Vita di Tara, la recensione

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Vita di Tara di Graham Joyce, vincitore del British Fantasy Award nel 2013, è un romanzo fantasy atipico, ipnotico e avvolgente.

VitaDiTaraTitolo: Vita di Tara
Autore: Graham Joyce
Editore: Gargoyle Books
PP: 362
Prezzo: 18,00 euro

Vita di Tara di Graham Joyce, vincitore del British Fantasy Award 2013, le creature fatate si differenziano da quelle che siamo soliti a ritrovare nella letteratura del genere: non hanno ali o poteri strani, possono benissimo essere scambiate per persone normali. Resta solo una cosa in comune con il passato: rapiscono persone.

Tara, ragazzina quindicenne, finisce per inoltrarsi nel cuore più profondo dell’Inghilterra, la foresta degli Outwoods, ma non tornerà più a casa: a causa di un litigio con il Ritchie, il suo ex ragazzo, si sente arrabbiata con il mondo e decide così di fare un giro a cavallo con un affascinante sconosciuto che di nome fa Hiero.

Quello che avrebbe dovuto essere un passatempo dai risvolti piacevoli la conduce in un altro mondo: Tara si ritrova improvvisamente in un universo parallelo in cui bellissimi uomini e donne vivono nudi, in quanto è il corpo il vestito dell’anima, in una sorta di comune simile a quelle degli anni Settanta.

L’unica regola consentita è il sesso libero e il rituale della giornata consiste in un bagno collettivo in un lago che procura orgasmi multipli: la ragazza si sente a disagio e non è innamorata del suo rapitore che tuttavia la rispetta. Il varco tra i due mondi non si aprirà però prima di sei mesi e così Tara si rassegna ad aspettare.

Aspetterà fin troppo perché, quando tornerà a casa, avrà una brutta sorpresa: a causa di sistemi di regolazione del tempo diversi sulla Terra in realtà sono passati vent’anni e Tara non è cambiata di una virgola, conserva sempre l’aspetto roseo di un’adolescente.

I suoi genitori a vederla proveranno uno shock subitaneo e il fratello Peter, sposato con famiglia, è sicuro che possa essere un’impostora: non sarà facile alla ragazza dimostrare che è veramente lei, Tara. E anche in quel caso non manca la visita allo psicologo, visto che la famiglia è sicura che un trauma abbia bloccato una parte dell’inconscio.

Graham Joyce è un narratore proverbiale, alterna a capitoli in terza persona ambientati nel presente, il racconto in presa diretta di Tara della sua disavventura: il suo stile è ipnotico e avvolgente, sembra di pattinare sull’acqua.

La parte più interessante, a mio parere, è quella che vede il confronto tra Tara e lo psicologo: il tentativo da parte dell’eminente professore di dare un nome a quella che pensa che sia una patologia non ancora classificata, lo porta a sciorinare teorie su teorie. Potrebbero anche risultare credibili se il lettore non sapesse già la verità e fosse dalla parte di Tara, quarantenne dall’aspetto di adolescente. Sono stati acquistati i diritti cinematografici del romanzo, speriamo di poterlo vedere, un giorno, trasposto sul grande schermo.

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