Valen

Zuppa di Barbabietole

Presentato a Lucca Comics & Games in anteprima e ora in tutte le librerie e fumetterie (sabato 1 dicembre appuntamento alla fumetteria Padovacomics), “Valen” (Edizioni BD, pp. 128, Euro 12,00), sceneggiato da Michael Alan Nelson e disegnato da quel satanasso di Matteo Scalera è un fior di fumetto per due motivi semplici ma essenziali: una storia perfettamente congegnata, quasi da nuovo classico della narrativa fantasy e delle tavole a dir poco spettacolari, talmente dinamiche e action da ingenerare automaticamente nel lettore la sincera domanda: “Ma come cazzo ha fatto Matteo a…?”.

ValenInsomma, spettacolo: puro, brillante spettacolo.

Potremmo esordire dicendo che se vi è piaciuto “Conan” di Robert E. Howard o “Fafhrd & The Grey Mouser” firmato da Fritz Leiber, e stiamo citando due capolavori – sia nella loro versione letteraria sia nel successivo adattamento a fumetti – allora dovreste leggere questo comic. Ma dovreste farlo anche se vi piacciono le storie capaci di mescolare i generi: l’horror, il fantasy, l’avventura, il pulp perché, diciamocelo, “Valen” lo fa magnificamente. E dovreste farlo anche per gustarvi le tavole di uno Scalera che dà fondo a tutta la sua Santa Barbara di effetti, sequenze, inquadrature da capogiro.

Matteo abbatte gli steccati in Valen: splash page, griglie tradizionali, montaggi mozzafiato e un feeling micidiale fanno di questo lavoro, originariamente pubblicato per Boom Studios, la summa del suo stile anfetaminico e violento, confermando l’artista di Parma come uno dei disegnatori certamente di maggior talento della sua generazione a livello internazionale.

Queste le premesse dunque.

La storia è quanto di più boombastico ci sia capitato di leggere recentemente. Eccola qui.

Re Valen cade sotto i colpi del Negromante, la sua città, Oakhaven, viene rasa al suolo e lui trasformato in un non-morto. Divenuto zombie, al soldo del Negromante, riesce però a sottrarsi al suo giogo e ora sta attraversando un regno in rovina insieme a una guerriera tanto bella quanto letale, Zjanna, e a un baro mercenario dal passato misterioso, Alexio Cordovan. Sarà insieme a loro che proverà a riconquistare il proprio regno e a consumare una vendetta esemplare. Ma il cammino per riprendersi ciò che gli spetta è irto di pericoli e tranelli e, in quelli, la “compagnia” incapperà suo malgrado.

Pur partendo da una costruzione oltremodo classica, Nelson riesce però a imprimere uno stile narrativo efficace, con continui colpi di scena e un ritmo invidiabile. Molte le invenzioni con cui lo sceneggiatore tiene incollati alla pagina: dalla possessione di Zjanna, a una vera e propria caccia all’uomo in cui la guerriera dà sfogo a tutta la propria crudele violenza, dalla zombificazione del re fino all’armatura per il cuore, Nelson sfodera idee a tamburo battente e anche se i detrattori potranno dire che non tutte sono originali – ma alcune sì – anticipiamo fin d’ora che sono infilate nella storia con un’intelligenza, un senso dello spettacolo e della suspense davvero azzeccati e tutto questo, innegabilmente, giova alla leggibilità e godibilità dell’albo.

ValenContemporaneamente, i disegni di Matteo e i colori di Archie Van Buren sono talmente ricchi, saturi e vitaminizzati da lasciare di stucco. Ci si perde nei fondali ricchi di dettagli, nelle grandi scene di battaglia, nelle prospettive coraggiose ma sempre perfettamente calibrate, nelle coreografie dei duelli e degli scontri, nell’appeal vincente dei personaggi. E poi il tratto di Matteo non smarrisce, nemmeno qui, quel velo di guascona ironia che ti avvicina alla pagina anche se non vuoi: i suoi sono eroi-gaglioffi, villain spietati e crudeli ma dalla battuta pronta, donne fatali ma piene di spirito e capaci di far paura per davvero, quando serve. E in questo miscelare le contraddizioni, in questo dosare epica e spacconate ne esce una storia, e dunque un albo, davvero intelligente e ben costruito, sanguinario ma brillante, intenso e divertente.

Insomma, intrattenimento spigliato e di gran classe. C’è qualcosa di più bello?

Forse sì, la copertina… che da sola vale il prezzo del biglietto.

Attendiamo con ansia la seconda parte.

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