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Vedi di non morire

Vedi di non morire è il romanzo d’esordio di Josh Bazell che ci pone di fronte a una domanda scomoda: cosa saresti disposto a fare pur di sopravvivere?

Vedi di non morireTitolo: Vedi di non morire
Autore: Josh Bazell (trad. Luca Conti)
PP: 322
Editore: Einaudi
Prezzo: 18,50

Pagina 104:

E vi fate qualche domanda: «Sarei disposto, io, a pulire le camere a gas pur di restare in vita ancora per un mese? Potrei spingerla io, la gente, nei forni?» E vi sentite di merda.

Per restare in vita in un campo di concentramento, magari anche solo per un giorno in più, cosa sareste disposti a fare?

Siamo tutti eroi, siamo tutti in grado di offrire il petto alle baionette o, come il Robin Hood interpretato da Kevin Costner, a tenere fermi da soli il polso sul ceppo aspettando che il boia ce lo amputi, oppure, sotto sotto, la spintarella verso la camera a gas la daremmo pure noi, la tessera di partito – perché no? – la prenderemmo col sorriso sulle labbra e chi se ne frega di quel giornalista scomparso, ammazzato o zittito – che sono poi la stessa cosa -, tanto non era altro che un gran rompiballe?

Credo che sia molto difficile rispondere a queste domande, anche se la storia, le statistiche demoscopiche e Totò ci dicono che i caporali sono in numero largamente superiore rispetto agli uomini.

Josh Bazell con il suo romanzo d’esordio, Vedi di non morire (traduzione di Luca Conti), cerca, attraverso le avventure/disavventure del protagonista, il medico Peter Brown, ex Pietro Brwna già killer della mafia per la famiglia Locano, di rispondere alla domanda intorno a cui ruota l’intero romanzo: cosa saresti disposto a fare pur di sopravvivere?

Quanto dolore sei disposto a infliggere e a sopportare? Per farlo il medico scrittore utilizza uno stile e un racconto costantemente borderline, un po’ pulp e un po’ commedia, un po’ storia di mafia vecchio stampo e un po’ non si capisce bene cosa.

La narrazione scorre su un doppio binario. Da una parte c’è l’attualità: il dottor Brown, come tutte le mattine, si reca verso il proprio fottuto lavoro nel peggior ospedale della contea pronto alla routine quotidiana che poi, così routine e così quotidiana, proprio non sarà, visto che si ritrova come paziente un vecchio mafioso che proprio, credetegli, non deve morire.

Dall’altra c’è un continuo flashback a raccontare la formazione etico professionale del vecchio killer Brwna, dai suoi esordi come assassino degli assassini dei nonni, all’affiliazione con la famiglia mafiosa dei Locano e, infine, ai motivi che lo porteranno a diventare un collaboratore di giustizia e a diventare il dottor Brown.

In mezzo ci stanno tante di quelle invenzioni letterarie, di quelle trovate pulp che un po’ vi faranno sbellicare dalle risate e un po’ vi faranno distogliere gli occhi dal libro con una smorfia di autentico disgusto. Non solo qui non siamo nel campo della realtà, ma neanche della possibilità, come lo stesso Bazell ci avverte alla fine del libro.

Ma a noi che importa? Questa è fiction, è arte, è letteratura e quello che dobbiamo fare è cercare di trovare una risposta individuale alla domanda collettiva con cui ho aperto questa recensione e senza la quale l’intera opera narrativa di Bazell perderebbe gran parte del proprio senso.

Ad esempio: se voi foste all’interno di una cella frigorifera, nudi e in attesa che un gruppo di mafiosi incazzati venga ad ammazzarvi, cosa sareste disposti a fare pur di uscirne vivi o, quantomeno, per cercare di armarvi e rendere la vita dei mafiosacci un po’ più difficile?

Leggetevi Vedi di non morire e quello che escogita Bazell/Peter Brown, a ragione un Ogm ottenuto dall’incrocio di Dr. House e Vincent Vega (alias John Travolta) di Pulp fiction. Se riuscite ad architettare una trovata migliore e più pulp per fottere la Grande Mietitrice, beh, fatecelo sapere.

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4 Comments

Comments are closed.

  1. […] Ottima recensione di Andrea Pelfini su Sugarpulp. […]

  2. renato 9 anni ago

    Grazie per la segnalazione, è un romanzo meraviglioso a tratti (come la parte della cella frigorifera) mostruosamente allucinante. Mai letto nulla di simile!!

  3. […] insieme che, ad esempio, si colloca uno dei migliori romanzi della prima metà del 2009,  Vedi di non morire di Josh Bazell. Bazell, però, non è figlio di sé stesso, bensì ha alle spalle illustri […]

  4. Andrea Andreetta 5 anni ago

    ADORO questo libro! Lo bevi, acqua fresca molto gasata, ottimo nei periodi di caldo.

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