Under, la recensione

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Under di Giulia Gubellini

under-gubellini-copertinaTitolo: Under
Autore: Giulia Gubellini
Editore: Rizzoli
Pagine: 307
Prezzo: 14,90 euro

La recensione di Daniele Cutali

Giulia Gubellini, giovanissima autrice nata nel 1989, si è fatta notare sul web grazie a L’orco meccanico, racconto lungo di fantascienza autopubblicato nel 2013 e poi revisionato nel dicembre 2014. Un thriller/giallo ad ambientazione cyberpunk nel quale la Gubellini fa vedere di che pasta è fatta la sua penna. Sarebbe meglio dire che grazie a esso è stata notata da un editor di Rizzoli e da lì a pubblicare proprio per la grande casa editrice, il passo è stato breve. Nel 2014 esce Under, romanzo che è un incubo di quelli peggiori. Ciò che narra, ovvio.

Si potrebbe cadere in un tranello facile facile: Under sembra essere un romanzo appartenente al filone young adult, ovvero che racconta di adoloscenti speciali con poteri particolari grazie ai quali riescono a districarsi attraverso un’avventura complicata, con un pizzico di romance e ormoni a palla in mezzo. Be’ anche, è innegabile che molti degli elementi che ne caratterizzano il genere ci siano, ma non solo. Under parla di un gruppo di tredici ragazzi che coprono tutto un ventaglio di età adolescenziali, calati in un durissimo contesto distopico che raggiunge alte vette di denuncia sociale per ciò che riguarda la fame di reality in tutte le salse, e per ciò che di politicamente pericoloso si potrebbe celare nella demagogia spicciola che punta l’indice alla pancia della gente, in un pesante quadrio di crisi economica. Cose attualissime e sotto gli occhi di tutti.

Intendiamoci, niente di originale. Andando a ritroso nel tempo, l’argomento è stato trattato già più di trent’anni fa da un certo Alan Moore nel suo V per vendetta, e ancora più in giù fino ad arrivare a George Orwell e Aldous Huxley, con i famosissimi 1984 e Il mondo nuovo, per citare i più famosi, ma gli esempi nel campo della fantascienza sono innumerevoli.

La Gubellini spruzza un po’ tutti questi profumi nella sua narrazione ma lo fa in maniera magistrale, portando all’estremo l’idea del reality show accentratore di attenzione mediatica che distoglie dalle reali brutture della dittatura. L’Autorità Provvisoria, questo il nome del governo dittatoriale, ha saldamente in mano le redini di un’Italia allo sfacelo in un neanche tanto lontano 2025. Concentra in un bunker senza via d’uscita tredici giovani disadattati che non si conformeranno mai al Nuovo Ordine imposto. Nascono sentimenti, fazioni, lotte intestine individuali ma anche comuni, per la libertà. Ecco il lato young adult.

L’altro lato è pura fantascienza distopica che, a rifletterci un pochino e guardandosi intorno, è davvero spaventoso e non è poi così impossibile che si possa avverare (come dice l’autrice in un’intervista: “Speriamo di no”). La protagonista, Alice, si è presa una cotta per Andrea, un ragazzo che incontra tutti i giorni sullo scuolabus. Sembra una normalissima storia di tempeste ormonali adolescenziali ma non è così. Andrea ha contatti segreti con i ribelli, una sorta di partigiani che organizzano proteste nelle varie città italiane. A causa di una di queste proteste i due ragazzi vengono catturati e portati nel bunker per cominciare il reality della morte, Under appunto. Vengono segregati come bestie e affamati. Il cibo verrà dato come premio per la vittoria nel gioco estremo: ammazzarsi l’un l’altro. Il vincitore/vincitrice avrà il proprio barattolo di cibo. Ecco che il romanzo, con uno stile scorrevole e fresco, descrive le alleanze che si vengono a creare, le psicologie e le storie passate dei protagonisti, adolescenti tridimensionali, sfaccettati, dovuti crescere troppo in fretta e spesso in condizioni crudeli e disumane.

L’adolescenza raccontata dalla Gubellini non è spensierata, intessuta di sentimenti sognanti, di infatuazioni. È pregna di un olezzo costante di morte, violenza e mistero. Under non scade mai nella facile banalità del reality come giustificazione delle ragazzate, della vanità dei media o altro. Under è disturbante e basta. E non c’è tempo per essere o fare i ragazzi, si deve ammazzare. Alice però, in mezzo a tutta questa morte, trova anche il vero amore nella figura forte e gentile di Francesco, pronto a sacrificarsi per lei. Nel turbinio di emozioni sempre a cavallo tra young adult e crudele, malvagia distopia, la ragazza fungerà da deus ex-machina per la risoluzione di tutto, ovviamente lasciando dietro di sé una scia di morte all’ennesima potenza e addentrandosi in un viaggio misterioso alla scoperta di uno strano potere.

Giulia Gubellini è un’abile scrittrice e questo suo esordio ufficiale con Rizzoli è viscerale, al calor bianco, per restare in tema. Incredibile come la mente di una ragazza così giovane possa immaginare un futuro così apocalittico, che le fa scalare i vertici della fantapolitica. Under è un romanzo consigliato senza pensarci due volte e la bolognese Gubellini da tenere d’occhio. Vediamo in futuro che tipo di fantascienza uscirà dal suo cilindro magico.

La Web Series

Discorso a parte per l’omonima web series girata da Ivan Silvestrini. In contemporanea all’uscita del romanzo vengono caricate sulla piattaforma Nanopress, a cadenza settimanale, dieci puntate ispirate liberamente ma strettamente concatenate all’ambientazione e ai personaggi di Under. Con la partecipazione speciale di Chiara Iezzi (sono lontani anni luce i tempi di Festival e Vamos a bailar, anzi sono lontani parsec) e Gianmarco Tognazzi, nella parte dei supervisori del reality, algidi, freddi, crudeli, la trama si discosta dal romanzo per necessità di tempi televisivi, anzi cibernetici. Le web series sono per definizione girate per essere trasmesse e guardate in tempi stretti, cinque massimo dieci minuti. Under non fa eccezione ma sviluppa una storia che comunque sta in piedi da sola. I personaggi sono incredibilmente realistici, Tognazzi e Chiara molto bravi, con un riscatto di quest’ultima nella puntata finale. Peccato non ci sia traccia del potere di Alice, ma la serie è godibile lo stesso.

 

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