La parte del fuoco, la recensione di Corrado Ravaioli del romanzo di Marco Rovelli pubblicato da TerraRossa.

La parte del fuoco, copertina

È curiosa la storia di questo libro. La parte del fuoco uscì una prima volta nel 2012 edita da Barbès. Una serie di circostanze ha fatto si che il libro, meritevole di incontrare nuovi lettori, sia tornato sugli scaffali delle librerie grazie alla perizia di TerraRossa edizioni.   

La parte del fuoco è un romanzo che affonda le sue radici documentali nei reportage realizzati da Rovelli all’interno dei centri di permanenza per la gestione dell’immigrazione clandestina. Questa volta l’autore decise di cimentarsi un romanzo vero e proprio, raccontando la tragica condizione di coloro prendono la via del mare in cerca di fortuna. E soprattutto di come, purtroppo, finiscono per vivere un incubo ad occhi aperti, in clandestinità, con lo spettro dei centri di accoglienza e l’espulsione. 

In questa storia Rovelli unisce le strade di due anime fragili, Karim ed Elsa che pur provenendo da ambiti diametralmente opposti, scoprono di avere delle ferite in comune. Letteralmente. Karim si è provocato dei tagli sul corpo per evitare l’espulsione, Elsa è spinta da un’urgenza autolesionistica, dalla necessità di farsi del male per sentirsi viva.

È un incontro fisico ed emotivo, capitato per caso, come potrebbe succedere nella vita di ogni giorno per quanto statisticamente difficile. All’autore non importa tanto il realismo dell’incontro quanto le reazioni, quelle si vere, che un’occasione del genere può provocare.

Karim ha lasciato la Tunisia nel tentativo di dare una svolta a una vita insoddisfacente, fingendo di conoscere l’esperienza traumatica a cui andrà incontro. A partire dalla traversata in mare, dove perde lungo il percorso alcuni compagni di viaggio. Fino all’arrivo in Italia, dov’è costretto a vivere in clandestinità, accettando lavori precari, con la paura di essere fermato ed espulso.  

Un passo falso lo porterà suo malgrado in uno dei famigerati centri di detenzione per migranti clandestini, dove imparerà a ferirsi per evitare il rimpatrio. Tagliarsi non è difficile – gli spiega un altro migrante – Tu non ami la libertà? Io si. E la scelgo anche se si tratta di provare un po’ di dolore sulla pelle. 

Elsa, al contrario di Karim vive immersa nel comfort, grazie alla fabbrica del padre. Ma il benessere esterno non la tocca. In famiglia non trova la comprensione di cui avrebbe bisogno. Sono tutti concentrati sui propri interessi per accorgersi dei bisogni di Elsa. Ho accettato di andare a lavorare con mio padre, come lui desiderava – o forse, semplicemente, voleva: il desiderio in lui non so se vi sia mai stato. Mio padre vuole, e basta. Da tempo Elsa convive con un malessere interiore che solo lunghi periodi in clinica riescono a mitigare. E quando le cure non sortiscono effetto, infligge al proprio corpo degli tagli alla ricerca di un momento estremo di pace. 

Cosa succederà lo lascio scoprire al lettore. Si salveranno in qualche modo? Secondo l’autore, l’incontro in quanto tale, è già una forma di salvezza. 

La parte del fuoco punta un faro sul margine delle cose, su ciò che sfugge al nostro sguardo, per   raccontare un’umanità di lacerante bellezza. Delinea in maniera vivida e con passaggi di rara bellezza espressiva il tema dell’immigrazione, mostrando i traumi del viaggio e le insidie della permanenza in clandestinità nel nostro Paese, così come le storture di un sistema che non riesce a regolare e tutelare come dovrebbe il soggiorno dei migranti. Allo stesso tempo racconta la fragilità di due corpi, quello di Karim e quello di Elsa, che si incontrano e senza palesarlo si affidano uno all’altro in cerca di un nuovo inizio. 

L’autore

Marco Rovelli, oltre ad essere musicista e scrittore, insegna storia e filosofia nei licei. È autore di canzoni, poesie, testi teatrali e diverse opere narrative, tra cui i reportage Lager italiani (Rizzoli, 2006), Lavorare uccide (Rizzoli, 2008) e Servi (Feltrinelli, 2009) e le biografie romanzate La guerriera dagli occhi verdi (Giunti, 2016) e Il tempo delle ciliegie (Elèuthera, 2018). 

La parte del fuoco è stato il suo primo romanzo “puro”, pubblicato nel 2012 da Barbès, nella collana diretta da Andrea Cortellessa, e ora riproposto in questa edizione rivista da TerraRossa. Ha collaborato con «alfabeta2», «il manifesto», «l’Unità», «Nuovi Argomenti».

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