Weeds

Weeds

Weeds è una commedia nera venata da un umorismo a volte sorprendente.

Durata 8 stagioni, 102 episodi, sono circa 42 ore e mezzo di visione, 41 e tre quarti se mandate avanti veloce sulla sigla, cosa che vi sconsiglio visto l’accattivante motivetto e il fatto che spesso cambia l’arrangiamento della canzone (dalla seconda serie in poi).

Benissimo, veniamo al punto: vale la pena dedicare 42 ore e mezzo alla visione di questa serie? La risposta non è semplice.

Iniziamo come giusto che sia dall’inizio. Weeds narra le vicende di Nancy, giovane e attraente madre, rimasta improvvisamente vedova e senza mezzi di sostentamento. Invece di fare domanda come impiegata alle poste, decide di diventare una spacciatrice. Inizia quindi un viaggio surreale in una criminalità più fumettistica che reale, volta soprattutto a scardinare quella che è la visione autoreferenziale dell’americano medio.

Weeds

Spesso si vede nei film o nelle serie americane una retorica su come siano la miglior nazione al mondo. Vedendo Weeds questo non si percepisce. Quello che arriva è una facciata della provincia media, dove le case sono tutte dipinte di bianco immacolato e i giardini perfettamente rasati, ma dietro alle tende ci sono nevrosi, problemi, drammi. Che ce li rendono molto più simpatici e interessanti, a dire il vero.

Le prime serie di Weeds, fino alla terza, sono divertimento puro. Le scene surreali, le evoluzioni dei personaggi, spesso sorprendenti, la rendono una delle migliori black comedy televisive del nuovo millennio. Si ride molto, e di gusto. Gli attori sono perfetti per le parti che recitano, sono tutti in qualche modo strambi, perdenti, fuori dagli schemi. E questo rende anche i personaggi secondari in qualche modo mitici, te li fanno ricordare a distanza di tempo, perché caratterizzati in modo forte, anche se poco tridimensionale.

Weeds

Quindi se avete letto fino a qui probabilmente vi ho convinti a guardare la serie. Ecco, le prime serie sono da guardare. A un certo punto iniziano gli scricchiolii, e la serie inizia a crollare. Quando si abbandona la periferia, e iniziano una serie di nuove trame e spostamenti, Weeds inizia a non funzionare più. La storyline messicana, l’ingresso di nuovi personaggi, i tira e molla di lunghezza biblica cancellano in qualche modo la freschezza degli inizi. La ciclicità di alcune situazioni, proposte in varianti sempre differenti ma che sono la copia sbiadita dell’originale, non divertono, sono solo un tentativo di allungare il brodo. Fino ad arrivare a un finale, che se ci arrivate, difficilmente vi soddisferà.

Consigliato: agli amanti della Black comedy
Sconsigliato: a chi quando inizia una serie deve finirla a tutti i costi, rimarrà deluso.

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