Hubie Halloween è una commedia horror che non fa ridere e non spaventa, il classico film che si potrebbe utilizzare come perfetto esempio di anticinema. 

Come direbbero a Roma “a ridaje!”. Dopo aver sorpreso tutti con la convincente performance drammatica dello splendido Diamanti grezzi (Uncut gems), Adam Sandler torna al suo habitat naturale, ossia le commedia che senza tanti tipi giri di parole oserei definire “fetenziale”: il tipo di film dopo la cui visione lo spettatore rischia seriamente di ritrovarsi con il QI di Forrest Gump.

Hubie Halloween, sesta collaborazione tra Netflix e l’attore newyorkese, è una delle peggiori pellicole lanciate dalla piattaforma streaming nell’ultimo anno (e ce ne vuole), spreca un ottimo cast ed un’idea che in mano ad un regista degno di questo nome – cosa che non è evidentemente Steven Brill – avrebbe anche potuto rivelarsi vincente. 

Il film

Il film, ambientato a Salem (sì, la città delle streghe) racconta le gesta di Hubie Dubois, un uomo di mezza età che vive ancora con la madre, goffo e stralunato, in poche parole lo zimbello del villaggio, bullizzato  senza distinzione da grandi e piccini.

Il nostro protagonista ha sviluppato una vera e propria passione/ossessione per la festa di Halloween, durante la quale è convinto possa succedere qualcosa di orribile, così da decidere di aiutare la polizia a vigilare sulla cittadina. La fuga dal vicino manicomio di un pazzo assassino, la presenza di un enigmatico vicino e la misteriosa sparizione di alcuni giovani trasformeranno l’altruista Hubie in un improbabile detective…

Hubie Hallowen, tra demenziale e battutacce

A differenza di altre commedie di Sandler, certamente più leggere, Hubie Halloween punta forte sul demenziale, tra situazioni grottesche, personaggi surreali, battutacce che manco Boldi e De Sica, e una serie di gag slapstick ripetute alla nausea per circa un’ora e quaranta. Come se non bastasse oltre a trascinarsi stancamente tra trivialità e volgarità la pellicola non ha nemmeno il coraggio di essere scorretta e  vorrebbe pure farci la morale sul bullismo con un finale edulcorato a tarallucci e vino che fa venire voglia di incendiare il televisore.

Peccato perché una bella commedia horror di Halloween non sarebbe stata una sorpresa sgradita, ma qui la comicità è così basica di fare cadere le braccia (per non dire altro), di terrorizzante c’è poco o nulla e gli unici passaggi che riesco a salvare sono quelli che hanno per protagonisti Steve Buscemi e Ray Liotta che probabilmente per partecipare ad una baracconata del genere devono avere diverse mogli e figli da mantenere e mutui e debiti da saldare.

Hubie Halloween è il classico film che andrebbe proiettato in tutte le scuole di cinema come esempio di come NON si gira una commedia. E considerate che ritengo il mio giudizio generoso.

Sandler, che oltre a Diamanti grezzi aveva già dimostrato di poter essere un grande interprete nelle sue collaborazioni con Noah Baumbach (The Meyerowits Stories), Paul Thomas Anderson (Ubriaco d’amore) e Mike Binder (Reign Over Medovrebbe lasciare perdere una volta per tutte questa robaccia per dedicarsi a progetti con un minimo di spessore e credibilità, visto che ha tutte le carte in regola per poterlo fare.      

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