Si guardò meglio e si fece abbastanza schifo. Aveva bisogno di una doccia così si spogliò di nuovo e si infilò nella cabina, ma il rubinetto girava a vuoto. Zero acqua.
Di colpo le venne sete, e con la sete la paura e poi l’angoscia e il terrore di morire disidratata. Aveva letto che si può stare a lungo senza mangiare, ma senza bere è impossibile sopravvivere. Doveva chiedere aiuto, ma dove andava, al buio in mezzo alle macerie, a cercare chi e cosa, col rischio di cadere in qualche buco e spezzarsi una gamba?
Poi era un’assassina, se qualcuno fosse passato da lì e avesse visto il corpo di Dolfo? Le salì quasi da piangere e si accucciò tra la doccia e il water, sforzandosi di riflettere, di essere logica, calma e razionale.
Ok, d’accordo.
Per prima cosa in cantina, era sicura, c’era una scorta d’acqua. Ando giù e bevve senza sprecarne una goccia. Questo le calmò la sete e l’aiutò a formulare il pensiero numero due: il terremoto era un vantaggio. Sarebbero passati giorni prima che qualcuno arrivasse lì a soccorrerla.

Guardò le bottiglie d’acqua rimaste. Erano sette: quattordici litri in tutto. Di certo non poteva farci la doccia e sarebbero durate, a bere con parsimonia, non più di tre, quattro giorni. Quindi il primo problema era trovare acqua, e in fretta. Salì di nuovo su, vide il cadavere di Dolfo poi guardò fuori verso il piccolo giardino del retro.
Il vecchio pozzo! Corse fuori, completamente nuda. Dolfo aveva insistito per anni a tenere pulito il vecchio pozzo, a non buttarci mai porcherie. “E’ ancora valido, e sarà utile un giorno”, aveva detto.
Parole sante, Dolfo.
Il pozzo era chiuso da un grosso coperchio in legno. Blue lo spostò a fatica e calò il secchio. A parte il cigolio della carrucola, c’era silenzio assoluto e poteva sentire il suo stesso respiro. Del rumore del traffico sulla 307 nessuna traccia. Si stupì che non ci fossero zanzare a mangiarsela viva, ma evidentemente anche quelle erano state inghiottite dal terremoto.
Poi sentì un suono diverso, liquido, e il secchio si fermò.
“Grazie, Dolfo” si disse. Quel bastardo, se mai aveva combinato qualcosa di buono nella vita, beh lo aveva fatto nella cura del giardino e degli annessi e connessi.

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