Prisma, la recensione di Pierluigi Porazzi del nuovo romanzo di Gianluca Morozzi pubblicato da TEA che ci accompagna in un’indagine ambientata nel modo dei prestigiatori di provincia.

Prisma, la recensione di Pierluigi Porazzi del nuovo romanzo di Gianluca Morozzi, un bel giallo ambientato nel modo dei maghi di provincia.

Vilo Vulcano è un libraio di professione. Ma nella sua libreria non troverete i best seller da autogrill, lui ordina e tiene in negozio solo libri di qualità. E, di conseguenza, gli incassi sono sempre magri.

Per arrotondare, nel tanto tempo libero, Vilo si è inventato investigatore, rigorosamente in nero. Prisma” inizia con l’arrivo, in libreria, il cui retrobottega è anche l’ufficio del Vilo investigatore, di una bellissima cliente, Zelda Versalico, sorella di Ludovico, un mago deceduto in seguito a un numero mal riuscito.

La morte di Ludovico è sembrata a tutti accidentale: si è murato vivo nello scantinato della sua casa di montagna e non è stato in grado di uscire dalla trappola che si era costruito. Ma Zelda sospetta che sia stato ucciso. E che in qualche modo possa essere coinvolta Prisma, rivale del fratello e, pare, molto più brava di lui nell’eseguire trucchi di magia.

Vilo, non insensibile al fascino di Zelda, accetta il caso, e, insieme al suo personale “Watson”, l’Orrido, inizia a indagare nell’affascinante mondo degli emuli del grande Houdini. La soluzione dell’enigma, come in ogni giallo degno di questo nome, arriverà solo nelle ultime pagine, e sarà sorprendente.

Un personaggio quanto mai indovinato, Vilo Vulcano, con un evento nel suo passato ancora avvolto nel mistero, che il lettore imparerà a conoscere pagina dopo pagina.

Una storia di prestigiatori, in cui il vero mago è Gianluca Morozzi: con uno stile inconfondibile e una scrittura sempre più matura e perfetta conduce il lettore attraverso le vicende presenti e passate di Vilo, raccontate in prima persona.
Un nuovo traguardo letterario per un autore che non finisce mai di stupire.

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