ultimo.

Tutto si svolge nello spazio ristretto e claustrofobico di una stanza adibita agli interrogatori: la Germano fa domande, attacca, ricostruisce l’escalation di Nicotra verso i vertici della ‘Ndrangheta tentando di smuovere l’apparente distacco della sua interrogata; la Ferraro, senza tradire emozioni, spiega al magistrato – ma soprattutto a sé stessa- come quasi senza accorgersene si sia trovata ad essere la compagna di vita di uno spietato criminale.

Pasquale Ruju, new entry dell’ormai celebre collana Sabot/age (E/O edizioni), è uno scrittore che ci ha già fatto vivere tante belle storie come soggettista e sceneggiatore di Sergio Bonelli Editore (ha firmato numerosissime avventure di Tex, Dylan Dog, Nathan Never, Dampyr, Martin Mystère) nonché come autore delle miniserie a fumetti Demian, Cassidy e Hellnoir.

Il suo esordio letterario non è da meno e conferma le sue innate doti di narratore: il romanzo si divora piacevolmente e nonostante alcuni personaggi ricalchino – giocoforza – gli stereotipi del genere (il vecchio capo mafioso, il tirapiedi taciturno e letale, la moglie ingenua che “non poteva non sapere”), Un caso come gli altri brilla per originalità grazie ad un racconto capace di coniugare la cronaca secca e brutale dei crimini commessi dal capobastone e dai suoi scagnozzi con le emozioni, le aspettative ed i turbamenti di Annamaria.

I protagonisti sono perfettamente tratteggiati e, pagina dopo pagina, non fatichiamo ad immedesimarci nei panni di alcuni di loro, soprattutto in quelli di Annamaria e di Paolo, fratello del boss, che facendo parte della “famiglia” è costretto suo malgrado a diventare un criminale.

La scrittura è asciutta, telegrafica, scorrevole ma mai banale. La psicologia dei personaggi emerge soprattutto dalle loro azioni e reazioni: il vero motore del libro è un intreccio perfettamente costruito alternando le informazioni in mano alla Germano con le rivelazioni della Ferraro.

Come tutti i titoli Sabot/age anche questo nuovo romanzo ci fornisce uno spaccato spietato della società italiana focalizzando l’attenzione sul fenomeno dell’espansione della ‘Ndrangheta nel Nord Italia.

Ruju ci spiega come la mafia si sia messa al passo coi tempi, soffermandosi in particolare sulle modalità di radicamento delle cosche nei nuovi territori e sui loro numerosi interessi e ramificazioni in collusione con il mondo della politica e dell’alta finanza.

E come nei migliori dei gialli non mancano certo i colpi di scena o i twist ad effetto: quello che dovrebbe essere, appunto, Un caso come gli altri, riserverà nel finale una serie di sorprese in grado di spiazzare anche il lettore più scafato dando una nuova chiave di lettura alla vicenda narrata.

Meglio però non rivelare troppo. Vi basti sapere che Sabot/age si conferma garanzia di qualità proponendoci ancora una volta una voce fresca ed originale che, vista la forza di questo esordio, sono sicuro avremo il piacere di ritrovare in futuro. Una voce che vale la pena scoprire.

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