Una lama di luna nella notte. I tre, lapidali davanti ad un fitto muro di sterpaglie e alberi. – Ok il buio e il bosco, ma qui non si vede una mazza – esclama Giulio deluso. – Voi due pivelli fatemi un po’ di luce con le torce che ci penso io a dare una bella sfoltatina – Tony dà un colpo alla fune. – Poi una volta dentro il bosco vedrete che è tutta un’altra cosa. Fidatevi. Un altro colpo a vuoto. Una bestemmia. E la sega parte avvolgendolo in una nuvola di fumo. I denti della lama ruotano tagliando i rami aggrovigliati. La luna illumina il ghigno divertito di Tony. Buio. Due palle di luce tremolanti sulla fitta boscaglia. Striduli richiami d’animali notturni. Battiti di ali. Occhi gialli che si spostano furtivi tra i cespugli e sopra le loro teste. Rami spezzati sotto le suole delle scarpe. Respiri rantolanti. Zanzare. E ancora buio. – Sembriamo quei cazzo di Hansel e Gretel – fa Giulio all’improvviso, – ma senza un cazzo di briciola di pane da seguire. – Taci e cammina – chiude il discorso Tony. Buio. Caldo. Zanzare. – Sapevate che fino ad una ventina d’anni fa qui era pieno di cinghiali? – sempre Giulio. – Certo genio, e poi i bracconieri hanno scoperto quanto erano buoni in umido con la polenta e se li sono mangiati tutti. Fine della tua storia del cazzo – tuona Tony – e ora chiudi il becco e cammina. Valentina sbuffa, si ferma, si guarda intorno facendosi luce con la torcia, vede un tronco ricoperto dal muschio e ci si siede sopra.

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