Il legame, nuovo horror di Netflix con Scamarcio, è un discreto esordio: Domenico de Feudis ha buone potenzialità ma non convince.

Il legame (The Binding), nuovo film originale italiano distribuito da Netflix, si muove tra il folk horror recentemente rilanciato da  autori americani come Ari Aster (Midsommar) e Robert Eggers (The Witch) e il più classico gotico italiano.

Un connubio affascinante attraverso il quale Domenico de Feudis, al suo debutto dietro la MDP, tenta di suggerire nuove coordinate in un genere, quello dell’orrore, che nel nostro paese, salvo rare eccezioni, negli ultimi trent’anni ha annaspato di brutto dopo la gloriosa epoca nella quale i  vari Bava, Fulci, Avati ed Argento facevano scuola nel mondo intero.

Horror tra folklore e gotico

Il regista parte dalla tradizione popolare del malocchio per raccontarci una storia i cui protagonisti saranno risucchiati in un vortice di superstizione, stregoneria, rituali magici ed antiche credenze in una Puglia rurale ricca di mistero.

Una trama dunque fortemente legata al folclore locale, ma raccontata con un approccio mainstream in grado di intercettare, almeno nelle intenzioni, il pubblico generalista di una grande piattaforma streaming.

Il prologo potrebbe ricordare quello di Shining ( e di tanti altri film horror) con la famigliola felice che viaggia in auto verso un luogo isolato ed immerso nella natura, che da subito sembra celare un qualche spaventoso segreto: Francesco (Riccardo Scamarcio) ritorna al Sud, nel suo paese natale in compagnia della compagna Emma (Mia Maestro) e della figlia da lei avuta da una relazione precedente, Sofia (Giulia Patrignani), per far loro conoscere sua madre Teresa (Mariella Lo Sardo) ed ufficializzare con parenti ed amici l’imminente matrimonio.

La tenuta della famiglia, circondata da ulivi secolari e spettacolari paesaggi rupestri, nasconde però un terribile passato che viene improvvisamente a galla quando Sofia è morsa da un ragno e colpita da quella che Teresa considera una vera e propria fattura, provocando lo sconcerto della pragmatica e moderna Emma. 

Un’atmosfera inquietante

De Feudis crea nella prima parte la giusta atmosfera di attesa calibrando bene l’inserimento di una serie di elementi e eventi inquietanti, senza forzare la mano ma puntando piuttosto sull’atmosfera minacciosa che aleggia nel vecchio casale, tra ombre che compaiono all’improvviso, cigolii, amuleti, vecchie stanze piene di polvere e ricordi, personaggi ambigui e antiche superstizioni. 

Nella seconda metà de Il legame, quella più ricca di ritmo ed accadimenti, la sensazione di déjà-vu prende invece il sopravvento: il malocchio che si trasforma quasi in una possessione diabolica con un make up stile L’esorcista, l’inserimento sempre più insistito di jumpscare e numerose sequenze che sfiorano il gore.

Insomma, pur mantenendo una buona regia le scelte derivative messe in campo diventano eccessive facendo perdere la personalità intravista in precedenza.

Inoltre il cast non aiuta di certo: Riccardo Scamarcio (che figura anche tra i produttori), pur avendo recentemente dimostrato di essere un attore eclettico, qui pare, oltre che imbolsito, piuttosto imbalsamato ed ha una sola espressione per tutto il lungometraggio. Mia Maestro se la cava leggermente meglio, ma neanche la sua prova è indimenticabile mentre la piccola Giulia Patrignani, attorno alla quale gira buona parte della storia, non convince mai del tutto.   

Il legame, un esordio che lascia ben sperare

Nonostante un soggetto molto interessante, sviluppato con una buona mano Il legame non lascia nulla di memorabile e si rivela un discreto prodotto privo però di quel tocco d’autore che  avrebbe potuto fare la differenza.

Un risultato che per un esordio può anche essere considerato positivo ma che credo fosse il minimo sindacale per un regista che ha dalla sua una gavetta di tutto rispetto, essendo stato assistente alla regia dei vari Paolo Sorrentino, Valeria Golino, Silvio Soldini e Francesca Comencini. Nonostante ciò quello di De Feudis è sicuramente un nome da tenere d’occhio per il futuro.

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