Mari aperti: Antologia di racconti fantastici – Raccolta benefit in favore di Open Arms, la recensione di Linda Talato dell’opera curata dall’associazione Senza Confine.

Mari aperti, recensione

Olga si gira verso Alina con gli occhi spalancati e la bocca aperta.

Alina stringe le spalle e dice «Ambasciatrice, noi siamo stati un po’ stronzi, lo ammetto… ma pure voi dovevate arrivarci che le nostre non potevano certo essere le uniche mutazioni avvenute… e poi suvvia, ve l’avevamo detto: siamo mutati in base all’ambiente. Come pensavate di sopravvivere voi non mutati?»

Olga vorrebbe dire qualcosa, prova ad articolare la voce tra il terrore e l’odio. Riesce a dire «Ma come… avremmo potuto…» poi il pungiglione del calabrone la trafigge venti centimetri sotto la nuca. Il veleno è potente, la paralisi istantanea. La morte no. Il rumore della sua carne mangiata dallo sciame che le si avventa sopra è l’ultima cosa che sente.

Non è facile recensire un’antologia di racconti, me ne sono resa conto, specie quando dei racconti, ahimè, non sei particolarmente appassionata, ma questo è un problema mio e ci tengo a sottolinearlo.

Che fare dunque? Ci ho riflettuto su per parecchio tempo, perché comunque volevo dire la mia, ma allo stesso tempo non volevo che fosse solo il solito parere banale e scontato.

Perché non scrivere un breve commento su ogni racconto? Nah, troppo lungo e chi mi legge si annoierebbe molto prima di arrivare alla fine, col rischio che qualche autore della raccolta verrebbe trascurato.

Buttare giù un commento generico su tutta l’opera, una sorta di “bello, notevole, mi è piaciuto…” oppure “no, zero, nisba, non mi piace”? Embè, quindi? Sarebbe una recensione questa?

No, non lo sarebbe. Almeno per come vedo io le recensioni.

Perciò ho pensato di fare così: prenderò ciò che mi ha colpito di più come lettore e partirò da quello. Perché magari quello che ha colpito di più me, potrà aiutare qualcun altro a decidere se ne vale la pena.

Anzi no, mi correggo: valerne la pena, quello sempre, e poi vi spiego anche il perché, però se all’utile uniamo pure il dilettevole, scatenando la curiosità dei potenziali lettori, beh che dire, l’obbiettivo lo abbiamo raggiunto tutti. Autori e pure recensore (no, non userò il termine recensora, non vogliatemene).

Partiamo dall’inizio, dunque, e diciamo subito le cose importanti da sapere. Mari Aperti è un’antologia di racconti fantastici pubblicata nel 2020 dall’associazione “Senza Confine.

Undici tra autrici e autori più dieci tra illustratrici e illustratori hanno fatto squadra e raccolto i loro lavori per uno scopo benefico: il ricavato delle vendite del volume è destinato a raccogliere fondi per Open Arms e a sostenere il soccorso in mare. Il risultato? Un libro pieno di personaggi, d’immagini e di ambientazioni diverse che mostra il volto solidale della narrativa fantastica italiana. Veniamo alla struttura, dunque.

L’opera si compone di nove racconti e un breve saggio finale (Mari di Fantasia: L’immaginario del mare in letteratura, di Giorgio Smojver), ogni racconto è corredato da un’illustrazione (notevole, a mio parere, il lavoro degli illustratori, anche per quanto riguarda la splendida cover) e il filo conduttore che accomuna ogni storia è proprio il mare. Inteso sia come avventura, viaggi e libertà, sia come, ahimè, morte.

Lo stile è quello classico del fantasy epico e dell’heroic fantasy, quindi gli amanti del genere troveranno senza dubbio pane per i loro denti.

L’unica eccezione è l’ottava storia, Aylan chi?/Quarantesettesimo parallelo di Alessandro Chiometti, che prende la strada della distopia post apocalittica. E di Quarantesettesimo parallelo è proprio l’abstract con cui ho aperto sopra, perché si tratta di una tra le letture che maggiormente mi hanno colpita negli ultimi tempi.

Devo ammettere che dopo aver letto il suo racconto ho fatto un po’ fatica ad addormentarmi (era sera), quelle poche righe che ho riportato sopra le ho sentite come un pugno e i miei sogni non sono stati proprio dei più sereni, quella notte.

Fermo restante che i gusti differiscono e che quello che colpisce me, può lasciare indifferenti voi e viceversa, nulla toglierò agli altri autori, anzi, li citerò uno per uno: Marta Duò, Andrea Marinucci Foa e Manuela Leoni, Francesco Lanza, Mauro Longo, Maikel Maryn, Jill Parker, Monica Serra, Giorgio Smojver che citavo sopra, e Federica Soprani.

Gli illustratori, invece, sono: Barbara Aversa, Claudio Calia, Daniela Giubellini, Andrea Piera Laguzzi, MalaSpina, Morgana Marinucci, Viviana Marinucci, Giulia Darcy Rosati, Pietro Rotelli e SoloMacello. Qui non riesco a dirvi quale io abbia preferito, perché a modo suo ogni disegno aveva qualcosa da dire, e mi sono sembrati tutti meritevoli.

L’opera è lunga 216 pagine nella versione ebook e comprende avventura, viaggi, pirati e piratesse, eroi ed eroine… e qualche mostro marino di Lovecraftiana memoria. Lo trovate sugli store online anche in versione cartacea.

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