L’inganno dell’alchimista, la recensione di Pierluigi Porazzi del romanzo di Paolo MorgantiL'inganno dell'alchimista

  • Titolo: L’inganno dell’alchimista
  • Autore: Paolo Morganti
  • Pagine: 400
  • Prezzo: 20 euro
  • Editore: Morganti Editori

Tancredi Colonna, titolare di una libreria esoterica, si trasferisce da Milano a Maniago, un paese della provincia friulana. È stato da poco coinvolto nelle indagini relative a un omicidio legato alle sette sataniche, e spera di trovare qui un po’ di pace.

Ha acquistato una nuova libreria a Maniago, e sta cercando casa per trasferirsi definitivamente. Gli viene offerto l’acquisto, a un prezzo di favore, di una villa antica che contiene una grande quantità di libri rari, con preziosi testi anche di alchimia, esoterismo e magia. Tancredi, affascinato più dalla biblioteca che dall’edificio, decide di acquistare la villa.

Esplorando la sua nuova abitazione si imbatte in un prezioso oggetto d’arte, che sembra sia stato realizzato da Benvenuto Cellini. Incuriosito dal ritrovamento, contatta un antiquario della zona per una consulenza. Da questo momento, Tancredi viene coinvolto in una serie di avvenimenti inspiegabili e in una sorta di viaggio iniziatico, che lo condurrà in alcune delle città più esoteriche d’Europa.

L’inganno dell’alchimista è un romanzo molto interessante e ricco di riferimenti storici, che indaga sui misteri e sulla simbologia dell’alchimia. Si avvale di un intreccio molto articolato e originale, che condurrà il lettore fino all’inaspettato e sorprendente finale.