Untraditional, intervista a Fabio Volo

Untraditional, intervista a Fabio Volo a cura di Giacomo Brunoro

Untraditional è il nuovo progetto di Fabio Volo. Giacomo Brunoro l’ha chiamato per farsi raccontare qualche dettaglio in più su questa serie.

Fabio Volo torna con un nuovo format tutto suo, una novità assoluta per la tv italiana che si preannuncia già molto. Stiamo parlando di Untraditional, la serie tv che debutta stasera su Nove TV dopo l’anteprima online du D-Play. Per cercare di saperne un po’ di più ieri ho chiamato Fabio per farmi raccontare qualche dettaglio su Untraditional, su come è nata questa idea e su come è stata realizzata.

Potete ascoltare tutta l’intervista semplicemente guardando il video, altrimenti potete leggerla con calma sotto al video.

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Ciao Fabio, innanzitutto grazie mille per la disponibilità e benvenuto su Sugarpulp MAGAZINE. Iniziamo dalle basi: che cos’è Untraditional?

Per l’Italia Untraditional è una prima volta assoluta, però in realtà nei paesi anglosassoni e soprattutto in America è già diffusa da molti anni e infatti ce n’è più di una. Le chiamano comedy, qualcuno le chiama mockumentary, non si riesce ben a identificare perché è finzione e realtà che si alternano continuamente, tanto che uno dopo un po’ entra in un mondo in cui non capisci più cosa è real e ciò che non lo è.

Com’è andata l’anteprima online?

Abbiamo messo la prima puntata su D-Play e siamo molto contenti perché sta andando benissimo sia nei commenti che nelle visualizzazioni.

Quando hai presentato la serie alla stampa hai detto una frase che mi ha colpito molto: “Quanto hai un sogno sei ricattabile”.

Sì, quando tu hai un sogno sei ricattabile perché tu lo vuoi realizzare e quindi per questo ti possono ricattare. Quasi sempre ti dicono “non c’è problema, che bella idea, la faremo”… Poi magari ti fanno fare dell’altro, prima con la promessa che farai quella cosa lì, oppure peggio ancora ti dicono di sì e poi pian pianino te la cambiano e ti fanno fare un’altra cosa.

Com’è stato il lavoro di scrittura per un progetto di questo tipo?

Il lavoro di scrittura è tantissimo però poi sul set invece andavo con la puntata già formata in testa e anche la serie in sé per non togliere la spontaneità agli attori perché è una serie televisiva dove se tu reciti crolla tutto, non si può mai recitare. Per cui per evitare che qualcuno studiasse una cosa a memoria e la facesse un po’ a macchinetta lavoravo sul set al momento portando solo degli stralci di sceneggiatura, anzi a volte lo facevo a voce.

Nella serie ci sono tanti personaggi famosi e tante persone normali, quali reazioni hanno avuto quando hai chiesto loro di partecipare?

Sono rimasto abbastanza stupito dai “personaggi famosi” perché hanno tutti accettato subito e molto volentieri. Non è stato facile spiegare cosa fosse questa cosa perché mancavano i riferimenti. A un certo punto si sono fidati di me, come fa l’attore quando si fida del regista che accetta una parte perché anche se non è convinto della sceneggiatura sa che quel regista lavora in un certo modo. Diciamo che in 15-20 anni di carriera mi sono guadagnato la loro fiducia, se fossi stato un esordiente avrei fatto molta più fatica.

Cosa ti ha sorpreso di più di questo progetto?

La grande sorpresa era che non potendo usare gli attori “famosi”, e non dico quelli che fanno se stessi come Vasco Rossi, Emma Marrone, Massimo Boldi, Saviano, la Lodovini… ci sono in scena persone che non sono attori professionisti perché non potevo prendere volti riconoscibili, dovevano sembrare miei amici (ci sono tanti ascoltatori del Volo del Mattino ad esempio)… e lì era una scommessa, scoprivi solo sul set se erano bravi. Ma anche alcuni cantanti che non avevano mai recitato sono stati bravissimi, penso a Nek, Renga, Emma Marrone. Ma poi nel set si era creato un ambiente fantastico, perché questa serie l’ho scritta da solo ma non sarei mai riuscito senza il gruppo di lavoro che si è creato, e intendo tutti a tutti i livelli. Si era creata una magia tra chi era un po’ stufo di fare lavori che non piacevano (io un po’ meno ovviamente) e ha trovato un progetto in cui dare il massimo. E quindi quando qualcuno veniva sul set respirava quest’aria di divertimento. Sono molto contento perché fare questa serie è stato molto faticoso e la prima puntata su D-Play ha fatto il record per quel canale e per ora sta andando tutto benissimo, spero che si possa fare una seconda stagione per tutti quelli che hanno contribuito al progetto.

Grazie mille Fabio, in bocca al lupo!

Grazie, ciao!

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