Viva Las Vegas, sopravvivere ad un weekend nella capitale del vizio

Viva Las Vegas, sopravvivere ad un weekend nella capitale del vizio

Viva Las Vegas! Ovvero come passare un weekend nella capitale del vizio e riuscire ad uscirne indenni. Iniziamo dai casinò…

Viva Las Vegas! How I wish that there were more than the 24 hours in the daycantava Elvis nel lontano 1963, una frase che più di tante altre sintetizza la follia totale di una città unica al mondo. Dopo qualche ora di deserto ecco che spunta in mezzo al nulla la skyline inconfondibile: la Trump Tower, il Bellagio, il Venetian, il Mirage, il Ceaser Palace, il Flamingo, l’MGM… Intorno il nulla più completo. Già quando entri in Nevada capisci che le cose sono cambiate, dato che sulla tua destra spunta immediatamente un enorme casinò.

Ma parlare di Las Vegas come della città dei casinò è senza dubbio riduttivo. Anzi, Las Vegas non è nemmeno una città, è un enorme non luogo, un grande parco del divertimento per adulti pensato scientificamente per farti divertire (e spendere) il più possibile. Il concetto di “divertimento per adulti” per altro è un qualcosa che in Italia manca quasi completamente e, a pensarci bene, forse anche in Europa: le nostre località turistiche si dividono in mete culturali, per famiglie o per giovani (termine che in Italia comprende una fascia d’eta che va dai 16 ai 46 anni).

A Las Vegas invece tutto è pensato per un target ben specifico, un target mediamente alto-spendente. Senza tener conto che la permanenza media nella città dei casino è grosso di 2 notti e 3 giorni, anche perché restarci di più diventa davvero difficile.

Ma cosa si intende esattamente con “divertimento per adulti”? Provate ad immaginare Las Vegas come ad un grande parco giochi tipo Gardaland o Disneyland, soltanto che il nostro parco giochi non è pensato per i bambini. E quindi casinò, escursioni di ogni tipo, concerti, show e spettacoli, incontri di boxe o di altri sport violenti, musei, stripbar e matrch di wrestling tra nani… il tutto rigorosamente aperto 24ore su 24 per 7 giorni alla settimana.

Chi va a Las Vegas vuole semplicemente passare un paio di giorni spendendo senza pensare troppo al domani.

I Casino

Per anni i casinò di Las Vegas sono stati sinonimo di Mafia. Non è un caso se il primo mitico casinò che comparve sulla strip nel lontano 1946, il Flamingo, venne fondato da Bugsy Siegel, noto affiliato della mafia ebraica che venne ammazzato l’anno successivo. Su Vegas e la Mafia, italo-americana e non, esiste una filmografia sterminata che va da Il Padrino a Casinò, per non parlare di tutti i film imperniati su truffe e gioco d’azzardo. Un vero e proprio mito scolpito a forza da Hollywood nell’immaginario popolare mondiale. E non è nemmeno un caso se a Las Vegas potete visitare il The Mob Museum, il museo della mafia americana.

In realtà, mafia o non mafia, i casinò di Las Vegas sono una monumentale macchina da soldi, costruita scientificamente per farti spendere il più possibile. Se stai giocando alle slot o a qualsiasi altro gioco infatti i drink sono gratis (l’importante è che tu continui a giocare), non ci sono orologi da nessuna parte, si può fumare tranquillamente al loro interno (cosa che ha dell’incredibile se pensate che negli USA non si può fumare neanche in spiaggia), ma del resto il sistema di condizionamento è talmente buono che un non fumatore come me non prova nessun fastidio.

Ci sono i casino da Champions League, tutti rigorosamente sulla strip, come il Venetian o il Bellagio, ma anche quelli di terza che potete trovare a Fremont, per non parlare di quelli di quinta che invece sono nei sobborghi di Vegas. Le slot regnano supreme ma poi ci sono i tavoli di black jack, le roulette, i tavoli da poker, il bingo…

Come al solito negli Usa tutti i posti extralusso hanno un brand che richiama all’Italia: al Venetian potete trovare non solo una perfetta ricostruzione del campanile di San Marco e del Ponte di Rialto, ma anche una piccola Venezia cartonata con negozi e perfino gondole (importate direttamente da Venezia). È possibile farsi un giretto in gondola con tanto di gondoliere che ti canta O Sole Mio o romanze prese da opere italiane. Il tripudio supremo del kitch, con tanto di cielo finto dipinto sul soffitto e retroilluminato che blocca il tempo in un istante infinito.

Al Venetian peraltro trovate il Regis Gallerie, ovvero il simpatico negozietto in cui Michael Jackson si divertiva tanto a fare shopping a suon di milionate di dollari. Ci potete trovare i classici pezzi d’arredamento che fanno fino e non impegnano come la statua in ceramica di un orango a grandezza naturale, un servizio completo da grappe in oro e diamanti, statue di John Wayne, dragoni cinesi e tonnellate di altri oggetti di finissimo design. Il prezzo? Un affarone.

Anche il Bellagio, celebre location del remake di Ocean’s Eleven (quello con George Clooney e Brad Pitt per intendersi) e di tantissimi altri film, è un brand tutto italiano e infatti non appena entri respiri subito un’aria di lusso (cartonato): tutto è scintillante, poco importa se è tutto di plasticone. Le sale con le slot e i tavoli si perdono a vista d’occhio e anche qui il tempo è cristallizzato in un istante infinito sempre uguale a se stesso.

Oltre alla ricostruzione di Venezia c’è anche quella di Parigi, con tanto di Tour Eiffel tarocca, per non parlare dei negozi di lusso e di meno lusso che affollano ogni centimetro della strip. Tutti i casinò principali sono anche naturalmente anche hotel perché il vero segreto è tenere i clienti sempre dentro al casinò, farli giocare il più possibile ad ogni momento del giorno e della notte.

Show, concerti ed escursioni estreme

Volete andare a fare un giro in elicottero in gran canyon? Ok, no problem. Volete fare il badge jumping dal Stratosphere Hotel Casino ? Ok, no problem. Volete guidare dei bolidi in pista a velocità folle? Ok, no problem. Volete cenare nel locale di Gordon Ramsey o farvi una Tequila al Cabo Wabo di Sammy Hagar? Ok, no problem. A Las Vegas tutto è possibile, basta pagare.

Al di là delle escursioni di ogni tipo Las Vegas è infarcita di concerti di ogni tipo: dal clamoroso show de a concerti rock, jazz, blues, country… Solo nel fine settimana in cui c’ero io suonavano Billy Idol, Britney Spears, Smash Mouth, Coldplay, Juliette Lewis… e sto andando a memoria. Per non parlare di , l’incredibile e faraonico show del Cirque du Soleil che resterà in scena per tutto l’anno all’MGM, oltre ad una tonnellata e mezza di musical diversi, agli spettacoli di maghi (tipo David Copperfield), personaggi televisivi e star note negli USa ma pressoché sconosciuta da noi e, soprattutto,  alle decine di spettacoli dei sosia/figli/cloni di Elvis Presley e Michael Jackson.

Adesso capite perché Elvis cantava Viva Las Vegas! How I wish that there were more than the 24 hours in the day…? Nei prossimi post proverò a raccontarvi di Fremont, la Las Vegas dei poveri, di nani che lottano a wrestling e del Larry Flynt’s Hustler Club e di altre follie made in Vegas.

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