Milano Disco Inferno, la recensione

Milano Disco Inferno di Riccardo Besola è un affascinante noir postmoderno che fa della coralità la sua caratteristica principale.

milano-disco-inferno-recensione-coverTitolo: Milano disco inferno
Autore: Riccardo Besola
Editore: Novecento Editore
Prezzo: € 4,99 ebook – € 10,90 cartaceo

Può un’opera letteraria, un libro, esercitare un’irresistibile attrazione verso il lettore a mo’ di recettore chimico? Può.

Può semplicemente il titolo, peraltro composto soltanto di tre parole, affascinare ed invogliare all’acquisto? Può.

È quanto occorso allo scrivente imbattutosi, quasi per caso, nell’ultimo lavoro di Riccardo Besola, Milano disco inferno.

Periferia del capoluogo lombardo, 1975. Una fabbrica sub appaltatrice della RCA che produce dischi in vinile (parola assolutamente trendy nel terzo millennio), un suo addetto che dietro compenso incide un codice particolare su una copia di Rock your baby di George McCrae, una patente dimenticata, una serie di circostanze che scateneranno una ridda di omicidi, rivalse, vendette…

Nonostante l’ambientazione nei ’70, l’opera di Besola ci appare come un noir postmoderno vuoi per lo stile asciutto dell’autore, vuoi per la trama frenetica, vuoi per la difficoltà del lettore di discernere i buoni e i cattivi.

Besola ci offre una Milano fuori dagli schemi, afosa, piena di luce, ancora lontana da quella che sarà “da bere”.

Una Milano dove “rossi” e “neri” cercano lo scontro fisico, dove la malavita e le forze dell’ordine iniziano un certo tipo di rapporti che inevitabilmente confluiranno nella corruttela che ancora caratterizza il nostro tempo, dove ragazze dell’alta borghesia cercano il piacere nel relazionarsi con coetanei del proletariato, dove le cascine e i mulini vengono abbandonati nella rincorsa al benessere rappresentato dallo sviluppo industriale.

Milano Disco Inferno è un romanzo che fa della coralità la sua caratteristica.

Tra i personaggi spicca Mezzanotte, pivot della trama e arbitro di vita e morte. Un “cattivo” da manuale e ripugnante come pochi, tale da far tessere un elogio all’autore per aver ideato una figura simile.

Un libro da consumarsi durante le ore piccole col silenzio per amico.

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