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Vlad – Il tempo del sacrificio, la recensione

Vlad – Il tempo del sacrificio è la terza e ultima parte della saga dedicata a Vlad di Tepes di Matteo Strukul e Andrea Mutti. La recensione di Linda Talato.

Ogni cosa bella prima o poi finisce, e anche la saga a fumetti su Vlad Tepes è giunta al capolinea, con il terzo e ultimo episodio che restituisce alla storia le vere gesta di Vlad l’Impalatore, lontano dal personaggio leggendario del vampiro Dracula e più fedele, invece, alle gesta dell’uomo che è stato il voivoda di Valacchia e Transilvania

Che dire, un po’ mi ci ero affezionata. Vuoi perché mi ha ricordato i tempi in cui leggevo i fumetti e in Tv si guardava il film alle 20.30 (alle 20.30! Ma ve lo ricordate?), non esistevano Cartoonito, Gulp e Peppa Pig a tutte le ore, e noi ex bambini cresciuti negli anni ’90 si guardava quello che guardava il resto della famiglia. Vuoi perché il terzo volumetto della serie mi è arrivato un giorno in cui il mio umore era nero, e tornare a casa la sera dopo lavoro, scartare il pacchetto del corriere e trovare Vlad Il tempo del sacrificio è stata una sorpresa che mi ha risollevato il morale non poco. 

Sono piccole cose ma, come sappiamo, le piccole cose hanno un potere enorme.

Vlad a Lucca Comics & Games 2019

Bando alle mie ciance sentimentali e veniamo al dunque. Prima di tutto – dlin dlon – comunicazione di servizio per i lettori di Matteo Strukul: in questi giorni l’autore firmerà le copie dei tre albi a fumetti su Vlad Tepes in occasione del Lucca Comics & Games mercoledì 30 ottobre, dalle ore 16 alle ore 18 allo stand Feltrinelli Comics, padiglione Piazza Napoleone, e giovedì 31 ottobre, dalle ore 11 alle 12 sempre allo stand Feltrinelli Comics del padiglione in Piazza Napoleone.

Poi, sarà presente all’Abano Halloween 2019, in provincia di Padova, domenica 3 novembre alle 11, dove si terrà la presentazione della trilogia nella location del Tempio del Benessere, in viale Delle Terme.

Vlad – Il tempo del sacrificio, il fumetto

Detto questo, veniamo al mio parere in merito al terzo e ultimo episodio della trilogia a fumetti edita da Feltrinelli Comics, scritta, appunto, da Matteo Strukul, e illustrata da Andrea Mutti, con il lettering di Luca Bertelè e i colori di Vladimir Popov

Già dal titolo, secondo me, cattura l’interesse del lettore: il “tempo”, nella narrativa, è sempre qualcosa di evocativo, che fa volare la fantasia, e nonostante sia un termine piuttosto comune, non risulta mai abusato. La cover, se devo essere sincera, delle tre è quella che mi è piaciuta di meno. Non che sia brutta, intendiamoci, però le altre due le ho trovate molto più d’effetto. Qui sotto allego una foto di confronto (con un leggerissimo filtro bellezza…).

Vlad - Il tempo del sacrificio, la recensione

Venendo, invece, al contenuto, devo dire che il terzo episodio è quello che mi è piaciuto di più perché se il primo – Le lame del cuore – era quasi un’introduzione, il secondo – Neve e fuoco – una fase di transizione, per certi versi anche un po’ complessa agli occhi di chi non conosce bene quel capitolo del quattrocento, il terzo – Il tempo del sacrificio, appunto – mi è parso quello più coinvolgente, forse perché ero forte della mia recente lettura de Le sette dinastie dove, come dicevo nella recensione, vengono riempiti alcuni punti di collegamento tra il nostro mondo e quello dell’Europa dell’est, e l’autore pone degli importanti tasselli per ricomporre il puzzle degli avvenimenti storici, come possiamo vedere, ad esempio, nella vignetta qui sotto.

Le belle illustrazioni di Andrea le ho trovate questa volta un po’ più splatter rispetto alle puntate precedenti, ma dipende sempre dalla sensibilità di ognuno, e in ogni caso ci sono storie e momenti di una narrazione in cui ha senso essere splatter: il macabro non è lì solo per “fare scena” inutilmente, ma perché ha senso che ci sia.

Non voglio anticiparvi troppe cose, ma ci sarà un punto in cui, ve l’assicuro, anche voi non resisterete più e andrete a rivedervi Dracula di Bram Stoker, il film di Francis Ford Coppola del ’92.

Finora, durante la lettura di Vlad, mi ero limitata a qualche spezzone sbirciato su YouTube per ricollegarmi ad alcuni momenti della storia (anche se, attenzione, il Vlad raccontato da Coppola – e da Stoker – è quello romanzato, il vampiro; ben diverso, come dicevo sopra, dal personaggio descritto qui), arrivata però al punto in cui (SPOILER) Cnaejna, la moglie di Vlad (Elisabetta nel film), si getta nel fiume… Non ho più resistito. 

«Che sarà mai?» mi sono detta. «Tanto è un film d’amore, no? Lo guarderò la sera, dal mio pc…»

Certo. Non contenta, ho pure spento la luce. Salvo poi scoprire che una parte del film mi era stata occultata per ovvi motivi (nel ’92 avevo otto anni) e quando la buona Lucy, divenuta vampiro dopo l’unione con Dracula, risale le scale della cripta in cui l’hanno seppellita mentre stringe tra le braccia la sua preda, una bambina, nel buio e nel silenzio della notte è scattato di colpo il vano del compact disc e io ho perso dieci anni di vita. 

Bene, detto questo, vi parlerò un po’ del finale. Non spoilero, giuro.

Vorrei solo dire che, messo così, io non l’ho percepito come una vera chiusura ma, anzi, mi è parso quasi il preludio di qualcos’altro, mi sono ritrovata a pensare “e adesso?”

In teoria è finita, ma io spero che Strukul ci racconterà ancora qualcosa di questo personaggio e di quello che è successo dopo… Dopo che ha salutato la sua amata Katharina nella foresta con un

“Dovessero volerci cento vite… Un giorno tornerò da te.”

E dopo che ha detto a Mattia Hunyadi, il re d’Ungheria


“Fai quello che vuoi, un giorno avrò la mia vendetta, in questa vita o nell’altra.”

Mi ha ricordato un po’ Il Gladiatore, e infatti per questo mi è piaciuto.

Chiudo con una nota sul profilo prettamente “feticista”, da patiti della carta stampata: la consistenza della cover, delle pagine e il profumo della carta sono qualcosa di assolutamente memorabile. Favolizioso, come direbbero su Instagram.

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