Padova che nessuno conosce, il nuovo saggio di Silvia Gorgi pubblicato da Newton Compton. Un viaggio tra le pieghe della storia per scoprire l’incanto nascosto della città.

Padova che nessuno conosce, di Silvia Gorgi

Qual è la Padova che nessuno conosce? Questo quinto volume che l’autrice padovana Silvia Gorgi, dedica alla sua città, s’interroga proprio su questo, e dopo aver raccontato con i suoi precedenti quattro libri i luoghi meno turistici, le storie poco note, le leggende dal sapore antico, i segreti del suo passato, nonché misteri, stranezze, e curiosità, con questo quinto lavoro presenta Padova attraverso un ruolo che ha avuto nel passato e che oggi non ha più. Quello di “Centro”. Centro culturale, scientifico, d’intellettuali. Questa è la città che ritroverete in Padova che nessuno conosce, pubblicato da Newton Compton editori, e in tutte le librerie da fine 2020: una città centrale. Quando?

Rolandino e Albertino Mussato

Fra XIII e XIV secolo Padova era al centro della produzione letteraria: uno dei capolavori del Medioevo è opera di un padovano, Rolandino, che ha rivoluzionato la maniera di raccontare la cronaca, in quel tempo di lotta fra il Comune patavino, che difendeva la sua libertà, contro l’invasione di Ezzelino III da Romano.

La sua Cronica del 1262 diviene un nuovo modo di raccontare la Storia, la più completa testimonianza sul Veneto del Duecento, e fa scuola. E, nel Trecento, in città, si forma, un circolo d’intellettuali che contribuisce a quello che sarà definito il “Preumanesimo”. In questo clima è di nuovo un notaio, come fu Rolandino, a mettersi in luce, Albertino Mussato, che viene coronato “poeta”. E

d ecco di nuovo un libro che, ancora oggi, i padovani dovrebbero conoscere, l’Ecerinis, del 1315, in cui protagonista è sempre lui: Ezzelino, che, in questa tragedia in latino, diventa “figlio del demonio”. Tale è la fama che l’opera raggiunge, che sembra addirittura spingere Dante Alighieri, mentre si trova a Verona, a inserire nel Paradiso della Divina Commedia, la sorella di Ezzelino, Cunizza, per cercare di risollevare l’immagine della famiglia dei da Romano.

Alla corte dei Carraresi

Fra XIV e XVI secolo Padova era al centro di un nuovo modo di divertirsi fra arte e spettacolo, danza e musica. Nella corte dei Carraresi, i signori di Padova, si sviluppa come non mai l’arte e il mecenatismo. E, sul finire del Trecento, Cennino Cennini, alla loro corte, compone il primo trattato sulla pittura: Il Libro dell’Arte, con un concetto dell’Arte che anticipa il Rinascimento. Intanto un nuovo ballo conquista le corti europee: la “danza pavana”, primato tutto patavino.

Rivoluzione scientifica

Dal XVI secolo Padova diviene fulcro della rivoluzione scientifica e medica, a partire dalla definizione di “teatro anatomico” del medico Alessandro Benedetti. E gli anatomisti della scuola patavina, da Marcantonio della Torre a Realdo Colombo, conquistano artisti come Leonardo e Michelangelo. Il fascino oscuro della dissezione dei cadaveri di Vesalio e di Fabrici d’Acquapendente, gli studi sulla sifilide e i suoi rimedi, fra cui il profilattico, descritto per la prima volta da Gabriele Falloppio, l’anatomia patologica di Giovanni Battista Morgagni, sono punti fondamentali nel percorso, lungo secoli, della medicina patavina.

Padova che nessuno conosce, un viaggio lungo i secoli

Un percorso che conduce ad una eccellenza che ancora oggi spicca. Perché è proprio nella città patavina che prende forma una nuova idea di scienza, un nuovo metodo scientifico, che fonda tutto sull’osservazione reale del corpo.

Un viaggio lungo i secoli, tutto costellato da una serie di libri, quelli scritti da grandi medici, spesso anatomisti, da grandi umanisti, opere che a Padova hanno preso forma, e da Padova hanno cambiato il mondo.

Della stessa autrice, tutti pubblicati per Newton Compton Editori:

 

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