Moisès però ha sentito da Giselle che molti bambini, figli delle sue colleghe, sono spariti; ovviamente nessuna di loro ha denunciato il fatto, vista la loro attività, e Moisès non dà molto peso alla cosa fino a quando Malsano non lo avvisa che c’è un nuovo caso…

Folgorante esordio narrativo dell’ispettore della scientifica dei mossos d’esquadra, Marc Pastor, classe 1977, rievoca nella “Maledetta” il celebre caso che scosse la Barcellona degli anni ’10, quello di Enriqueta Martì Ripollès, “La Vampira del Raval”, anticipatrice quarant’anni prima della nostra famigerata ‘Saponificatrice di Correggio’, la Cianciulli, solo che in questo caso la ricca borghesia s’intreccia alla criminalità dei poveri ed è in questa intersecazione che Moisès Corvo mette il naso, un punto invisibile nel quale il gioco diventa pericoloso per chiunque, perché come lo rimprovera l’ispettore capo “che figura pensa che mi abbia fatto fare quando mi ha chiamato il sindaco e mi ha chiesto che razza di ordini vi do? – Brutta – Esattamente, molto brutta Corvo, quindi se vi dico di tenere la bocca chiusa e di occuparvi degli anarchici, voi lo fate, che siamo qui per questo, cazzo!”.

Molti altri personaggi popolano le pagine di questo libro che ha l’odore di una storia realmente accaduta esattamente un secolo fa, eppure è un odore attuale, che sentiamo e viviamo quotidianamente ormai in ogni parte del mondo, con la scusa della crisi e dei diritti primari negati, con una ricchezza sempre più a vantaggio di pochi e una povertà che ha inglobato anche quelli che una volta erano i ceti medi, ed è in questi periodi che la dolce mietitrice aumenta il suo lavoro.