Annunci

Wolverine Max – Rabbia permanete

Con Wolverine Max la Marvel continua a puntare sugli autori pulp-crime… e fa maledettamente bene!

Titolo: Rabbia Permanente (serie WOLVERINE – MAX)
Autore: Jason Starr (testi) Roland Boschi (disegni) e Felix Ruiz (disegni)
Editore: Marvel/Panini Comics
PP: 112
Prezzo: 12 euro

Da qualche tempo la Marvel sta lanciando come sceneggiatori di fumetti una serie di autori americani pulp-crime, piazzandoli a lavorare sulle nuvole – letteralmente – e ottenendo, per giunta, un notevole successo.

Wolverine Max - Rabbia permanete

Non ci voleva un genio, a capirlo, ma va riconosciuto ad Axel Alonso un intuito non indifferente e così, grazie al suo intervento, abbiamo visto arruolati in Marvel negli ultimi quattro anni, scrittori di grande qualità come Victor Gischler (che ha firmato la nuova serie degli X-Men, riportandola al successo dopo una decade di passi falsi, Punisher, Deadpool, Wolverine), Duane Swierczynski (Iron Fist e Cable), David Liss (autore di una saga su Black Panther semplicemente favolosa di cui parleremo presto), Charlie Huston (Moonknight), Gregg Hurwitz (Punisher) e Jason Starr che è finito a lavorare nientemeno che su Wolverine e in particolare sulla nuova serie MAX.

E mai idea fu più azzeccata, aggiungiamo noi.

In generale, possiamo senz’altro affermare che queste storie hanno trame davvero superiori alla media – ve lo ricordate Merc with a mouth di Deadpool firmato da Gischler? O ancora l’Hell’s Kitchen rivisitato da David Liss in Black Panther? – ci sono una cura nel tratteggio dei personaggi e un’aria fresca che si respira, semplicemente meravigliose: invece di stare a rimbecillire i characters sulla continuity, i romanzieri li hanno fatti uscire dal guscio, mettendoli a confronto con realtà completamente nuove, costringendoli a “lavorare” all’esterno e non all’interno del loro micro-cosmo.

Wolverine Max - Rabbia permanete

Certo, non è la pensata del secolo, ma quando arrivi dalla letteratura e ti avvicini, con tutta l’umiltà – ma anche il talento – del caso, è abbastanza probabile che ti vengano in mente idee che a uno sceneggiatore, da anni chiuso nella gabbia dei panels, non verrebbero nemmeno sotto tortura, a meno che tu non sia Jason Aaron o Mark Millar, ma quella è un’altra storia.

E Jason Starr su Wolverine Max sta facendo un lavoro splendido. Il suo primo arc narrativo porta Logan direttamente in Giappone e si apre con una delle sequenze più agghiaccianti e mozzafiato che si possano leggere, e vedere, grazie alle tavole di estrema potenza visiva realizzate da Roland Boschi.

Vedere Wolverine senza gambe che sventra uno squalo con gli artigli di adamantio in un oceano allagato di sangue non è proprio una partenza minimal, anzi. E meno male.

Ma è poi il modo in cui Starr fa crescere un po’ alla volta la storia, riempiendo di angoscia le progressive amnesie di Logan, giocando su un parallelo temporale che rivisita il Giappone medievale, a lasciare stupefatti. Queste sono le cose che fanno davvero godere i lettori. A dimostrazione di quello che dicevamo prima: prova a uscire dalla fottuta continuity!

D’accordo, è vero, c’è sempre Victor Creed, nemesi di Wolverine, c’è uno scontro a distanza e su un doppio piano cronologico, c’è una donna e una love – story imbottita di romanticismo, c’è un assassinio su commissione e una spada da recuperare ma gli ingredienti sono miscelati in modo davvero originale e soprattutto evidenziano un respiro narrativo ampio con Jason Starr che porta scintille di psicologia e dialoghi brillanti che sono poi il suo marchio di fabbrica.

Wolverine Max - Rabbia permanete

Ne esce fuori una run magari non perfetta ma densa di presagi e semi preziosi per le successive storie, un senso d’irrisolto e di urgenza ferina che sembrano aprire sipari interiori, per la nostra Arma X, assolutamente inediti o perlomeno dimenticati. Un Wolverine assetato di sangue ma che deve fare i conti con dubbi e riflessioni, paure e tormenti, insomma qualcosa che non ti capita di leggere tutti i giorni. E il risultato è una delle saghe più godibili che potresti divorarti su un albo Marvel e, dunque, Panini.

Complimenti allora a Starr, già romanziere strepitoso con titoli splendidi come Chiamate a freddo o Niente di personale ma anche alla ferma volontà degli editor di casa Marvel di mettere sotto contratto alcune delle penne più efficaci della generazione degli ultraquarantenni pulp-crime: mai idea fu più felice.

Annunci
Tags:

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: