Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli, la recensione di Giacomo Brunoro per Sugarpulp MAGAZINE dell’ultimo cinecomic Marvel. Benvenuti al circo.

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli sembrava il classico cinecomic di cui nessun sentiva il bisogno. Per questo motivo sono entrato in sala con aspettative bassissime giusto per soddisfare da un lato il cosiddetto “completismo” che affligge i vecchi della mia generazione, dall’altro la voglia di divertirsi di un bambino di undici anni (mio figlio).

E invece cosa ti tira fuori dal cilindro la Marvel? Un film divertente, che passa via veloce e, nonostante rispetti in maniera ferrea la grammatica supereroistica, riesce a sembrare freschissimo. Merito probabilmente di quell’atmosfera naive orientale, di un cast particolarmente in palla e di una produzione pazzesca.

Le scene action alzano ulteriormente l’asticella e diventano un nuovo punto di riferimento per chiunque voglia girare un cinecomic. Il colore e la fotografia hanno poi un impatto fortissimo sul film che, per quanto riguarda i contenuti, presenta la solita storia dei buoni che devono salvare il mondo contro i cattivi e blablabla.

Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli in definitiva è un cinecomic che scivola via veloce senza l’insopportabile pesantezza e pretenziosità di molti degli ultimi prodotti Marvel (soprattutto quelli pensati per lo streaming), che alla fine sembrano spesso un vorrei ma non ci riesco (al netto delle produzioni sontuose, ça va sans dire).

Particolarmente in palla i tre attori principali del film, ovvero Simu Liu (Shang-Chi), Awkwafina (Katy) e, soprattutto, la strepitosa Meng’er Zhang (Xialing) che potrebbe diventare uno dei personaggi più interessanti da sviluppare per la Marvel, basta solo un po’ di coraggio.

Le inevitabili citazioni Marvel

Torniamo a vedere Abominio, particolare che fa sperare noi nostalgici in un nuovo film dedicato a Hulk (ma lo so che siamo davvero in pochi a crederci). Carino Wong, carini i due finali dopo i titoli di testa (soprattutto il secondo).

Incredibile come la Marvel riesca a far funzionare al cinema un cattivo ridicolissimo come Razor Fist (misteri del cinema), davvero niente male Death Dealer e in generale non mi dispiace affatto questa versione inedita del Mandarino e dei suoi Dieci Anelli (non è il Mandarino? Ma sì dai, sotto sotto è il Mandarino…). Da applausi la battuta finale sulla “super kamehameha” fatta da Katy.

Per tutte le altre mille citazioni dovete fare da soli, non ho voglia di elencarle e dovete scoprirle da soli se no perdete tutto il gusto (peraltro basta fare una ricerchina su Google e trovate decine di siti nerd che ve le snocciolano una per una).