Serial killer per fiction e per davvero, la recensione di Giulia Mastrantoni del saggio di Cristina Brondoni pubblicato da Las Vegas Edizioni.

Serial killer per fiction e per davvero, la recensione di Giulia Mastrantoni del saggio di Cristina Brondoni pubblicato da Las Vegas Edizioni.

  • Titolo: Serial killer per fiction e per davvero
  • Autrice: Cristina Brondoni
  • Editore: Las Vegas Edizioni
  • PP: 109

Se siete appassionati di serie tv come CSI o NCIS, questo è veramente il saggio che fa per voi. Come al solito, la criminologa Cristina Brondoni regala ai suoi lettori una piccola perla della letteratura scientifica da leggere e rileggere, un libro ricco di storie a cavallo tra realtà e finzione, che stimolano la fantasia e sollevano domande circa la credibilità di alcuni dei serial killer più famosi nelle serie tv più popolari.

Serial killer per fiction e per davvero è, tecnicamente, un saggio che approfondisce il legame tra rappresentazione e realtà nel contesto di serial killer del piccolo schermo. Di fatto, però, si tratta di un racconto appassionato nel quale xBrondoni analizza i personaggi più interessanti scaturiti dalla fantasia di sceneggiatori e creativi.

Partendo dagli episodi meno credibili, passando per statistiche e fatti concreti, Brondoni fa luce sul legame, spesso taciuto, tra serial killer “veri” e serial killer da piccolo schermo.

Tra vita e piccolo schermo

Per esempio, in pochi sanno che i serial killer reali, a differenza di quelli proposti dalla fiction, spesso variano il modus operandi e cambiano vittimologia. Analogamente, la credenza diffusa che i serial killer tendono a lasciare una “firma” sulla scena del crimine o portare via un “trofeo” è erronea.

È importante, poi, sottolineare che, anche se nelle fiction i serial killer sono all’ordine del giorno, la realtà è ben diversa. Come scriveBrondoni:

L’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) ha fatto una ricerca partendo dai delitti irrisolti che presentano caratteristiche simili e ha stimato che i serial killer ancora attivi negli Stati Uniti sono circa trecento. Su una popolazione di 464 milioni di persone l’incidenza percentuale della “popolazione serial killer” è dello 0,00064% e, elaborando il numero di omicidi per le persone, le possibilità di cadere vittima di un serial killer rappresentano lo 0,0039%: non moltissime, insomma.

Per capirci, Serial killer per fiction e per davvero è una raccolta di inesattezze e falsi miti ben diffusi, ai quali viene affiancata una visione più bilanciata e meglio informata della realtà. In questo senso, Brondoni fa chiarezza su chi è il serial killer, per quali motivi agisce in un certo modo e perché sceneggiatori e creativi scelgono di rappresentare questo personaggio in un certo modo.

Se siete avidi lettori di Jeffery Deaver, per citarne uno, il saggio di Brondoni vi incoraggerà a cambiare prospettiva e andare in profondità: si tratta di togliere la maschera allo stereotipo del serial killer e vedere chi vi si nasconde dietro.

Ted Bundy, un caso unico

Una nota a sé la merita il capitolo dedicato a Ted Bundy, sul quale è stato già versato notevole inchiostro.Brondoni racconta il lato “umano” di Bundy, quello che ha, probabilmente, garantito il successo di Bundy come serial killer. L’educazione, gentilezza e quell’innegabile appeal hanno contributo alla facilità con cui Bundy avvicinava le sue vittime, spesso sconosciute. Le fonti citate da Brondoni confermano la difficoltà con la quale i colleghi e la fidanzata Bundy accettarono che Ted era un serial killer.

Se da una parte Brondoni sfata i miti più comuni sui serial killer, dall’altra evidenzia come un serial killer riesce a diventare tale proprio perché insospettabile. In questo senso, come sempre, Brondoni regala un brivido ai suoi lettori.

In conclusione, non posso che raccomandare Serial killer per fiction e per davvero, un piccolo capolavoro della letteratura scientifica e un saggio godibile, ricco di informazioni e scritto con maestria. Spero che lo troviate intrigante così come l’ho trovato io. Buona lettura.