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Venezia73, sventagliata POP

Venezia73, sventagliata POP, il racconto di Matteo Strukul

Venezia73, Sventagliata POP alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Sugarpulp approda per il primo anno alla Biennale e – diciamoci la verità – abbiamo proprio azzeccato l’anno perché per la prima volta, da un po’ di tempo, il Leone marciano spiega ali pop con film che sulla carta sono quelli che ci faranno godere, speriamo, e non dormire con la bolla al naso.

Sarà addirittura in concorso a Venezia73 quello che, per quanto mi riguarda, è IL film più atteso, mi riferisco a Brimstone di Mikael Koolhoven, regista olandese addirittura rock per attitudine e gusti: incredibile vedere come un artista come lui abbia dichiarato in più occasioni di voler girare una sorta di Spaghetti western con aromi olandesi spruzzati di gotico e dark! E del resto già il cast sembra quello giusto, con un cattivissimo Guy Pearce che interpreta un predicatore fanatico e sanguinario che, a dire il vero, mi ricorda tanto Judge Holden di Blood Meridian, capolavoro di Cormac McCarthy.

Anche qui c’è una caccia all’uomo, anzi alla donna, interpretata da Dakota Fanning, bellezza WASP in fuga con la propria sorellina. Vi ricordate la mitica bimba di uno dei più bei film di Toni Scott? Man on fire? Ecco è lei, ormai cresciuta. Nel cast anche Kit Harington (il Jon Snow de Il Trono di Spade), Carice Van Houten e Carla Juri che, fra il nuovo film di Peter Greenaway e la partecipazione a Blade Runner 2 entra di diritto nel novero delle attrici cult. Quindi Brimstone ha tutto quello che serve per vincere Venezia anche se so già che non c’azzeccherò nemmeno in foto.

Ad ogni modo, altri titoli pop come non mai sono il remake de I Magnifici 7 di Antoine Fuqua (chiaramente fuori concorso) con Denzel Washington, Vincent D’Onofrio e Ethan Hawke e qui da un lato mi esalto perché parliamo di un secondo western – troppa grazia santi numi – dall’altra tremo perché nell’era dei remake, reboot, sequel, prequel che imperano a Hollywood potrebbe perfino uscirne una porcata. Speriamo di no, visto che Fuqua è un gran regista ma considerato quanto hanno fatto con il nuovo Terminator o con il remake di Ghostbusters è lecito tremare e incrociare le dita, facendo i debiti scongiuri.

Ma non ci sarà solo western a Venezia73 ma, sempre in concorso, troveranno posto anche The Bad Batch, – che ha una trama che sembra scritta da Joe R. Lansdale o Victor Gischler – love story distopica, ambientata in una comunità di cannibali nelle terre perdute del Texas con Jason Momoa, Keanu Reeves, Jim Carrey e Suki Waterhouse per la regia di Ana Lily Amirpour, e che potrebbe essere un’ottima produzione indipendente americana.

E ancora Arrival, thriller fantascientifico di Denis Villeneuve con Amy Adams e Jeremy Renner, un film che racconta la storia di un’invasione aliena che rischia di portare la Terra sull’orlo di una guerra globale. Per evitarla, viene approntata una squadra speciale, diretta dalla linguista Louise Banks, che si riunisce per studiare la situazione. Mentre l’umanità rischia l’estinzione, la squadra sceglie una soluzione che potrebbe avere agghiaccianti controindicazioni. Ovviamente, anche qui c’è da capire se ci sarà spazio per l’azione o il tutto si risolverà in una cervellotica operazione psico-mentale d’accatto perché, dopo aver visto Sicario, film sgonfio come non mai e dalla recitazione criminale, temo un po’ i cerebralismi del regista canadese ma diciamo che resto fiducioso, specie pensando a Enemy e Prisoners, due suoi film spettacolari.

E poi c’è Nocturnal Animals, un inquietante thriller di Tom Ford, che esplora il sottile confine tra amore e crudeltà, vendetta e redenzione con Jake Gyllenhaal. E infine, questa volta di nuovo fuori concorso, Hacksaw Ridge, il film di guerra di Mel Gibson sul soldato che a Okinawa salvò 75 compagni senza sparare un solo colpo di fucile.

Insomma, un programma talmente pop da rendere Venezia73 un mostra quasi irriconoscibile. Se poi aggiungiamo la proiezione di mezzanotte di Zombi di George A. Romero, (il 2 settembre in Sala Giardino), completamente restaurato in 4K, c’è di che andare letteralmente fuori di testa.

Bene così, dunque: staremo a vedere quali saranno i migliori titoli – secondo noi – nei prossimi giorni, sperando per una volta di veder premiato anche l’intrattenimento intelligente oltre alla giusta visione autoriale, avendo così il coraggio di lasciare a casa la noia e l’impegno sociale quando diventa solo una scusa per mascherare gli sbadigli.

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