Words with Gods, la recensione di Alessandro Padovani

In Words with Gods sette affermati registi dialogano sulla spiritualità come in un grande banchetto, cercando di dare alcune risposte e ponendo molte domande

Dialoghi con gli Dei. Come in un simposio, il regista Arriaga (noto soprattutto come lo sceneggiatore dei film di Iñarritu), con la supervisione dello scrittore Mario Vargas Llosa, idea un’opera caleidoscopica, in cui sette affermati registi dialogano sulla spiritualità come in un grande banchetto, cercando di dare alcune risposte e porre molte domande: come si può comprendere la sofferenza attraverso la fede? Come può la religione giustificare la perdita della propria famiglia o di un figlio?

Words with Gods la recensione di Alessandro Padovani per Sugarpulp

Ogni regista, ognuno con il proprio stile e sensibilità, dà la sua risposta, cercando di equilibrare scelte formalistiche ad altre più contenutistiche: se a volte il risultato è chiaro e affascinante (come in quello sullo sciamanesimo diretto da Thornton) altre appare autoreferenziale, comprensibile a chi ne condivide la fede ma oscuro ai non praticanti: esempio ne è quello sull’induismo diretto da Mira Nair, con apparizioni divine ai limiti del kitsch, o quello sull’ebraismo di Amos Gitai, interessante per l’ardito piano sequenza, un po’ meno per i lunghi monologhi tratti dal libro di Amos.

Spiccano tra gli altri il corto di Kusturica sul cristianesimo ortodosso, che senza usare le parole racconta per immagini la sfida personale di un uomo; interessante e ironico il corto sull’islamismo dell’iraniano Bahman Ghobadi, che racconta la storia di due gemelli siamesi, attaccati di testa ma distaccati per convinzioni.

Words with Gods la recensione di Alessandro Padovani per Sugarpulp

Appaiono invece troppo didascalici quelli sul cattolicesimo (De Inglesia) e sul buddismo di Hideo Nakata, anche se è difficile rimanere indifferenti di fronte alle immagini della distruzione dopo lo tsunami del 2011 in Giappone.

L’ultima opera è l’apocalittico corto sull’ateismo dello stesso Arriaga; ambientato ai confini della foresta amazzonica disboscata, una pioggia di sangue ricopre ogni cosa, riportandoci con la mente al paesaggio del primo cortometraggio sullo sciamanesimo: Dio e natura sono un tutt’uno, se muore la seconda, il primo non può sopravvivere.

Guarda il Trailer di Words of Gods su Youtube.

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