Gangs of London, la recensione

Gangs of London, la recensione

Gangs of London è una delle migliori sorprese dell’anno: il nuovo maestro dell’action Gareth Evans (The Raid) debutta con il botto nel mondo della serialità.

Sono sincero, dopo essermi divorato gli episodi iniziali di Gangs of London il mio primo pensiero è stato “Che diavolo ho appena visto?!”.

La serie, prodotta e trasmessa da Sky, è esattamente quello di cui aveva un disperato bisogno il genere crime per essere rivitalizzato e uscire dal pantano di troppi titoli poco originali e senza idee.

Certo non mancano le eccellenze – tra le più recenti ricordiamo Gomorra, Ozark, ZeroZeroZero e Narcos Messico – ma, diciamocelo, spesso i colossi dello streaming e i grandi produttori puntano su questo filone non tanto perché abbiano tra le mani spunti geniali, quanto per la consapevolezza di uno zoccolo duro di spettatori che guarderà a prescindere questo tipo di prodotti.

Se troppo spesso i risultati non rispettano le aspettative con Gangs of London la musica cambia drasticamente: questa serie è sicuramente tra le migliori dell’anno (al di là dal genere) e vince a mani basse la palma di sorpresa dell’estate.

La storia, va ammesso, non è particolarmente innovativa né evita l’utilizzo di alcuni classici cliché: a fare la differenza però e la mano con cui viene raccontata, vale a dire quella di Gareth Evans, il genio di The Raid, che ha creato questo progetto insieme a Matt Flannery.  

Una guerra spietata

Il pilot dello show – dell’inusuale durata di 93 minuti –  ci catapulta in una Londra spettrale e tetra, dominata da una criminalità organizzata multietnica divisa in diverse bande tenute al guinzaglio dal potente boss Finn Wallace, maestro nel riciclare i soldi sporchi provenienti da molteplici traffici nell’edilizia di lusso.

Il fragile equilibrio viene però sconvolto dal misterioso omicidio del gangster che scatena una guerra spietata tra la famiglia capitanata dall’imprevedibile figlio Sean (Joe Cole, il John Shelby di Peaky Blinders), deciso a trovare con ogni mezzo il responsabile per fare giustizia, e gli altri gruppi criminali che temono un rallentamento dei propri affari  a causa della una caccia all’uomo messa in piedi dai Wallace.

Tra action e dramma shakespeariano

Gangs of London richiama l’atmosfera di un classico dramma shakespeariano con personaggi forti ed intensi e pur prendendosi tempi piuttosto dilatati per farci entrare nella storia può contare su improvvise esplosioni di violenza e sulle migliori scene d’azione mai viste in una serie tv. 

Ed è proprio questo ultimo aspetto – le scene action – a caratterizzare questa produzione grazie a sequenze memorabili, girate con estrema perizia e molta molta follia, con un gusto quasi sadico nel mostrare con fierezza sangue, ossa spaccate, ferite, tagli e denti rotti, mettendo alla prova la resistenza di spettatori non abituati alla visione di materiale così esplicito.

Uno show non adattissimo dunque a un pubblico che non sia amante del pulp e dallo stomaco un po’ debole, ma una delizia per chi è in cerca di un crime drama capace di mettere insieme il mood di Gomorra e la pazzia di  Banshee, contando sul punto di forza di scelte visive sempre fresche e accattivanti, merito di una regia – questa volta è il caso di dirlo – davvero originale ed innovativa.

Insomma, una serie che Sugarpulp proprio non può che promuovere e consigliare con calore!

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