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Nero Ferrarese, la recensione

Nero Ferrarese di Lorenzo Mazzoni, recensione

Nero Ferrarese di Lorenzo Mazzoni torna in libreria grazia e Pessime Idee Edizioni, e con un regalo esclusivo per i lettori di Sugarpulp.

Nero Ferrarese di Lorenzo Mazzoni, copertina

*** Spese di spedizione gratuite per i lettori di Sugarpulp grazie al codice >> Sugarpulp << da inserire al momento dell’acquisto sul sito di Pessime Idee Edizioni. Si riceverà inoltre in omaggio la shoppper di Pessime Idee Edizioni (il codice è valido fino al 15 luglio 2020). ***

Marino e Isabella sono in macchina, affaccendati in attività che richiedono pochi indumenti e tanta privacy, quando due uomini armati si avvicinano e sparano cinque volte.

L’ispettore Malatesta, che ispeziona il cadavere di Marino il giorno successivo, resta colpito dall’aspetto del ragazzo: è giovane, troppo giovane per la fine che ha fatto, e anche per la tessera di Azione Nord che viene trovata nel portafogli di Marino. 

Il gruppo di estrema destra di cui il giovane faceva parte è schierato contro gli Spontaneisti Armati Combattenti, che ben presto rivendicano l’omicidio di Marino. Gli Spontaneisti si dicono slegati a logiche di partito e politiche, e sostengono di aver compiuto una rivendicazione di giustizia uccidendo Marino. A loro detta, “una lunga lista di porci che vanno eliminati” seguirà Marino. 

Mentre la pista politica si delinea come la più plausibile, Spadaccia, un amico di Malatesta che lavora nella Digos, sprona l’ispettore a non farsi trarre in inganno. Secondo Spadaccia, Azione Nord non è un’associazione politica pericolosa, dato che chi ne fa parte si limita a radersi la testa, raccogliere qualche foto del Duce da inserire nel portafogli e organizzare partite di pallacanestro. Perché, allora, Marino è stato ucciso?

Nero Ferrarese, di Lorenzo Mazzoni, è un romanzo che si legge facilmente, ricco di personaggi maschili interessanti e di spunti per riflettere su cosa significa, oggi, il concetto di appartenenza politica. È soprattutto quest’ultimo che fa da colonna portante al romanzo, in quanto spinge il lettore a interrogarsi su cosa voglia dire “rivendicare la giustizia” e a interpretare le azioni dei personaggi di conseguenza. 

Sotto il punto di vista stilistico, Nero Ferrarese è una storia che va al punto: non ci sono descrizioni particolarmente accurate e i dialoghi sono prettamente funzionali allo sviluppo della trama. Alcuni capitoli, brevi se non brevissimi, sono strategicamente posizionati in modo da frapporsi all’indagine di Malatesta per intensificare la suspense

Una nota a parte la merita lo spirito profondamente antifascista di Malatesta. L’autore Lorenzo Mazzoni fa sì che l’ispettore guidi il giudizio del lettore circa Azione Nord e i sedicenti ideali di cui si fa portatrice. In questo senso, Nero Ferrarese fa politica e descrive gli amici di Marino come “fascistelli con la schiena rigida e e le braccia tese”. 

In un momento storico delicato come questo, Nero Ferrarese ci ricorda che la letteratura non può non essere politica e che non può schierarsi a difesa di ciò che ritiene moralmente giusto. Una lettura “facile”, ma forse non troppo, che piacerà a chi concorda con le idee di Malatesta.

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