Weekend con il morto: quando la morte fa davvero ridere

Weekend con il morto

Weekend con il morto ovvero come sfatare il più grande tabù occidentale a suon di risate ed equivoci.

“Va bene, venite come vi pare ma venite venerdì sera e vi garantisco che ci divertiremo da morire…”. Prima degli scombussolamenti ormonali di American Pie e delle colossali sbronze della NotteWeekend con il morto da leoni, venne lei: surreale e inverosimile commedia di fine anni Ottanta, l’indimenticabile Weekend con il morto, fra belle donne, ville sulla spiaggia, una coppia di adorabili sfigati e un cadavere che sembra non morire mai. Larry e Richard sono due giovani assicuratori di una importante società di New York. Durante una torrida giornata estiva passata sognando spiagge e refrigerio scoprono una truffa milionaria ai danni della compagnia per la quale lavorano. Ignari delle possibili conseguenze decidono di comunicare tutto al loro capo, Bernie Lomax, viscido e ricchissimo, che propone loro un weekend nella sua villa al mare, tra lavoro e divertimento. Il capo stesso decide nel frattempo di accordarsi con Vito, un boss mafioso, per eliminare i due scomodi dipendenti e insabbiare la truffa. Come molti film insegnano, però, non bisogna mai fidarsi della Mafia doppiogiochista e spietata, specie se te la fai con la donna di Vito e lui lo viene a sapere. Il grande equivoco è dietro l’angolo e appena i due protagonisti arrivano alla villa di Lomax non si accorgono che è stato drogato ed ucciso dalla mala e inizialmente lo credono solamente addormentato, rendendosi conto soltanto poi che il capo è deceduto. “Lui è morto.” “Sì, il venerdì lo siamo tutti. Salute!” La villa si riempie di ospiti e la festa ha inizio, ma nessuno pare minimamente accorgersi della dipartita di Bernie: sono tutti troppo impegnati a bere e discutere di futilità. Le cose si complicano quando compare Gwen, stagista carina che ha mandato in bianco il timido Richard proprio la sera prima. Se Weekend con il morto fosse semplicemente una commedia romantica intanto non avrebbe questo titolo e poi si chiuderebbe con i due giovani che finalmente amoreggiano sulla spiaggia. Ovviamente (e per fortuna) le cose non sono così semplici e scontate e bisogna fare i conti con Bernie “il morto”, cercando in tutti i modi di farlo sembrare vivo, almeno fino alla fine del weekend. La cosa più assurda è che il film, nonostante sia totalmente impossibile che un cadavere possa essere scambiato per un uomo vivo per più di 48 ore (insomma, dopo un po’ inizia anche a puzzare un morto, nella realtà!), fa davvero ridere. Weekend con il morto Una commedia leggera, necrofila e totale, tanto da diventare subito cult: il film è citato in più di una serie televisiva di successo, fra gli anni novanta e oggi, ed è pure tema per alcune canzoni pop. Il film è citato nel sedicesimo episodio della tredicesima stagione de I Simpson, intitolato appunto Weekend at Burnsie’s. Nella serie Friends, invece, Weekend at Bernie’s è il film preferito di Rachel Green.Come dimenticare poi, per gli appassionati di How I met your Mother, l’episodio intitolato in Italia L’ultima missione, dove Barney in un video testamento dice “If I’m dead, I want you to honor my memory by taking my body to the Hamptons and recreating Weekend at Bernie’s. I want to dance. I want to have sex with a girl. And I want to go fishing”, ovvero: Se sono morto, voglio che onori la mia memoria portandomi a Hamptons e ricreando le situazioni di Weekend con il morto. Voglio ballare. Voglio copulare con una ragazza. E voglio pescare”, e sempre in How I Met Your Mother, viene citato da Barney come strategia per poter rimorchiare con il nome di Weekend At Barney’s. In campo musicale, invece, lo troviamo citato in un video dei Flaminio Maphia, Vamos alla playa (coi Flaminio Maphia), dove viene riprodotta una scena del film. Anche il gruppo musicale Atomic Tom, nel video del loro pezzo Don’t you want me, cita Weekend con il morto in una scena. Weekend con il morto La morte viene sostanzialmente ridicolizzata, presentata come un ruolo ben preciso connotato comicamente, perno sul quale si regge l’intera pellicola mantenendo un costante sorriso sulle labbra dello spettatore. Una valigetta piena di soldi, un biglietto equivoco che tira in ballo anche un improbabile cambio di sesso, tutto volge a sfavore dei goffi ma tenaci Richard e Larry, desiderosi come non mai di lasciarsi alle spalle l’isola e il weekend con il morto, specie dopo aver scoperto che c’è un sicario mafioso sulle loro tracce. Cosa fareste se il vostro capo morisse nel bel mezzo di un weekend nel quale vi ha invitati nella sua villa per eliminarvi? Sareste in grado di mascherare la macabra condizione del Bernie di turno facendo sembrare il tutto normale e riuscendo persino a scherzarci sopra se veniste a sapere, ad esempio, che il capo portava il parrucchino? Weekend con il morto è un film scanzonato e brillante, pur toccando una tematica difficile e tabù come quella della morte. Non si prende troppo sul serio e questo lo rende un fulgido esempio di commedia americana (fine) anni ’80 da custodire gelosamente e rivedere ciclicamente. Il personaggio di Bernie è di un’espressività disarmante (più da morto che da vivo, ammettiamolo) e negli anni è diventato, con merito, una delle figure cult del cinema di quella decade, così kitsch e spensierato. Il regista, Ted Kotcheff, ricordato soprattutto per aver girato il primo e mitico Rambo, è riuscito a creare un connubio vincente che mette d’accordo l’ambientazione estiva e vacanziera con un delizioso tocco grottesco e un pizzico di mistero. Un’opera originalissima che, proprio grazie alla sua freschezza, sbancò i botteghini a stelle e strisce e non solo. Da segnalare che nel 1993, cercando di cavalcare l’onda del successo del primo film, è stato girato pure un seguito nel quale Bernie viene riesumato e subisce un rito voodoo. Filmaccio poco riuscito e ancor meno originale, conviene davvero fermarsi al capostipite, le risate sono sempre assicurate! Weekend con il morto Insomma, in poche parole, un film senza tante pretese, con la semplice morale conclusiva del “i buoni, alla fine, si salvano”, che è diventato un pezzo da storia del cinema. Forse il segreto sta nel fatto che con poco ha ottenuto tanto, o forse sta nel fatto che è semplicemente ben riuscito. A volte, non servono molte spiegazioni: questo film funziona, e basta. E, si sa, le cose migliori sono quelle più semplici. VIDEO Larry..,questo traghetto non sta partendo!, attracca!…..ok, fa lo stesso!

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