Azzorre, la recensione di Corrado Ravaioli del romanzo di Cecilia M. Giampaoli pubblicato da Neo Edizioni.

Azzorre, la recensione di Corrado Ravaioli del romanzo di Cecilia M. Giampaoli pubblicato da Neo Edizioni.
  • Titolo: Azzorre
  • Autrice: Cecilia M. Giampaoli
  • Editore: Neo Edizioni | Collana: I nei
  • Anno edizione: 2020
  • PP: 162

8 febbraio 1989. Un aereo diretto a Punta Cana e pronto a fare scalo alle Azzorre si schianta sul monte Pico.

Una tragedia di cui si è parlato a lungo all’epoca, forse frutto di una serie di leggerezze inspiegabili. A bordo erano presenti 144 passeggeri, tra cui il padre di Cecilia M. Giampaoli, autrice del romanzo Azzorre, edito da Neo edizioni

Un libro coraggioso e delicato, un vero e proprio diario del viaggio compiuto dall’autrice e dettato dalla necessità di recuperare quante più informazioni sull’accaduto. All’epoca aveva sei anni e i ricordi, già appannati, con il passare del tempo hanno perso d’intensità. 

Altre cose penso di averle immaginate, sulla base di quello che mi hanno raccontato (…) in fin dei conti c’è poca differenza fra un ricordo vero e una cosa immaginata, se la immagini bene e ci pensi spesso, diventa un ricordo anche quello. 

La protagonista parte con un proposito di partenza ma nessun progetto preciso o una bussola mentale. Vuole andare a fondo, scoprire il luogo e capire le persone che lo vivono, cercando di recuperare il senso di ciò che è accaduto, immaginare gli ultimi istanti vissuti dal padre, decifrare la catena di errori umani che hanno provocato l’incidente. 

Con un tocco apparentemente leggero, Cecilia Giampaoli ci porta in viaggio con sé, alla ricerca di qualche indizio che l’aiuti a far “pace” con questa vicenda e il trauma che ne è conseguito.

Lungo il percorso, che è fisico ma soprattutto interiore, incontrerà i testimoni dell’epoca, quelli che hanno visto l’aereo schiantarsi contro la montagna o che ricordano l’odore acre proveniente dal bosco, chi ne ha sentito parlare anni dopo, fino a coloro che potrebbero aver influenzato il corso degli eventi, quel famigerato 8 febbraio 1989. 

Non sono venuta per riportare in vita mio padre, il passato è passato e non si può rifare, ma ho un conto aperto con questo posto. Nel bene e nel male, sarei diversa se non fosse successo. Non sarei io. 

Scritto in prima persona come un diario di viaggio, il libro raggiunge vette davvero commoventi, senza mai sfiorare la retorica o il compiacimento.

È un diario crudo, perché racconta senza filtri una storia drammatica, ma è capace allo stesso tempo di momenti di bellezza sorprendente, nel racconto di un paese magico, il suo folclore, una comunità viva. Ogni nuovo incontro, ogni luogo esplorato, porterà alla luce la tessera di un mosaico difficile da ricostruire, lasciando al contempo una traccia di umanità importante nel viaggio di Cecilia. 

Di quante storie è fatta questa storia? La verità sull’incidente sembra esplosa insieme alle turbine dell’aereo, rotta in centinaia di pezzi scaraventati su tutta l’isola.

In un crescendo toccante, la protagonista imparerà a conoscere questa Terra, i suoi lati oscuri e quelli più caldi. Vivrà momenti di sconforto e rabbia, gioia e forte empatia, avvicinandosi un passo alla volta alla verità. Non una verità oggettiva, basata su fatti e circostanze puntuali, ma su una nuova consapevolezza che l’aiuta a fare pace con questa storia.  

La verità non è importante quanto il modo di vivere le cose. 

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