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L’uomo che dorme, la recensione

L'uomo che dorme di Corrado De Rosa

L’uomo che dorme di Corrado De Rosa, la recensione di Giorgio Cracco per Sugarpulp MAGAZINE.

L'uomo che dorme di Corrado De RosaTitolo: L’uomo che dorme (Nero Rizzoli)
Autore: Corrado De Rosa
Editore: Rizzoli
Pagine: 276

Antonio Costanza, psichiatra di Salerno, all’occorrenza consulente per il Tribunale, fa parte di quella generazione di quarantenni cresciuti quasi all’improvviso per ritrovarsi adulti senza un vero perché.

Ex-ragazzi calati controvoglia nello scomodo ruolo di uomini, senza che vi fosse, dal loro punto di vista, una valida ragione per essere strappati alla spensierata innocenza dell’infanzia.

Antonio non è un cattivo soggetto, anzi. Però è l’indolenza fatta persona, elevata a perfetto stile di vita o sistema di difesa tuttofare, capace di far rimbalzare altrove chiunque o qualunque cosa possa risultare non di suo gradimento, o essere comunque un problema. Il dottor Costanza approfitta a mani basse della disponibilità del padre vedovo per qualsivoglia tipo di commissione o smaltimento seccature, come il pagamento di multe, tasse o semplicemente il fare la spesa.

Non ha reciso del tutto il legame con l’ex-moglie e con i ricordi dei momenti condivisi come coppia un tempo felice, non ha mai imparato veramente a fare il padre. Incapace di gestire con reale convinzione o interesse anche il rapporto con le donne che, di quando in quando, incrociano la sua ciondolante esistenza di single senza rimedio né particolari tormenti, Antonio Costanza condivide la propria vita con un piccolo, ma affiatato gruppo di amici. Con loro trascorre giornate, e serate, in una Salerno disillusa e sospesa, inguaribilmente nostalgica di un futuro di compiuta gloria e appagata realizzazione che non sembra essere ancora riuscita a fare proprio.

Neppure l’entrata in scena di un serial killer di anziane prostitute riesce a turbare davvero questa quiete generale, di Antonio come della città tutta, tanto granitica, quanto, a tratti, irritante e allo stesso tempo sfiancante.

Coinvolto suo malgrado nell’indagine per fermare l’assassino prima che la scia di sangue prosegua, il dottor Costanza si troverà contemporaneamente costretto a cercare di mettere a fuoco i tanti, troppi aspetti della sua vita lasciati abbandonati a sé stessi, balocchi trascurati e immalinconiti di un bambino di un’epoca passata, un bambino cresciuto troppo in fretta e che ha dimenticato, o forse non ha mai compreso fino in fondo, la bellezza del gioco del vivere al quale aveva iniziato a prendere parte a suo tempo.

Con il ben noto stile garbato, leggero e ironico, sempre incisivo e brillante, e con l’aiuto di personaggi vivi, veri, arricchiti da una caratterizzazione dalle mille, godibilissime sfaccettature, Corrado De Rosa ci accompagna attraverso pagine veloci e divertenti che, con puntigliosa e arguta precisione, non perdonano alcuno dei difetti che attanagliano il protagonista o la sua generazione incompleta, così come un’epoca condannata ad una fretta immotivata e a potenziali rimpianti che invece di motivi rischiano di averne fin troppi.

La trama gialla del romanzo condisce il vivere di Antonio Costanza e dei suoi amici e affetti come un provvidenziale ingrediente segreto finalmente scoperto, un elemento di novità che fa da insperato riavvio per giornate ed esistenze un po’ troppo prigioniere di sé stesse, con i loro piccoli, grandi riti e rituali, tanto amichevoli e rassicuranti, quanto alla lunga asfittici e inconcludenti.

Qualcosa e soprattutto qualcuno sembrano riprendere vita sotto l’immutabile cielo di Salerno, a causa dei colpi mortali inferti a donne derelitte e ai margini della società da parte di un misterioso e brutale assassino.

Spetterà quindi all’indolente psichiatra Antonio Costanza richiamare a sé tutte le forze e le motivazioni di cui è capace, non solamente per fermare un serial killer, ma anche per dare nuovo impulso alla propria vita, cercando di non dissipare gli inaspettati effetti benefici di una Morte che cala la sua falce anch’essa distratta e svogliata. Incurante dell’eventualità di disturbare il collaudato quieto vivere di chicchessia.

Nato a Dolo, in provincia di Venezia, il 3 luglio 1977. Laureato in giurisprudenza, coltiva fin da ragazzino una viscerale passione per l’horror e la letteratura di genere. Tutto ciò, qualche anno più tardi, prende vita sotto forma di un’antologia di racconti dell’orrore, in attesa di pubblicazione, che si rifà alle opere di H.P. Lovecraft, di cui è fan devoto da molto prima che il nostro pianeta fosse abitato dall’uomo. Ha curato per alcuni anni un blog di recensioni cinematografiche e ora collabora con il movimento letterario Sugarpulp, del quale fa parte dal giugno 2011. E’ tra i curatori della sezione cinema per il sito Sugarpulp.it. Naturalmente, la sua personale produzione di storie hardcore, dove il noir celebra il suo incestuoso matrimonio con l’horror e il soprannaturale, continua a sfornare nuovi romanzi che aspettano solo che quelle dannate Stelle si mettano finalmente in Posizione.

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