Paura verticale, la recensione

Paura verticale di Linwood Barclay

Paura verticale, la recensione di Corrado Ravaioli del thriller firmato da Linwood Barclay e pubblicato da Nutrimenti Edizioni.

Paura verticale, la recensione
  • Titolo: Paura Verticale
  • Autore: Linwood Barclay
  • Editore: Nutrimenti Edizioni
  • Traduttore: Nicola Manuppelli
  • PP: 507

Cinquecento pagine che scivolano via, inesorabili. Leggendo Paura verticale, si ha la sensazione di trovarsi all’interno di un ascensore in caduta libera, e l’immagine è tutt’altro che casuale.

Paura verticale, pubblicato in Italia da Nutrimenti edizioni, è l’ultimo romanzo di Lynwood Barclay. Un thriller che gioca prima di tutto sulla paura atavica per gli ascensori. Paura di rimanere chiusi dentro o che possano cadere improvvisamente. 

Immaginate di vivere a New York, città verticale per antonomasia, e di scoprire attraverso tv e giornali che stanno avvenendo strani incidenti con lo stesso comune denominatore. I morti o feriti si trovavano su un ascensore, apparentemente difettoso.

Quando i casi si moltiplicano, la polizia e le forze dell’ordine devono abbandonare l’ipotesi della coincidenza per approfondire nuove piste: si pensa alla matrice terroristica esterna o ai suprematisti bianchi, al gesto di un mitomane o una ritorsione nei confronti del sindaco della città. 

La narrazione, scandita da cinque macrocapitoli che corrispondono ai cinque giorni della settimana in cui avviene la vicenda, diventa a mano a mano sempre più avvolgente. Il lettore si trova a vivere l’indagine da diversi punti di vista, quanti sono i protagonisti coinvolti.

Il sindaco già citato, alle prese con una difficile rielezione e con un rapporto complicato con il figlio Glover, che lavora con lui ma non ha mai goduto di affetto e stima; la giornalista Barbara Matheson, impegnata in una battaglia personale per svelare i giochi di potere architettati dal sindaco; i detective Delgado e Burque, che finiranno nell’indagine partendo da un caso inizialmente scollegato. A loro si aggiungono alcuni comprimari affascinanti e ben delineati. Tutti coinvolti, in maniera differente, in una corsa contro il tempo per fermare questa spirale di violenza.

Giocando sulle insidie della tecnologia e i rischi connessi al controllo di strumenti elettronici, l’autore americano fa leva sul senso pericolo latente che accomuna tutti, quello che abbiamo cominciato ad avvertire nel 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle e sentiamo ora, in un’altra forma, con la pandemia. Il risultato è un romanzo attuale, ansiogeno e palpitante. Una benedizione per gli amanti del genere.

C’è una sola controindicazione: per un po’ di tempo userete soltanto le scale.

Linwood Barclay

Linwood Barclay, canadese è uno dei più importanti scrittori di thriller del Nord America, autore di libri da milioni di copie. Dopo una lunga carriera giornalistica, da più di dieci anni si dedica esclusivamente alla scrittura. Nel 2012 è stato uno degli special guest della Sugarpulp Convention.

Ha pubblicato una ventina di romanzi, tradotti in più di trenta lingue, e ha vinto, tra gli altri, l’Arthur Ellis Award, il più importante premio canadese riservato al genere crime e mystery.  

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