Qui non crescono fiori, la recensione di Corrado Ravaioli del romanzo di Luca Giordano pubblicato da Terrarossa Edizioni.

Qui non crescono fiori, la recensione di Corrado Ravaioli del romanzo di Luca Giordano pubblicato da Terrarossa Edizioni.

Siamo su un’isola del profondo sud, una realtà apparentemente lontana dal resto del Paese, soffocata da un velo di afa che sembra fermare il tempo. Tra gli abitanti c’è Mario, meccanico dai modi rudi e il vizio dell’alcol, che gestisce una piccola officina sotto casa.

Il figlio grande, Damiano, lavora nell’azienda di famiglia mentre sogna di entrare al Grande Fratello. Il piccolo Salvatore è a casa per le vacanze estive, e rivolge le proprie attenzioni a un cane randagio, cercando un po’ di quell’affetto che non trova tra le pareti domestiche. I tre hanno un legame scritto nel sangue ma non riescono a riconoscersi, a comunicare. E quella che sta per cominciare sarà un’estate difficile da dimenticare.

Sono alcuni degli elementi di partenza del romanzo Qui non crescono i fiori di Luca Giordano, appena ripubblicato, con merito, da Terrarossa Edizioni. Una di quelle storie che ti entrano dentro e ti portano via un pezzo di cuore.

Quella descritta, è una routine familiare fatta di frasi a metà, sguardi obliqui e gesti bruschi. Una quotidianità molto semplice, scandita dalle poche opportunità che il lavoro sull’isola offre. Accanto ai protagonisti, si avverte l’ombra della madre, uscita di scena in circostanze misteriose, che potrebbero aiutare a comprendere il pantano in cui annaspano i personaggi. E tutto intorno c’è una natura aspra, bruciata dal sole, dove si aggirano cani randagi, a decine.

La violenza, nei sentimenti ancora prima che nei gesti, si insinua gradualmente negli ingranaggi della trama. Mario è incapace di dare affetto, spesso esagera con l’alcol e si addormenta davanti al televisore. Damiano è geloso del fratello minore e si diverte a fargli brutti scherzi, mentre con l’amico/collega Pietro inventa storie drammatiche per ottenere l’accesso al reality show dei suoi sogni. Il piccolo, ingenuo e indifeso, è vittima dell’inadeguatezza dei parenti.

Luoghi, ricordi e misteri

Uno dei pochi ricordi felici che li accomuna è legato a un luogo, una caletta nascosta dove il padre teneva una piccola barca con cui portava la famiglia in gita. Qui hanno vissuto momenti davvero spensierati. C’è invece un altro luogo simbolico che è inavvicinabile.

Una casa abbandonata, dove i ragazzi non devono andare. Ma si sa, i divieti sono fonte di forte attrazione per i piccoli e proprio lì Salvatore troverà un cucciolo, ribattezzato Tonno, che proverà ad addomesticare.

Nel corso della narrazione scopriremo i motivi dei lunghi silenzi e degli scatti improvvisi di Mario. Gesti sempre più disperati, che spingeranno la storia verso un finale che appare ineluttabile. E il lettore, attraverso un uso sapiente di flashback rivelatori, si troverà a sfogliare le pagine in maniera frenetica.

Luca Giordano, con prosa affilata e incisiva, ha messo su carta una storia che viene spontaneo immaginare su pellicola, con l’ambientazione western offerta dall’isola. Sarebbe interessante vederlo al cinema, ma è già una fortuna poterlo leggere.

Luca Giordano

Luca Giordano (Moncalieri, 1985) si è diplomato in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Scrive per il cinema e la televisione. Questo è il suo primo romanzo ed era stato pubblicato nel 2013 per ISBN Edizioni.

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