Sky Sharks, ovvero squali, zombi e nazisti: sarebbe la tempesta perfetta, però… La recensione di Massimo Zammataro per Sugarpulp MAGAZINE.

Quando, qualche tempo fa, uscirono i primi teaser trailer di Sky Shark, il mio cuore cominciò a pompare a mille come a un adolescente che scorge un lembo di tetta della sua compagna di banco: non potevo credere a quello che stavo vedendo, soprattutto perché non era nemmeno un prodotto Asylum!

Non se ne era più sentito nulla, figuratevi la mia compulsione quando mi sono ritrovo il prodotto finito e confezionato. Wow, ho detto, la visione merita un kilo di nachos e svariate lattine di Dr Pepper! Tuttavia, non è andata proprio così.

Il film

Un aereo di linea solca i cieli ignaro di ciò che sta per succedere. La scena è accompagnata da un sottofondo musicale a sottolineare, immagino, la spensieratezza della situazione: Vamos a la Playa dei Righeira (che suppongo spopolino ancora nei paesi del Nord Europa). Già sono senza parole, ma rido (sommessamente, anche perché ho la bocca piena di patatine) per l’assurdità della cosa.

Ed ecco che l’idillio viene bruscamente interrotto dall’apparizione improvvisa di incredibili squali tigre, modello full-hybrid, pilotati da dei tipacci i quali, assaltato l’aeromobile e apertisi con disinvolta e chirurgica precisione un varco nella carlinga, entrano e massacrano passeggeri ed equipaggio. Al loro comando, c’è una specie di virago nazista che potrebbe essere Inga, la belva delle SS fatta zombi.

Nel frattempo, una spedizione artica porta alla luce dai ghiacci una gigantesca nave da guerra di foggia sconosciuta, che si scopre essere zeppa di soldati zombi pronti a conquistare il mondo.

Entra in scena una multinazionale tecnologica fondata e capeggiata da uno scienziato ex nazista, passato agli Alleati alla fine della guerra, che la sa più lunga di quanto si creda…

Da qui in poi, la trama, esile, sgangherata e sfilacciata, è sempre la medesima e non regala grosse sorprese: i soliti scienziati nazi che volevano creare i supersoldati creano un siero che li rafforza sì, ma al contempo li zombifica.

Ma chi se ne frega, quando hai un esercito immortale. Unendo questa invenzione a un’altra tecnologia “proprietaria” che non ho capito bene (tanto è superfluo…) si fanno pure i tecno-squali zombi, armati di missili e cannoncini, per fornire i soldati di idonee e spaventose cavalcature.

Siamo lontani anni luce dal divertente e ben realizzato Iron Sky, apripista di questo filone fanta-distopico, anche se Sky Sharks spinge di più sull’aspetto gore che, tutto sommato, non è nemmeno bruttissimo. Fino a qui, è ordinaria amministrazione per questo tipo di storia.

Tripudio eighties

Invece, quello che più da fastidio è la realizzazione: il green screen, in primo luogo, domina su tutto, persino gli interni e qualche panoramica esterna sono digitali. Sembra quasi di essere in una puntata di Max Headroom. E non cito l’icona digitale anni ’80 a sproposito. Tutto richiama quel famigerato decennio, a partire dalla messa in scena carica oltremisura di luci al neon con gamma dal fucsia al verdolino: praticamente un film di Refn in acido.

Non parliamo poi del comparto musicale che è, inspiegabilmente, un florilegio di musica elettronica bitonale al sintetizzatore messa a caso, e che non c’entra nulla con quello che si sta guardando. Salvo poi, altrettanto inspiegabilmente, passare al più moderno hardcore, o come diavolo si chiami quel genere in cui tra schitarrate e scatarrate, il frontman di turno si esibisce in testi cantati in questo delizioso stile canoro denominato growling, ruggito, che a me sembra più una sequenza di fragorosi rutti. Ma tant’è.

Sky Sharks non è la tempesta perfetta, però…

Qualcosa di buono, comunque, Sky Sharks ce l’ha e non si deve negarlo.

Ho già detto del discreto e soddisfacente splatter & gore, ma ciò che è veramente figo è il visual dei nazi zombi e degli squali: è di una coolness elettrizzante, tale che se il film fosse stato allo stesso livello si sarebbe fatto un boccone di tutto quello visto prima. Ah, e poi ci sono le tette: non per molto, ma ci sono.

Insomma, ‘sto Sky Sharks non è proprio la tempesta perfetta che un appassionato di puttanate simili si sarebbe giustamente aspettato, ma una visione non gliela si può negare.

Nachos e Dr.Pepper obbligatori.

P.S.

Nelle scene post-credits si minaccia un sequel…