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Land of Mine – Sotto la sabbia, la recensione

Land of Mine – Sotto la sabbia, un film triste, così bello

Come solitamente accade, nell’affrontare una serata popcorn e cinema d’essai, il mio umore trepida su altalenanti roller-coster prima di una visione così complessa. Che poi Land of Mine – Sotto la sabbia non sia più così d’essai lo dicono i numeri di vendita, che sia un film difficile lo dice la trama e il suo regista.

L’ho affrontato con rassegnata tristezza, certo che l’argomento non fosse uno dei più allegri delle uscite primaverili normalmente solcate da commedie da fine stagione. Oltre al soggetto era il luogo, m’incuteva una terribile sonnolenza preventiva, il nord della Danimarca infonde solo ricordi di tisane calde e pasticcini come riempitivo di noia sepolcrale.

Land of Mine - Sotto la sabbia

Ecco invece a scrivere bene di questo cazzuto regista, danese per l’appunto, che risponde al nome quasi pronunciabile di Martin Zandvliet. Misconosciuto ai più, Martin, soverchia la mia idea di serata trieste e noiosa senza tentennamenti.

Un film che percuote delicatamente l’animo umano, senza strappi, con perizia chirurgica estrae pensieri critici dai nostri rattrappiti ricordi di una guerra remota, decantata già in mille modi, stra-vista e ri-cotta da tutta la filmografia mondiale. Ecco che Land of Mine – Sotto la sabbia mette una piccola pietra miliare nell’illusione dei vincitori, senza moralismi e cadute di stile.

Fotograficamente ineccepibile, dal montaggio sapiente di chi il talento lo coltiva, un racconto triste di una fine, una fine definitiva che avvolge i ragazzi protagonisti inconsapevoli della storia. Sminare una parte delle oltre due milioni di mine depositate su ordine del Führer non è cosa semplice se a guidarti sono persone piene di un vivo rancore e vendetta.

Land of Mine - Sotto la sabbia

Una storia vera, rappresentata da attori giovani ma incredibili, giovanissimo come Louis Hofmann (18 anni) già così credibile e Roland Møller nella parte del Kapò, quest’ultimo sposta l’asticella in alto per l’intensità drammaturgica necessaria.

Spero di vedere altro di questo regista/sceneggiatore/scrittore in futuro, lo consiglio anche a voi dubbiosi e spaventati dall’abisso della noia. Il cinema danese è in pieno fermento su quella sponda nord dell’Europa, nella sua continua ricerca del disturbo, del pensiero indagatore e disvelatore di realtà.

Guarda il trailer di Land of Mine – Sotto la sabbia

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