Il Mistero della Casa delle Civette

Il mistero della casa delle civette

Il Mistero della Casa delle Civette, la recensione di Linda Talato del nuovo thriller di Max e Francesco Morini, tra esoterismo e storia.

Il mistero della casa delle civette, recensione
  • Titolo: Il Mistero della Casa delle Civette
  • Autori: Max e Francesco Morini
  • Editore: Newton Compton Editori
  • PP: 256

L’ideale da leggere sotto l’ombrellone. Questo è ciò che ho pensato per quasi tutto il tempo mentre scorrevo le pagine de Il Mistero della Casa delle Civette – Le indagini del libraio Ettore Misericordia. Il giallo del duo Max e Francesco Morini (gli stessi de Il Giallo di Ponte Sisto, per intenderci) edito da Newton Compton è di recentissima uscita, il 6 agosto scorso, se non erro.

E non è una considerazione banale, la mia, visto che leggere in spiaggia, soprattutto col caldo torrido che ci ha affannati quest’anno, è un’impresa non da poco anche per i lettori accanniti come me, che in effetti qualcosa ho dovuto abbandonare perché non riuscivo a concentrarmi.

Questo romanzo presenta proprio le caratteristiche giuste del cosiddetto “libro da mettere in valigia”, ovvero una scrittura semplice e scorrevole, ma comunque curatatono fresco e ironico e una suddivisione dei capitoli che permette al lettore di scorrere veloce nella lettura, trovando punti di riferimento precisi e senza incastrarsi tra pagine troppo fitte di parole e avvenimenti.

Certo, va detto che non stiamo parlando di un thriller del calibro di quelli a cui ci hanno abituati Ilaria Tuti e Barbara Baraldi, per citarne un paio, ma la cosa è voluta: in questo caso non si tratta di una lettura impegnativa, di quelle che ti prosciugano dalla prima all’ultima pagina.

Il Mistero della Casa delle Civette è puro svago, gli autori lo sanno e riescono a intrattenere il lettore senza “stancarlo” troppo, ma senza neppure risultare superficiali. Esemplare a questo esempio la costruzione dei personaggi.

I fratelli Morini ci propongono una squadra di soggetti davvero varia e che a me ha ricordato tanto la classica cena con delitto. Avete presente quegli spettacoli teatrali comici dove il pubblico viene coinvolto direttamente nella soluzione del giallo? Ecco, l’atmosfera è proprio quella! Abbiamo la femme fatale, l’ispettore burbero ma affascinante, la comare, il nobile, la donna in carriera algida e distaccata ma con un segreto nascosto… Insomma, tutte figure apparentemente stereotipate, ma che in realtà non risultano mai irritanti e banali.

Due parole sulla sinossi, su cui io non mi dilungo mai troppo dato che il lettore può trovarla facilmente in qualsiasi store on line. 

È un novembre freddo e noioso, le festività si avvicinano e i librai Ettore Misericordia e Fango stanno facendo l’inventario, quando vengono chiamati dall’ispettore Ceratti a risolvere un enigma legato a un caso di omicidio: una cartomante è stata assassinata nel suo appartamento e l’arma del delitto è un compasso.

Non si comprende bene a che titolo i librai, un duo che fa molto Sherlock Holmes e Dottor Watson, vengano interpellati dalla polizia romana per risolvere delitti, ma è una di quelle cose che, nelle storie come questa, non hanno necessità di essere spiegate: i due sono un po’ come Topolino e Paperinik dei fumetti disneyani, non hanno bisogno di giustificazioni, loro sono i protagonisti e basta.

Peraltro seriali, visto che il romanzo mi pare si inserisca in un cosidetto “plot verticale” che fa pensare alle serie come quella legata alla figura di Jessica Fletcher o del commissario Montalbano.

Proseguendo nella lettura si scoprirà che il giallo affonda le radici nell’esoterismo e anche nella storia, e non mancherà un lieto fine, nonostante il fatto sanguinoso da cui è partita tutta la storia.

Mi sentirei di consigliare questa lettura sia come forma di svago, come appunto dicevo prima, ma anche per chi non è abituato a leggere molto e si sta avvicinando al thriller poco a poco. Ecco, magari prima di passare a storie più impegnative come quelle delle autrici che citavo sopra – e che hanno tutt’altro scopo – meglio soffermarsi prima su una storia come questa.

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