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Dolfo

Blue lo disse con la velocità che ci voleva, né troppo piano né troppo forte, e con quell’aria indifferente che mandava sempre in bestia Dolfo, poi si voltò e si mise a sciacquare qualcosa nel lavandino. Sapeva che lui si era scapicollato sulla provinciale 307 tra Padova e Castelfranco Veneto, bavoso di frittelle e di galani,
– Cazzo! Sei una vera troia. Una vera autentica troia, lo sai?
– Ecco perché mi piaci così tanto Dolfo. Sei raffinato e gentile e sai come si conquista il cuore di una donna: hai le idee chiare, insomma – disse lei senza voltarsi.
Dolfo si alzò di scatto e l’afferrò da dietro. Mise la mano davanti, sui seni e da lì le strappò di netto il vestito. Con l’altra mano le tirò giù da dietro le mutande e ci mise il tempo di un amen per penetrarla, in piedi.
Blue pensò che quel vestito non era poi male e che era un peccato. A quella cosa dei vestiti strappati e da buttare non si era mai abituata. Poi si divincolò e cercò di lottare, più per farlo che per altro, perché era assuefatta alle botte di Dolfo e alle sue violenze. Rimasero avvinghiati per qualche secondo, poi cozzarono contro il tavolo della cucina, sfasciandolo, e precipitarono a terra. Nel trambusto caddero sul pavimento anche vari tipi di posate e attrezzi da cucina, pentole, padelle, il barattolo del sale. Dolfo le fu sopra e le mollò un paio di manrovesci, rompendole il naso.

Alla vista del suo sangue Blue decise che l’idea di farsi picchiare ancora non le andava, adesso che stava arrivando l’estate ed era riuscita a far sparire tutti i lividi delle botte precedenti: avrebbe tanto voluto mettersi in costume sul retro a prendere un po’ di sole senza vergognarsi.
In quello Dolfo era corretto, bisognava dirlo, seguiva uno schema preciso: se lei smetteva di resistere non la picchiava più e si dedicava a roba più interessante, come violentarla senza tanti complimenti, ma senza botte.
Così fu.

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5 Comments

Comments are closed.

  1. Blueberry 11 anni ago

    Bravissimo Sergio, mi è piaciuto molto!

  2. Michele Fiano 11 anni ago

    Cavolo Sergio, alla fine viene quasi da rimpiangere il povero Dolfo! Bellissimo questo racconto.

  3. Giacomo Brunoro 11 anni ago

    Per fortuna che in giro c’è gente previdente e buona (da mangiare) come Dolfo 😀

  4. Author
    sergio 11 anni ago

    sono contento che sia piaciuto! a presto!

  5. […] Sergio Paoli, toscano, vive in Brianza e lavora a Milano. Il suo ultimo lavoro, che prosegue la serie iniziata con “Niente, tranne la pioggia” è “Una notta tranquilla”, un noir ambientato durante un’alluvione dell’Adda e pubblicato nel giugno 2015.  Autore dal 2008 di gialli e noir come “Ladro di sogni”, “Monza delle delizie” (entrambi Frilli), “Niente,tranne la pioggia” (Todaro), ha pubblicato questi ultimi suoi lavori anche in ebook, compresi gli scritti per MilanoNera come “Appartamento 2312″ e “Biùtifarmami”.  Adora il rock e la pizza. http://www.sergiopaoli.com. Alcuni suoi racconti si trovano in rete (http://www.thrillermagazine.it/rubriche/7828/; sugarpulp.it/dolfo/#more-1813) […]

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